Biennale Arte di Venezia 2022. Temi e artisti dei Padiglioni Brasile e Georgia

Riflessioni attorno alle espressioni linguistiche del popolo brasiliano e al concetto di fine sono i temi dei Padiglioni Brasile e Georgia alla 59. Mostra Internazionale d’arte di Venezia, in programma dal 23 aprile al 27 novembre 2022

Jonathas de Andrade, O Peixe [The Fish], 2016. Video still. Courtesy of the artist
Jonathas de Andrade, O Peixe [The Fish], 2016. Video still. Courtesy of the artist

Affronteranno temi legati alle urgenze del nostro tempo i Padiglioni del Brasile e della Georgia alla prossima Biennale di Venezia, in programma dal 23 aprile al 27 novembre 2022 all’insegna de Il latte dei sogni, il tema scelto dalla curatrice Cecilia Alemani per la 59. Mostra Internazionale d’Arte. Com o coração saindo pela boca / With the heart coming out of the mouth / Con il cuore che esce dalla bocca è il titolo della mostra che vedrà protagonista l’artista brasiliano Jonathas de Andrade con la curatela di Jacopo Crivelli Visconti, mentre gli artisti di Tbilisi Mariam Natroshvili e Detu Jincharadze presenteranno il loro progetto I Pity the Garden – Mi fa pena il giardino negli spazi del Padiglione Georgia. 

Mariam Natroshvili and Detu Jincharadze, I Pity the Garden anno: 2022 immagini: stills da VR Experience “I Pity the Garden” Courtesy degli artisti
Mariam Natroshvili and Detu Jincharadze, I Pity the Garden anno: 2022 immagini: stills da VR Experience “I Pity the Garden” Courtesy degli artisti

IL PADIGLIONE BRASILE ALLA BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2022 

Riflette sulla storia culturale e sociale – e sulle sue contraddizioni – del popolo brasiliano Com o coração saindo pela boca / With the heart coming out of the mouth / Con il cuore che esce dalla bocca, l’installazione che Jonathas de Andrade proporrà per il Padiglione Brasiliano, un’opera che prende in considerazione espressioni e idiomi della lingua brasiliana che fanno riferimento al corpo umano per esprimere sentimenti e comportamenti. Ispirata alle fiere della scienza che l’artista ha visitato durante la sua infanzia, la mostra si compone di fotografie, sculture (alcune interattive) e un’opera video. Il progetto trae ispirazione, in particolare, da un’esperienza vissuta in prima persona dall’artista, ovvero l’osservazione di Eva, un’installazione lunga 45 metri che rappresenta una donna distesa costruita in fibra di vetro e schiuma rigida che, negli anni Ottanta, ha girato il Brasile come “attrazione didattica” per far conoscere al pubblico anatomia e funzioni del corpo umano. “Nelle sue opere”, spiega Crivelli Visconti, “l’artista ricerca l’idea di una cultura autenticamente popolare – ‘popolare’ inteso in tutte le sue accezioni possibili. Il corpo, prevalentemente maschile, è il fil rouge per affrontare temi come il mondo del lavoro e del lavoratore, l’identità del soggetto contemporaneo, attraverso metafore che oscillano tra nostalgia, erotismo e critica politica e storica”. 

Cecilia Alemani, photo by Andrea Avezzù, Courtesy La Biennale di Venezia
Cecilia Alemani, photo by Andrea Avezzù, Courtesy La Biennale di Venezia

IL PADIGLIONE GEORGIA ALLA BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2022  

Mi fa pena il giardino è il titolo del progetto – ispirato ai versi della poetessa iraniana Forugh Farrokhzad sul “giardino morente” che descrive, da una prospettiva eco-femminista, il rapporto emotivo di una donna con il mondo circostante – che Mariam Natroshvili e Detu Jincharadze presenteranno al Padiglione della Georgia, incentrato sul tema della fine o, per essere più precisi, sulla “sensazione della fine” che è “parte intrinseca della memoria e della quotidianità”. Quella intesa dai due artisti è una fine che “non implica necessariamente la scomparsa ma presuppone piuttosto l’inizio di qualcosa di diverso, anche se spesso la drammaturgia degli eventi assomiglia a quella di una realtà distopica o di una fiaba dell’orrore. Un giardino metaforico vuoto che si secca, s’infuoca e muore”, spiegano gli organizzatori. La mostra si sviluppa attraverso un video e un’esperienza immersiva VR in cui gli spettatori sono invitati a muoversi, “tra le sequenze visive interattive e autogenerate di un puzzle non lineare, costituito da luoghi reali e ambienti frammentati, i quali illuminano l’universo scosso dall’operato umano”.  

– Desirée Maida  

https://www.labiennale.org/it/arte/2022 

 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.