Le immagini di Todi Open Doors: arte contemporanea negli androni dei palazzi storici in Umbria

Organizzata nell’ambito di Todi Festival 2021, questa mostra diffusa nel centro storico della cittadina umbra trasforma dei luoghi solitamente di passaggio – l’ingresso di palazzi privati – in spazi espositivi. I curatori della terza edizione sono Matteo Pacini e Barbara Pavan

MYVANWY GIBSON Palazzo Pellegrini ph.credit Sergio Vasselli
MYVANWY GIBSON Palazzo Pellegrini ph.credit Sergio Vasselli

Non smette di crescere l’attenzione per lo scenario culturale di Todi, affascinante cittadina della provincia di Perugia arroccata su un colle che, nonostante la sua posizione geograficamente decentrata rispetto ai grandi assi di comunicazione, ha attirato negli anni nuove gallerie e nuovi spazi dedicati all’arte oltre che la residenzialità di tanti artisti. È nell’ambito di Todi Festival 2021 – manifestazione dedicata a teatro, musica e arte – che si svolge Todi Open Doors mostra diffusa nei palazzi più belli del centro storico todino. Giunta alla terza edizione, questa iniziativa permette al pubblico di avvicinarsi alle nuove sperimentazioni degli artisti contemporanei, riscoprendo al tempo stesso gli affascinanti androni degli edifici storici.

TODI OPEN DOORS 2021

Organizzata dagli artisti Michele Ciribifera e Silvia Ranchicchio e dall’associazione ART OUT, in collaborazione con ARTEX, TODI OPEN DOORS vede, come di consueto, la curatela di due figure non originarie né residenti a Todi, che possano avere una visione inedita sulle sedi espositive e creare nuovi percorsi e dialoghi. I curatori scelti per la terza edizione sono Matteo Pacini e Barbara Pavan, i quali hanno invitato otto artisti a trasformare un luogo solitamente di passaggio in uno spazio di fruizione dell’arte libero e aperto a tutti: sono Elham M. Aghili, Mariantonietta Bagliato, Federico Bianchi, Myvanwy Gibson, Wolfgang A.Kossuth, Matteo Lucca, Monica Pennazzi e Giulia Spernazza. È sempre interessante misurarsi con l’installazione di opere d’arte contemporanea all’interno di ambienti abitualmente chiusi al grande pubblico, spazi ad uso privato che sviluppano con i loro inquilini un rapporto di intima familiarità, in quanto estensione della loro ‘comfort zone’”, spiega ad Artribune Matteo Pacini. “Inserirsi in questi contesti vuol dire entrare in casa altrui e agire ‘in punta di piedi’ con grande rispetto per la sensibilità delle persone, oltre che dei luoghi stessiNello scegliere gli artisti che meglio avrebbero potuto inserirsi in questi spazi e interpretarli, io e Barbara Pavan, su invito di Silvia Ranchicchio e Michele Ciribifera, ci siamo coordinati nell’adattare al meglio le nostre esperienze professionali a questo contesto innovativo, elaborando proposte che fossero armoniche e coordinate fra loro, nel rispetto della nostra diversità di approccio curatoriale”. Ecco alcune immagini delle installazioni negli androni dei palazzi storici di Todi.

– Giulia Ronchi

TODI OPEN DOORS
Fino al 19 Settembre 2021
Sedi varie, Todi
https://www.todifestival.it/2021/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.