Apre a Milano la nuova Nashira Gallery

Lo spazio di via Vincenzo Monti, dedicato a una stella dal nome fortunato, inaugura con un capolavoro video di Kentridge le opere di artisti africani e di giovani italiani

Nashira Gallery (@nashiragallery) via Instagram
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“Nashira”, portatrice di buone notizie. Con questo auspicio apre a Milano, in via Vincenzo Monti 21, Nashira Gallery, un nuovo spazio nato “per far dialogare le opere di un’importante raccolta d’arte privata, la Collezione 54, con quelle di giovani promesse dell’arte contemporanea”. Il nome, che oltre al fortunato significato in lingua araba omaggia un astro della costellazione del Capricorno, è stato scelto da Ludovica Bifulco, principale ideatrice della galleria e appartenente allo stesso segno zodiacale: “la scelta è venuta naturale. Vogliamo portare buone novelle nel mondo dell’arte“, dicono ad Artribune dalla galleria. Ora l’opening dello spazio, un luminoso appartamento che dà su piazza Virgilio a pochi passi da Cadorna, è fissato per il 24 novembre.

Nashira Gallery (@nashiragallery) via Instagram
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NASHIRA GALLERY E LA COLLEZIONE 54

L’obiettivo di Nashira Gallery, composta da un mix variegato di appassionati di arte, esperti e collezionisti, è quello di creare “uno scambio dinamico tra culture, generazioni e tecniche espressive differenti riunite sotto un’unica stella, quella dell’arte”. Questo, con l’aiuto della Collezione 54, nata grazie alla lungimiranza dei Bifulco – il nome è proprio un richiamo alla data di nascita del presidente di Finarte, l’ingegner Rosario Bifulco, e al numero dei Paesi che compongono il continente africano -, vanta 400 opere “senza distinzioni di materiali, tecniche o generazionali“, con un “unico focus, che naturalmente è andato a crearsi nel tempo, sulla produzione artistica africana contemporanea, molto prima che la stessa diventasse di moda”. Soggetti e tematiche di questa collezione, esposta e resa accessibile su volontà di Ludovica Bifulco, sono “molto forti, come quello della diaspora, del colonialismo o delle disparità sociali. Logicamente, anche le opere degli artisti non della collezione proposti da Nashira Gallery avranno dei forti contenuti e messaggi per i visitatori. Stiamo infatti lavorando alla programmazione di Special projects in cui affrontare in verticale tematiche legate a varie problematiche dell’uomo e della società contemporanea“, anticipano dalla galleria.

Andrea Grotto, Sotto sinistra scoperta, 2016. Olio su tela
Andrea Grotto, Sotto sinistra scoperta, 2016. Olio su tela

LA MOSTRA DI INAUGURAZIONE DI NASHIRA GALLERY: LA PROFEZIA

La mostra che inaugura la neonata Nashira Gallery è La Profezia, un omaggio all’opera di video-arte del 2019 Waiting for the Sibyl del celebre artista sudafricano William Kentridge (Johannesburg, 1955). Visitabile dal 24 novembre 2022 al 24 febbraio 2023, l’esposizione includerà accanto al capolavoro di Kentridge anche le creazioni di artisti affermati e di giovani promesse dell’arte contemporanea: ci sono infatti i lavori di tre famosi artisti africani – Mafafo Kimathi, Teresa Kutala Firmino e Wim Botha (già presente nel Padiglione del Sudafrica alla 55a Biennale di Venezia) –, tutti della Collezione 54, a cui si accosteranno quelli di due giovani italiani, Andrea Grotto (vincitore tra gli altri del Combat Prize under35 del 2014) e Andreas Zampella, che al termine della collettiva avranno ciascuno la propria personale nello spazio di via Monti. L’allestimento, precisano dalla galleria, “scompone idealmente l’opera di Kentridge nei lavori degli altri artisti: Il sipario verde di Zampella, ‘La Sibilla’ di Kimathi e, ancora, ‘I vaticini’, indossabili di Grotto accompagnano il visitatore in un percorso immersivo verso la visione e le atmosfere coinvolgenti del capolavoro del maestro sudafricano. In un mondo sempre più variegato e complesso, c’è sempre più bisogno di figure guide. Quali migliori profeti degli artisti e delle loro profezie visive?

Giulia Giaume

https://www.nashiragallery.com/

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.