Punti di vista su Roma nel nuovo spazio proejct della Sara Zanin Gallery

Dieci artisti si interrogano sulla decadenza e sulla fragilità della Città Eterna. Mescolando tecniche e sguardi fino a comporre un efficace mosaico visivo.

L’affascinante e allarmante caleidoscopio urbano offerto da HIC, la collettiva curata da Saverio Verini e Michele Tocca nel nuovo spazio project della z2o Sara Zanin Gallery di Roma, pone al centro dell’attenzione il collasso di una città – piena di meraviglie, poetica e patetica, madre premurosa e matrigna feroce – resa sempre più inospitale e, per dirla con Mitscherlich, istigatrice di discordia.
In mostra (il percorso è polifonico, dieci sono le opere e dieci sono gli artisti) abbiamo come l’impressione di gustare un continuo e piacevole scorrimento, uno spostamento dell’esterno verso l’interno: la dimensione urbana entra infatti in quella architettonica per farsi analisi mai scontata di un territorio trascurato e quasi abbandonato a se stesso.

HIC. Exhibition view at z2o Sara Zanin Gallery, Roma 2021I 10 ARTISTI IN MOSTRA A ROMA

Tra i vari lavori che si ha modo di gustare in questo itinerario, ognuno dei quali si presenta come un pungente punto di vista su Roma, bisogna sottolineare il video di Jacopo Martinotti (Anno X, 2020): davvero elegante nell’intrecciare alcuni fili del passato alle distrazioni del presente e nell’evocare certe atmosfere d’una memoria ormai smarrita. Intelligenti e preziosi anche Mura Aureliane (smog) (2019) di Michele Tocca, Nero Roma (2015) di Alessandro Sarra – una tela, quasi del tutto otturata da una pesante velatura corvina, poggiata su due sampietrini – e A través (2013) di Calixto Ramírez Correa.
C’è, poi, un bellissimo lavoro di Giovanni De Cataldo (Virginia, 2018) presentato durante la sua prima personale presso z2o, un elegiaco olio su tela di Alessandra Giovannoni (Il gabbiano, 2012), un recente Senza titolo (2020) di Pesce Khete, due piccole e ironiche foto di Stella Laurenzi (Hedonism and Too Many Dinner Parties, 2021), un’installazione un po’ pomposa di Jacques Julien (insieme di opere realizzate durante la sua recente residenza a Villa Medici – Samples, Falls e Empaths, 2021) e una foto di Olivo Barbieri.
Puntuale il volume ciclostilato che raccoglie stralci di libri, immagini o frammenti di corrispondenza tra i due curatori e che palesa la ginnastica riflessiva da cui è scaturita la visione espositiva.

Antonello Tolve

Eventi d'arte in corso a Roma

Evento correlato
Nome eventoHic
Vernissage10/09/2021 ore 16-20
Duratadal 10/09/2021 al 24/09/2021
CuratoriSaverio Verini, Michele Tocca
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoZ20 PROJECT
IndirizzoVia Baccio Pontelli 16 - Roma - Lazio
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.