Umbria. Apre a Fabro la Fondazione Bassiri, dimora del Pensiero Magmatico e della contaminazione a

Una nuova fondazione, intitolata all’artista persiano Bizhan Bassiri, da anni in Italia, trova la sua sede in un ex-capannone industriale, da dove vuole promuovere la transdisciplinarietà delle arti

Opening Fondazione Bassiri, Foto di Mario Massarotti©2021 FONDAZIONE BASSIRI
Opening Fondazione Bassiri, Foto di Mario Massarotti©2021 FONDAZIONE BASSIRI

La sede della nuova Fondazione Bassiri, nata nel luglio 2020 ma inaugurata solo lo scorso 16 ottobre, si trova in un ex-capannone industriale di oltre 4.300 metri quadrati a Fabro, in Umbria. È stata voluta dall’artista Bizhan Bassiri (nato a Teheran nel 1954, in Italia dal 1975) per preservare un nucleo di opere rappresentativo delle sue tappe evolutive, per incentivare lo studio del suo lavoro e anche per essere dimora del Pensiero Magmatico. Il corpus dei suoi lavori è ricco: forme telluriche e vulcaniche, conglomerati naturali, specchi in acciaio inox, meteoriti che si slanciano con affusolati pennacchi verso il cielo. 

Opening Foto di Mario Massarotti©2021 FONDAZIONE BASSIRI
Opening Foto di Mario Massarotti©2021 FONDAZIONE BASSIRI

L’ARTISTA BIZHAN BASSIRI 

Bassiri è ideatore del Pensiero Magmatico (1984) e del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 – 2021). Questa corrente teorica consiste nella linfa vitale delle sue creazioni – “in continua ebollizione“, ricalcando le parole di Bruno Corà. “Ho aperto questa fondazione per fa sì che sia il pensiero a permanere nel futuro, più che le mie sculture. L’esempio che può dare un grande artista è l’ardore”, racconta Bassiri. “Quando pensi è già tardi, il processo intuitivo apre un luogo che prima non c’era. Altrimenti, la logica non fa che indagare nel perimetro del conosciuto. L’intuito apre qualche particella di avanguardia, spinge a fare un passo nell’ignoto, un salto tra una voragine e l’altra. I manieristi restano nel campo del già acquisito, questa è la dannazione”. Bassiri informa la sua ricerca scultorea alternando materiali diversi: superfici di cartapesta che simulano la pietra, acciaio inox lavorato in maniera da esaltare cangianze luminose e riflessi lunari, bronzo lucido, cristallizzazioni laviche. 

 

LA NASCITA DELLA FONDAZIONE BASSIRI 

“La fondazione è la conseguenza naturale del percorso che ho intrapreso nel tempo”, racconta l’artista ad Artribune. “Se dovessi venire a mancare, il privato potrebbe invadere il campo della mia opera che vuole al contrario essere universale, avere una ricaduta sul prossimo. La cultura è una sublimazione. Ho scelto Fabro perché la vita mi ha portato tra l’Umbria e la Toscana, ho avuto uno studio a San Casciano per 30 anni, su una collina”. Insieme a lui ci sono la moglie, Camilla Cionini Visani, vicepresidente e direttrice generale della Fondazione, il critico Bruno Corà, che ne presiede il Comitato Scientifico formato da Michelle Coudray, consorte di Jannis Kounellis (1936-2017) e presidente del suo Archivio, Thierry Dufrene, docente di storia dell’arte dell’università Paris Nanterre, Lars Muller, direttore emerito del Bornholm Art Museum (Danimarca) e Nicola Sani, compositore e direttore della Fondazione Accademia Musicale Chigiana. Tra gli obiettivi della Fondazione ci sono iniziative multidisciplinari, progetti di didattica e formazione, con la promozione e gestione di scuole d’arte e laboratori per docenti e studenti, progetti congiunti con istituzioni culturali, scientifiche e museali sia in Italia che nel mondo. Sarà inoltre valorizzato il connubio con poesia e letteratura contemporanea attraverso FB Editori, la casa editrice della Fondazione diretta da Aldo Iori per sensibilizzare il pubblico a non percepire questi ambiti di studio e ricerca come divisi ma come un insieme che conduca a stabilire nuove strade e percorsi di ricerca. Base del patrimonio della Fondazione è l’Archivio Bizhan Bassiri – un nutrito corpus di 32 opere intitolate Erme – concepito per essere incrementato nel tempo e rappresentare i passaggi salienti dell’attività dell’artista. 

Foto di Mario Massarotti©2021 FONDAZIONE BASSIRI
Foto di Mario Massarotti©2021 FONDAZIONE BASSIRI

L’INSTALLAZIONE DIMORA DELLA SORTE A CITTÀ DELLA PIEVE 

In concomitanza con l’inaugurazione della Fondazione, Bruno Corà cura l’installazione di Bassiri Dimora della sorte nella cripta del Duomo di Città della Pieve. Qui si trovano due preziosissime tavole del Perugino, Battesimo di Cristo (1510 circa) e Madonna in gloria fra santi (1514), Lo Sposalizio della Vergine de Il Pomarancio e altri dipinti di Cinquecento e Seicento. 

-Giorgia Basili 

 

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Bizhan Bassiri. La caduta delle meteoriti Copertina flessibile – 5 agosto 2011 di Bruno Corà   

 

 

 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.