Nasce Donnapaola Arts Farm. Natura, ruralità, pesaggio in un nuovo centro per l’arte in Puglia

Punto di forza del progetto nel cuore della Murgia, è il Centro sperimentale d’arte contemporanea con la direzione artistica di Antonella Marino e la curatela di Marco Scotini

Rendering Donnapaola Arts Farm
Rendering Donnapaola Arts Farm

Comincia a prendere forma Donnapaola Arts Farm, polo di formazione e studi, attrattore naturale e culturale all’interno di Donnapaola Modern Farm, ampia tenuta agricola e stazione turistica nel cuore della Murgia, poco distante da Altamura. Vincitore dell’Avviso Pubblico “Radici e Ali” per il sostegno alle imprese delle filiere culturali, il progetto, ideato e creato dall’ingegnere e collezionista Vito Labarile, è finalizzato alla rivalutazione e ridefinizione dell’identità ambientale e antropologica di questo territorio di fascinosa asperità, nell’area SIC dell’Alta Murgia. Dove, in oltre 270 ettari di formazioni rocciose, muretti a secco e fitti boschi, è possibile praticare un turismo esperienziale sia negli jazzi murgiani restaurati, originari ricoveri per gli ovini, sia nella Fattoria, corpo centrale dell’azienda e centro di benessere degli animali.

Rendering Donnapaola Arts Farm
Rendering Donnapaola Arts Farm

IL PROGETTO DONNAPAOLA ARTS FARM

Donnapaola Arts Farm, con sede nella Masseria, si sviluppa in tre sezioni dedicate alla neoruralità: Centro per l’arte e la diversità ambientale, Archivia e Accademia Internazionale di cultura enogastronomica, nei rispetti assi disciplinari arte, antropologia e gusto. Punto di forza della prima sezione è il Centro sperimentale d’arte contemporanea con la direzione artistica di Antonella Marino e la curatela di Marco Scotini. Incentrato su una comparazione a scala globale di modelli di auto-sostenibilità agricola, in rapporto all’Alta Murgia e a differenti contesti geopolitici, il centro segue le linee di ricerca più innovative del dibattito internazionale che declina arte, agricoltura, biodiversità e ecosistemi. “Donnapaola Arts farm”, chiarisce Antonella Marino, “è un progetto pilota, incentrato sulla realizzazione di una struttura di Alta formazione che si articola intorno a tre declinazioni: Artistica, Demo-antropologica e Enogastronomica. Attraverso processi interdisciplinari di contaminazione tra saperi e pratiche e il confronto con esperienze artistiche di auto- sostenibilità agricola e ambientale in differenti contesti geopolitici del mondo, vuol favorire un ripensamento non nostalgico e una riprogettazione creativa delle risorse naturali, umane e storiche del territorio”. Sul fronte demoantropologico, Donnapaola Art Farm punta su Archivia, sezione curata da Laura Marchetti, un sistema di catalogazione digitale e di consultazione della cultura contadina della Murgia, in cui confluiscono mestieri, architetture rurali, tradizioni orali, riti, canzoni, del genius loci rurale. Archivia, inoltre, bandisce 10 borse di studio di 500 euro ciascuna, per esperti in studi etnoantropologici, etnomusicologici, antropologici e paesaggistici che parteciperanno, dal 6 all’11 giugno 2022, alla realizzazione del progetto. Nick Difino coordina l’Accademia internazionale di culture del cibo, con l’obiettivo di intersecare abitudini produttive e alimentari del territorio. Sperimentazione e studio di nuove traiettorie di gusto, tra cultura e sostenibilità, sono orientati anche alla valorizzazione dei sistemi economici rurali.

Rendering Donnapaola Arts Farm
Rendering Donnapaola Arts Farm

IL CENTRO PER L’ARTE SECONDO SCOTINI

Il Centro per l’arte e la diversità ambientale prende avvio con un Simposio internazionale, il 29 e il 30 giugno, che oltre a fornire un momento di confronto a più voci, delinea gli interventi artistici, collegati con la realtà paesaggistica e produttiva dell’azienda, da promuovere in loco. A seguire, nella primavera/estate del 2023, parte la Palestra agricola, un programma di residenze per artisti di chiara fama e per esordienti. “Credo che Donnapaola arts farm”, sottolinea Marco Scotini, “possa diventare in breve tempo un modello di intervento ambientale ed ecosostenibile in cui recuperare saperi rurali rimossi e nuove modalità e pratiche artistiche a carattere produttivo e conservativo allo stesso tempo. il progetto, pur radicandosi nel territorio murgese, non è mosso da nessuna prospettiva localistica ma, come già dimostra il comitato scientifico, si confronta e si interseca con altre culture, altre pratiche, altri saperi in favore di una riruralizzazione del mondo. Nuovi immaginari e nuove produzioni sono mobilitati contro la minaccia ambientale per un reincantamento del vivente”.

– Marilena Di Tursi

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.