I dipinti bicolore di Kottie Paloma a Roma

Una serie di dipinti bicolore ritma le pareti della home gallery romana del torinese Andrea Festa. Rivelando il linguaggio visivo di Kottie Paloma, tra figuratività e astrazione.

Le conturbanti opere di Kottie Paloma (Los Angeles, 1974) allestiscono scenari crudi e randomici, memori del piccolo villaggio vinicolo di Alzenau, dove l’artista si è trasferito.
Nella parte settentrionale della Germania bavarese, la realtà cittadina che non manifesta un’immediata attrattiva è stata meta di molti banchieri a caccia di casa, provenienti da Francoforte. L’arte di Kottie Paloma ha una natura ibrida tra l’astrazione e una figuratività ribelle che, pur non essendo puramente referenziale, dissemina indizi di un vissuto in parte metabolizzato, in parte rigettato. Nella sua rappresentazione-presentazione associa elementi diversi, simboli, sezioni anatomiche che ricordano le protesi di guerra, allusioni alla violenza del primo conflitto mondiale ricorrenti nell’Espressionismo tedesco, in interpreti come Otto Dix. Il suo linguaggio è una miscela ossimorica tra istinti impetuosi, gusto macabro, furto corsivo di lacerti di realtà, traduzione in forme scanzonate e ironiche ‒ quasi da cartone animato ‒ di una brutalità sboccata. La pittura è stratigrafia, rappresenta un assalto freudiano al mondo sommerso della psiche che a volte affiora, con irruenza rivelatoria: un pugno nello stomaco o anche un infausto presagio. Un lento ma travolgente bruciare, che si espande dalle viscere.

Kottie Paloma. Ominus, Slow, Burn. Exhibition view at Andrea Festa Fine Art, Roma 2021. Photo © Sveva Angeletti

Kottie Paloma. Ominus, Slow, Burn. Exhibition view at Andrea Festa Fine Art, Roma 2021. Photo © Sveva Angeletti

I RIFERIMENTI DI KOTTIE PALOMA

C’è molto Picasso dietro questi dipinti grotteschi: il collage, il tratto cubista e sintetico; la figuratività incatenata, toccante, simbiotica di Guernica. Non solo, ritroviamo la corrente dei Neuen Wilden, lo stile formale di A.R. Penck ma in una versione meno grafica, più grossolana e impattante a livello cromatico, infine una componente vernacolare “alla Jean-Michel Basquiat”. Curiosa la tecnica che Kottie Paloma adotta in alcune opere: dipinge su ritagli di carta che poi preme, come se li stampasse sulla tela. Il processo risulta evidente quando le macchie di colore sono più corpose e si può leggere lo “strappo”, il distacco improvviso del giornale dalla superficie.

Giorgia Basili

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Giorgia Basili

Giorgia Basili

Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza…

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