“Indistinti confini”, l’opera di Giuseppe Penone dedicata alle vittime del Covid a Bergamo

Svelata a Bergamo, alla Trucca, durante le celebrazioni per la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus, la scultura in marmo donata alla città dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti è un inno alla vita, nelle dimensioni umana e naturale

Opera di Giuseppe Penone a Bergamo
Opera di Giuseppe Penone a Bergamo

Si intitola Indistinti confini l’opera che Giuseppe Penone (Garessio, CN, 1947), tra i maggiori autori della corrente dell’Arte Povera, ha realizzato per commemorare le vittime del Covid e donata alla città di Bergamo, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus, dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti onlus. Si tratta di una scultura in marmo di Carrara, con venature che richiamano al sistema linfatico delle piante e anche al sistema circolatorio umano, un riferimento alla vita che scorre, accomunando ogni forma di essere vivente. La scultura è circondata da ottanta betulle dell’Himalaya dalla corteccia bianca, entrando così in dialogo con il bianco del marmo.

L’OPERA DI GIUSEPPE PENONE PER LE VITTIME DEL COVID

Tra gli artisti più rappresentativi dell’Arte Povera, Giuseppe Penone fin dalla fine degli anni Sessanta concentra la sua ricerca sul rapporto e l’interazione tra le sue azioni e la natura, sullo studio delle analogie tra forme culturali e naturali. L’albero è un elemento centrale nel lavoro di Penone, “l’idea prima e più semplice di vitalità, di cultura, di scultura”, come lo ha definito l’artista, e parte integrante di una visione che considera i diversi elementi – minerali, vegetali, animali e umani – di cui si compone il mondo fluidi e interconnessi. Visione, questa, che caratterizza anche l’opera realizzata per Bergamo, svelata lo scorso 18 marzo in occasione della seconda Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Coronavirus, cui ha preso parte presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico che, durante la celebrazione, ha dichiarato: “ognuno ha fatto la sua parte, a partire dai sanitari, soprattutto per proteggere i più deboli. Qui è stata cancellata una generazione, le radici di tutti noi. Oggi è il momento del nostro dolore, ma serve avere la forza di non dimenticare e la capacità di far sì che quello che è successo non sia stato invano”.

L’OPERA DI GIUSEPPE PENONE PER BERGAMO E LA FONDAZIONE SACCHETTI

L’opera di Giuseppe Penone è stara donata alla città di Bergamo dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti, nata nel 2013 con lo scopo di supportare progetti di valorizzazione culturale. Tra i più recenti progetti sostenuti sono, ad esempio, la realizzazione di un presepe rinascimentale ispirato a Raffaello nella Cappella Sistina in memoria di Giulio Sacchetti, dell’omonima famiglia fiorentina di nobile casato, scomparso nel 2010, già Delegato Speciale della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, e il restauro del dipinto Madonna con il Bambino di Andrea Mantegna custodito al Museo Poldi Pezzoli di Milano.

– Desirée Maida

https://www.fondazionegiulioegiovannasacchetti.it/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.