Apre con Maria Lai il CAMUC – Casa Museo Cannas, nuovo spazio espositivo in Sardegna ad Ulassai

In occasione dell’anniversario dei quarant’anni dell’opera di Maria Lai “Legarsi alla montagna”, primo esempio di arte relazionale in Italia, apre il nuovo CAMUC – Casa Museo Cannas.

Maria Lai, Legarsi alla montagna 1981 Ph. Piero Berengo Gardin © Archivio Maria Lai by siae 2021
Maria Lai, Legarsi alla montagna 1981 Ph. Piero Berengo Gardin © Archivio Maria Lai by siae 2021

Sarà inaugurato il 13 agosto 2021 il CAMUC – Casa Museo Cannas, un nuovo spazio espositivo  al centro di Ulassai, paese sardo che ha dato i natali alla grande artista Maria Lai. Farà rete insieme alla Stazione dell’Arte, promuovendo eventi culturali nel borgo e sfruttando la propria ampia superficie. “L’edificio, che conserva ancora importanti tracce del passato, è stato acquisito dal Comune circa 25 anni fa per essere trasformato in uno spazio culturale, dichiara Gian Luigi Serra, sindaco della cittadina.

CAMUC, LA STRUTTURA DEL MUSEO

Oltre al nucleo del fabbricato centrale, il CAMUC – Casa Museo Cannas trova sede in un edificio realizzato agli inizi del Novecento e si compone di una serie di piccole strutture disposte intorno ad un cortile interno: essenzialmente questo complesso architettonico si rivela essere il più articolato e imponente di Ulassai.
È stato acquistato dal Comune intorno alla metà degli anni Novanta e sottoposto ad un attento intervento per recuperarne gli ambienti e prepararlo alla nuova funzione museale a cura dello studio romano di architettura laiBE e dell’ing. Paolo Depau.
Diventerà centro culturale polivalente, andando ad ospitare esposizioni, seminari, workshop, laboratori e proiezioni. L’edificio, appartenuto a Massimo Cannas, ospitava una serie di attività commerciali e l’ufficio postale. Mentre i piani superiori erano ad uso padronale, nel seminterrato si trovava un frantoio, un mulino elettrico per cereali e un impianto a carbone che produsse energia elettrica per 10 anni, dal 1924 al 1934, permettendo ad Ulassai di essere il primo paese della zona a poter usufruite dell’illuminazione pubblica e privata. Come ci spiega il direttore della Stazione dell’Arte Davide Mariani, “il CAMUC nasce con l’intento di ampliare l’offerta culturale del territorio, che può già vantare la presenza della Stazione dell’Arte e del Museo a cielo aperto, riconosciuto quest’anno dal Ministero dei Beni Culturali come sito di interesse culturale. È in questa cornice che si inserisce il CAMUC, con l’obiettivo di promuovere e sostenere le arti contemporanee all’insegna della crescita culturale e dello sviluppo territoriale. Oggi Ulassai, che conta una popolazione di circa 1.400 abitanti, si candida a diventare a tutti gli effetti il principale borgo d’arte dell’Isola grazie a questo straordinario patrimonio storico-artistico”.

LA MOSTRA DEDICATA AI 40 ANNI DI “LEGARSI ALLA MONTAGNA”

Il museo sarà inaugurato proprio in occasione del quarantennale dell’opera di Maria Lai Legarsi alla montagna che ha reso questo borgo famoso agli amanti dell’arte, attivando tutta la collettività in un’azione di arte relazionale: la maggior parte degli abitanti collaborò con l’artista legando con un nastro celeste le proprie abitazioni e connettendole con la montagna, 26 chilometri che stringevano in un abbraccio una specifica realtà territoriale, un insieme di voci, di menti, di affetti, di persone.
La mostra “Di Terra e di cielo”, curata da Davide Mariani e coordinata nell’allestimento dallo studio di architettura laiBE, raccoglie oltre 100 tra opere autografe, bozzetti, fotografie, documentazioni video, e nuove acquisizioni, quest’ultime rese possibili grazie alle donazioni devolute dai nipoti di Maria Lai alla Fondazione Stazione dell’Arte, istituita dall’artista nel 2006. La Fondazione Stazione dell’Arte ha la direzione artistica di questo primo progetto espositivo, che segna anche la nascita dell’istituzione.
L’esposizione coinvolgerà gli spazi museali ma anche le strade urbane: le immagini realizzate da Virgilio Lai saranno collocate en plein air, cucendo insieme ai celebri scatti Piero Berengo Gardin una rete fotografica, metaforicamente richiamando l’opera della sensibile artista sarda. Tra i materiali inediti potrà essere apprezzato il servizio Rai di Romano Cannas Il nastro di Ulassai, trasmesso nella rubrica “Cronache italiane” del telegiornale: il giornalista, futuro direttore della sede Rai della Sardegna, dialoga con l’artista sondando il senso profondo dell’opera.

-Giorgia Basili

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AutoreMaria Lai
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.