4 artiste dialogano a Lugano. In una mostra che ha la carta al centro

Una svizzera, due cinesi e una israeliana: quattro artiste, non soltanto visive, sono riunite a Lugano per una mostra che vive sulle ali della carta

Sur papier è una mostra leggera, nel senso più calviniano del termine. Marco Franciolli e Antonia Nessi, che ne sono curatori al MUSEC – Museo delle Culture di Lugano, pongono in dialogo i lavori di quattro artiste contemporanee provenienti da mondi e discipline diverse: la svizzera Francine Mury, le cinesi Mingjun Luo e Jiang Zuqing e la musicista israeliana Sivan Eldar.

L’INCONTRO TRA FRANCINE MURY E JIANG ZUQING

Nel bel catalogo, che contiene numerosi saggi, in cui la scelta della carta ha assunto una valenza determinante, sono pubblicati dei passi scritti da Mury, che scrive, a proposito del suo soggiorno in Cina e del suo rapporto con Jiang Zuqing: “Decidiamo di realizzare grandi dipinti con pennello e inchiostro. La carta è fabbricata con la fibra dell’albero di gelso (erroneamente chiamata carta di riso), e ci ispira. Tornate a Pechino, lavoriamo direttamente sul pavimento nel grande atelier dell’Accademia”.
I lavori a quattro mani scaturiti dall’incontro sono luoghi di incontro tra gesto e corpo. È qui la bellezza della scoperta, ma anche del fare, della scelta dei materiali, in un confronto ben poco usuale al tempo nostro. La parola le accompagna solo durante i momenti di pausa, durante i quali bevono tè. Il loro è un confronto fatto di sguardi, di tattilità, di ascolti visivi più che uditivi.

Mingjun Luo, Senza titolo, 2006, inchiostro su carta © Mingjun Luo

Mingjun Luo, Senza titolo, 2006, inchiostro su carta © Mingjun Luo

GESTO E CORPO IN MOSTRA A LUGANO

Le grandi opere nate dal loro rapporto sono raffinate, pregnanti e delicate al tempo stesso. Proprio in tal senso Mury scrive: “Alla fine degli Anni Ottanta ho scoperto per caso dei libri sui pittori letterati dell’antica Cina. Per me la Cina è diventata quindi un paese magico, popolato da grandi saggi innamorati della purezza e della bellezza, che dipingevano tutto il giorno e meditavano in solitudine nei loro palazzi, sullo sfondo di montagne avvolte nella nebbia e coperte da foreste di bambù”.
La mostra ha, infatti, origine dall’incontro fra le artiste. È un incontro fra tradizione e modernità, fra gesto e corpo, fra musica e poesia, in cui il mondo occidentale e quello orientale trovano un punto di incontro nell’allestimento espositivo in cui bidimensionalità e tridimensionalità si fondono in una raffinata coralità.

– Angela Madesani

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Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

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