Tredici sculture monumentali a Stoccolma. L’artista italiano Davide Rivalta ridisegna lo spazio urbano
Con il titolo ‘Blowing Figures into Space’, l'artista bolognese trasforma la città di Stoccolma in un campo di tensione tra natura e artificio attraverso la presenza di leoni, rinoceronti e bufali
Non è una semplice mostra all’aperto, né un intervento di arte pubblica in senso tradizionale. Con Blowing Figures into Space, Davide Rivalta (Bologna, 1974) dissemina Stoccolma di presenze animali che sembrano affiorare dal paesaggio urbano come visioni concrete, ridefinendo la percezione dello spazio e il ruolo stesso della scultura nella città contemporanea.
Le sculture di Davide Rivalta a Stoccolma
Il progetto, promosso dall’Istituto Italiano di Cultura “C.M. Lerici” insieme all’Ambasciata d’Italia in Svezia e alla Fondazione Lerici, si articola tra alcuni dei luoghi più iconici della capitale svedese—Mynttorget a Gamla Stan, Ladugårdsgärdet e Hagaparken—costruendo una geografia diffusa che mette in cortocircuito centro storico e paesaggio naturale. Le tredici sculture in bronzo, raffiguranti leoni, rinoceronti e bufali, non si pongono come monumenti ma si depositano nello spazio: prive di piedistallo, condividono il suolo con i passanti, insinuandosi nella quotidianità senza mediazioni.

L’animale come dispositivo critico capace di interrogare l’uomo
Le sue figure animali non cercano l’effetto spettacolare, ma lavorano su una soglia percettiva più sottile: sono familiari e insieme fuori posto, realistiche e al contempo sospese in una dimensione altra. In Blowing Figures into Space questa ambiguità si traduce in una vera e propria “migrazione” simbolica, una deriva silenziosa che attraversa la città e ne altera i codici. L’animale diventa così un dispositivo critico, capace di interrogare il rapporto tra umano e non umano senza ricorrere a narrazioni esplicite.

La mostra di Davide Rivalta a Stoccolma
L’intervento svedese rappresenta l’esito di un percorso già avviato nel 2024 con la mostra Animals that will be, ospitata all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma. In quell’occasione Rivalta aveva aperto al pubblico il proprio laboratorio, esponendo bozzetti, disegni e acetati: materiali di lavoro che rivelavano la costruzione progressiva delle sue figure. Più che un’esposizione, un dispositivo di accesso al processo creativo, che spostava l’attenzione dall’opera finita alla sua genesi. Blowing Figures into Space ne rappresenta oggi la naturale estensione.
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