Jessica Morgan è la nuova direttrice della Tate di Londra. Era alla Dia Art Foundation ora torna in UK

La nomina arriva in una fase delicata per la Tate, alle prese con le conseguenze economiche della pandemia, la necessità di rafforzare la raccolta fondi privata e la gestione di una rete museale articolata tra Londra, Liverpool e St Ives

Jessica Morgan sarà la nuova direttrice della Tate di Londra. La curatrice britannica, 57 anni, assumerà l’incarico dal 1° gennaio 2027, prendendo il posto di Maria Balshaw, che ha guidato l’istituzione dal 2017 al 2025. Per Morgan si tratta di un ritorno: alla Tate ha infatti lavorato per oltre dieci anni, prima di trasferirsi negli Stati Uniti e assumere la direzione della Dia Art Foundation di New York, dove è rimasta dal 2015.

Jessica Morgan è la nuova direttrice della Tate di Londra

La nomina arriva in una fase delicata per la Tate, alle prese con le conseguenze economiche della pandemia, la necessità di rafforzare la raccolta fondi privata e la gestione di una rete museale articolata tra Londra, Liverpool e St Ives. La nuova direttrice dovrà inoltre confrontarsi con una diminuzione dei visitatori rispetto al periodo precedente al Covid e con il dibattito sul futuro dei finanziamenti pubblici alla cultura nel Regno Unito.

Chi è Jessica Morgan

Nata a Londra, Morgan ha studiato Storia dell’arte all’Università di Cambridge e al Courtauld Institute of Art, completando la propria formazione negli Stati Uniti allo Yale Center for British Art e al Fogg Art Museum di Harvard. Dopo le prime esperienze curatoriali, nel 2002 è entrata alla Tate, dove ha lavorato fino al 2014, arrivando a ricoprire il ruolo di Daskalopoulos Curator, International Art, alla Tate Modern. In quegli anni ha contribuito anche all’ampliamento della prospettiva geografica delle collezioni, sostenendo l’acquisizione e la valorizzazione di opere di artisti provenienti da aree come il Medio Oriente e l’Asia meridionale.

La carriera di Jessica Morgan

Nel 2014 è stata direttrice artistica della Gwangju Biennale, prima di trasferirsi a New York per dirigere la Dia Art Foundation. È proprio alla Dia che Morgan ha consolidato il proprio profilo manageriale, lavorando sull’espansione dei programmi dell’istituzione, sulle acquisizioni e sul rapporto con i sostenitori privati. Sotto la sua guida, la fondazione ha inoltre ampliato la presenza di artiste e di figure rimaste a lungo ai margini delle narrazioni più consolidate dell’arte contemporanea. Parallelamente, Morgan ha continuato a curare mostre internazionali, tra cui Minimal alla Bourse de Commerce di Parigi e una retrospettiva dedicata a Lee Ufan a Venezia. Il suo percorso comprende anche numerosi incarichi in comitati e advisory board di istituzioni culturali internazionali.

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Redazione

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