L’artista-influencer che sfotte l’art world fa una mostra. Giulio Alvigini a Milano

“Volevo fare una mostra” è la mostra di Giulio Alvigini, in arte Make Italian Art Great Again. Il mago dei meme che prendono per i fondelli il mondo dell’arte espone da Spazio Amato a Milano

Giulio Alvigini Volevo fare una mostra
Giulio Alvigini Volevo fare una mostra

Arriva a Milano, tra le impervie quattro mura sperimentali di Spazio Amato la mostra dedicata a Giulio Alvigini notissimo per la sua iper attività social sotto il brand Make Italian Art Great Again. Riprendendo incisivamente il motto della campagna elettorale portata avanti da Donald Trump nel 2016, Make Italian Art Great Again fa del sarcasmo la propria cifra stilistica. Spazio Amato invita Giulio Alvigini (Tortona, 1995) artista, content creator e influencer dell’omonima pagina Facebook e profilo Instagram, a proporre la propria “memestetica” – citando il popolare saggio di Valentina Tanni – in Volevo fare una mostra. Inaugura il 16 febbraio e rimarrà visitabile fino al 5 marzo 2022. Spazio Amato si trova a due passi da Fondazione Prada, in un ex bunker antiaereo sotto ad un palazzo. Prima studio dell’artista Massimo Uberti – che ha realizzato l’omonima installazione permanente a Capalbio, in occasione di Hypermaremma 2021 -, poi di Giorgio Bernasconi che lo ha trasformato in vetrina per progetti emergenti. Abbiamo intervistato Alvigini in occasione dell’opening. Ecco cosa ci ha raccontato.

Giulio Alvigini Make italian art great again. Condizione giovane artista italiano
Giulio Alvigini Make italian art great again. Condizione giovane artista italiano

Com’è strutturata l’esposizione?
Concludendo e continuando il titolo, ‘Volevo fare una mostra’. Perché mi serviva, per il semplice e funzionale scopo per un giovane artista di esporre, ovvero mostrare la strategia e, in particolar modo, appiattirla su tre motivi. Aggiungere una spunta al curriculum, arricchire il portfolio, attirare l’attenzione sul mio lavoro. Non c’è nessuna struttura che giustifica il percorso espositivo, è una dichiarazione di intenti.

Giulio Alvigini Make italian art great again. Artribune
Giulio Alvigini Make italian art great again. Artribune

C’è altro?
Volevo ricercare anche l’incriticabilità della mostra: dal momento che, nel comunicato stampa, specifico che l’obiettivo è puramente utilitaristico non esiste motivo per andare ad indagare, concepire retoriche e giustificazioni dietro al senso e all’esistenza della mostra.

Il meme sarà anche qui il tuo mezzo espressivo?
Ovviamente incarnandosi in una stampa, il meme è sempre un modo per formalizzare qualcosa che in realtà nasce digitalmente, una sorta di sconfitta. Una traslazione che porta ad una perdita. Tuttavia, va bene, perché invito a non fare paragoni tra il me che agisce sui social e ciò che succede nella mostra.

Make Italian Art Great Again
Make Italian Art Great Again

Com’è nata l’idea di portare la mostra da Spazio Amato?
Ci siamo conosciuti al tempo di Biennolo Milano, ad ottobre 2021. Da lì è nata una serie di conversazioni… all’epoca stavano fondando lo spazio. Quindi in maniera naturale, fluida e processuale mi hanno proposto la mostra nello spazio dopo Possibilité Trouvè, personale di uno dei titolari, Giorgio Bernasconi.

– Giorgia Basili

Giulio Alvigini – Volevo fare una mostra
Spazio Amato, Via Vallarsa 20, Milano
16 febbraio – 5 marzo 2022
https://www.instagram.com/makeitalianartgreatagain/?
https://www.facebook.com/makeitalianartgreatagain/

 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.