Riunione di condominio con i serial killer. La mostra di Natascia Abbattista a Roma

Natascia Abbattista organizza un’inquietante riunione a Casa Vuota: i condomini sono famosi serial killer della storia. Una mostra sui generis che riflette sul lato oscuro dell’essere umano

Lo spazio di Casa Vuota si trasforma in occasione della mostra di Natascia Abbattista (Varese, 1977), intitolata Riunione di condominio. Fino al 31 dicembre sarà possibile avventurarsi tra gli elementi di scena di un set inquietante. Nel primo ambiente un’installazione formata da sei sedie, di cui una sola utilizzabile, invita l’ospite ad accomodarsi per prendere parte a un’insolita riunione di condominio, costruita assemblando spezzoni di note vocali, inviate all’artista da alcuni amici. La conversazione che ne scaturisce ha risvolti ambigui, sembra si alluda al trasporto di un corpo: è uno degli effetti della decontestualizzazione di questi brandelli di vissuto quotidiano. Le sedie, disposte in circolo, sono ricoperte di elementi sia fragili che pericolosi: chiodi, aghi, ma anche margherite e marshmallow. Si allude all’immaginario pop americano, legato alle ossessioni mortifere, alla propensione verso il raccapricciante e il macabro, alla produzione massiva di horror movie.

Natascia Abbattista, Plastico, 2021 2009, videoinstallazione. Installation view at Casa Vuota, Roma 2021. Photo Fabrizio Provinciali
Natascia Abbattista, Plastico, 2021 2009, videoinstallazione. Installation view at Casa Vuota, Roma 2021. Photo Fabrizio Provinciali

LA MOSTRA DI ABBATTISTA A ROMA

Una casa di bambole offre uno spaccato di una verosimile scena del crimine, nel salottino il televisore in miniatura è acceso e trasmette un’opera-video dell’artista, dai tipici connotati dei film thriller. Si entra così, quasi per gioco, in una mise en abyme. Spingendo infatti lo sguardo oltre le pareti dello spazio espositivo, verso il balcone e poi all’esterno, fino a porre l’attenzione sul palazzo di fronte, si può notare un appartamento quasi all’altezza di Casa Vuota. Lì tutte le luci sono accese, le tende sono aperte, le serrande alzate: una casa, non più di bambole ma di persone reali, si concede alla nostra fantasia, bersaglio indifeso della nostra curiosità; nonostante non sia concretamente parte della mostra, lo risulta di riflesso: è Natascia Abbattista a porla sotto i riflettori.

Natascia Abbattista, Identikit, 2021, installazione di pastelli acquerellati su carta, dimensioni variabili. Installation view at Casa Vuota, Roma 2021. Photo Fabrizio ProvincialiGLI IDENTIKIT DEI SERIAL KILLER

Due pareti nel corridoio di Casa Vuota sono rivestite di identikit ad acquerello: Ed Gein, che ha ispirato film come Non aprite quella porta e Psyco, Cianciulli che ricavava saponi dal grasso delle sue vittime, Andrej Chikatilo, che era peraltro uno stimato professore e ha il terribile merito di aver originato il detto “i comunisti mangiano i bambini”, Franco Percoco, primo stragista familiare, Angelo Izzo, il famigerato killer del Circeo. 
Nell’ultima stanza, immersa nel buio, risuona Eternità dei Camaleonti, canzone che appartiene al periodo degli Anni Settanta, che fece da sfondo a numerosi omicidi perpetrati da serial killer. Ironicamente le note si diffondono dall’interno di un frigorifero.

Giorgia Basili

Evento correlato
Nome eventoNatascia Abbattista - Riunione di condominio
Vernissage13/11/2021 Presentazione al pubblico (su prenotazione): sabato 13 novembre (orari: 16:30-21) e domenica 14 novembre 2021 (orari: 16:30-19)
Duratadal 13/11/2021 al 31/12/2021
AutoreNatascia Abbattista
CuratoriSabino de Nichilo, Francesco Paolo Del Re
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCASA VUOTA
Indirizzovia Maia 12 - Roma - Lazio
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.