Gabriele Cappelli, l’artista che ha portato a Londra un nuovo format espositivo

Ha saputo trasformare il suo studio in una galleria che ospita altre gallerie e i loro artisti, nella cornice di cene informali all’italiana. Lui è Gabriele Cappelli e tutto questo accade a Londra, in una delle zone più artsy della città

Cena di Arcade Gallery. Photo credit Gabriele Cappelli
Cena di Arcade Gallery. Photo credit Gabriele Cappelli

Gabriele Cappelli (Forlì, 1972), dopo gli studi in economia e commercio, si trasferisce a Londra nel 1997, anno in cui i laburisti vanno al potere con Tony Blair, e in cui viene inaugurata Sensation alla Royal Academy, la mostra che lancia gli Young British Artists nel panorama internazionale. Cappelli inizia a dipingere in quegli anni e, attraverso una profonda ricerca dedicata al colore, porta su tela le tonalità dei muri italiani, create dall’uomo e poi modificate dal tempo, e i colori degli sfondi dei dipinti rinascimentali, dando vita a un personalissimo stile pittorico che viene apprezzato nella capitale inglese. Dopo qualche anno inizia a lavorare con la galleria Cadogan, solida collaborazione che dura tuttora, inaugurerà infatti il 16 giugno la mostra personale nella galleria londinese.

Gabriele Cappelli in studio. Photo credit Gabriele Cappelli
Gabriele Cappelli in studio. Photo credit Gabriele Cappelli

GABRIELE CAPPELLI A LONDRA

Nel 2001 Cappelli decide di fare un importante investimento comprando un appartamento in una zona strategica, al numero 55 di Queen’s Garden, tra Bayswater e Notting Hill, con un’ampia vetrata sulla strada. Nel corso degli anni il boom economico ha portato al successo delle fiere d’arte, all’aumento del numero dei collezionisti di arte contemporanea e ha spinto le più importanti gallerie d’arte a concentrarsi esclusivamente nella zona centrale di Mayfair. Una cosa ‒ racconta Cappelli ‒ che lo ha sempre stupito è che a Londra collezionisti e appassionati non bramano per andare agli opening delle mostre, come avviene ad esempio in Italia, non c’è il desiderio di vedere le opere in anteprima, c’è piuttosto una certa riservatezza. Inoltre i collezionisti tendono a non essere riconoscibili, e a comprare le opere privatamente.

Installazione di Caroline Achaintre, Arcade Gallery, maggio 2017. Photo credit Gabriele Cappelli
Installazione di Caroline Achaintre, Arcade Gallery, maggio 2017. Photo credit Gabriele Cappelli

LO STUDIO-GALLERIA DI GABRIELE CAPPELLI

Alla luce di queste considerazioni e dei cambiamenti che dalla fine degli Anni Novanta in poi hanno creato un nuovo ambiente artistico londinese, nel 2015 Cappelli decide di trasformare quell’appartamento in un luogo speciale, uno spazio ibrido: studio personale di lavoro, ma anche galleria privata, ovvero luogo in cui ospitare mostre di altri artisti in presenza delle loro gallerie, abbinate a cene italiane (Cappelli è anche un ottimo cuoco), considerando che molti collezionisti, che ricevono costantemente inviti a tutte le inaugurazioni in cui faticano ad andare, vivono in quella zona e accettano volentieri un invito informale a una cena tipica italiana. La prima collaborazione ha inizio con la galleria Arcade di Londra, la cena con più persone ‒ 35 ‒ è del 2019 con la galleria brasiliana A Gentil Carioca, mentre alle pareti dello studio erano appese opere di Vivian Caccuri; l’ultima in ordine di tempo con Blank project che esponeva le opere di Igshaan Adams. Molte serate si svolgono nella settimana di Frieze e tutto funziona per passaparola. Interessante anche la collaborazione con Hollybush Garden, evento al quale era presente l’artista Lubaina Himid, vincitrice del Turner Prize e attualmente in mostra alla Tate Modern. Le gallerie italiane che hanno esposto presso questo spazio sono state la bolognese P420 con Alessandra Spranzi e la romana Z20 con Ekaterina Panikanova.
In generale lo spazio è un’idea del tutto nuova, che svincola l’artista dal considerare il proprio studio un ambiente personale e privato e, in una modalità vivace e informale, lo mette in comunicazione con altri artisti, galleristi, collezionisti e curatori, creando un piccolo sistema funzionante, che però non entra in competizione con le altre realtà artistiche.

‒ Silvia Camporesi

https://www.gabrielecappelli.com/

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Silvia Camporesi
Silvia Camporesi (nata a Forlì nel 1973), laureata in filosofia, vive a Forlì. Attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al paesaggio italiano.