Cabaret Voltaire. La sperimentalità dadaista è in trasferta estiva a Monte Verità

Songs to the suns trasporta il Cabaret Voltaire a Monte Verità, nel Canton Ticino, la residenza estiva dei dadaisti. I due luoghi sono stati essenziali nel Novecento per la sperimentazione artistica fondata sull’anti-convenzione borghese

Izidora L. LETHE, Corepgraph, Contemporary Jewish Museum, Photo@Dallis Willard
Izidora L. LETHE, Corepgraph, Contemporary Jewish Museum, [email protected] Willard

Ci immaginiamo una sorta di colonia estiva con i protagonisti del Cabaret Voltaire, in trasferta a Monte Verità, una collina sopra Ascona nel Canton Ticino. Nel 1918 erano infatti approdati ad Ascona i dadaisti: i due luoghi sono legati da oltre cento anni da uno spesso filo di sinergie, convergenze di pensiero, sperimentazioni e libertà estreme. Approfittando di un intervento di ristrutturazione che costringe alla chiusura temporanea il Cabaret Voltaire, molte opere significative faranno parte della mostra Songs to the suns,dal 14 agosto al 2 ottobre. Il Cabaret Voltaire ha invitato Izidora L. LETHE e Paul Maheke a dare il proprio apporto artistico. L’evento vuole infatti coniugare e congiungere approcci olistici e frammentari, promuovendo una polifonia di voci affinché vengano debellati”modi binari di pensare” e poste “questioni critiche e politiche attraverso la dissezione dell’interezza“, come spiegano gli organizzatori.Al centro, elemento concettuale e protagonista assoluto, c’è il corpo in qualità di “archivio e luogo di emancipazione”.

Paul Maheke, Sènsa, 2019, OOLOI, Triangle France – Astérides Photo@ Jean Christophe Lett
Paul Maheke, Sènsa, 2019, OOLOI, Triangle France – Astérides [email protected] Jean Christophe Lett

MONTE VERITÀ, RADUNO AVANGUARDISTICO DI PENSATORI, ARTISTI, NEUROLOGI, ATTIVISTI

Nei primi anni del Novecento si affermava in questo suggestivo sito montano il movimento della Lebensreform, radicato soprattutto nel Nord Europa: si dava libero sfogo all’identità e all’anticonformismo, attraverso la danza espressionista, la naturopatia e la cultura del corpo libero. Si cercava una terza via tra il blocco capitalista e quello comunista; il Ticino divenne così meta prediletta da chi ricercava un legame con la natura più diretto e autentico. I fondatori ribattezzarono il Monte Monescia “Monte Verità”, decisero di vestirsi con indumenti semplici, costruirono capanne di legno, praticando euritmia e bagni di sole integrali, concordando una dieta a base di piante e frutta. Inoltre, si organizzarono in un sistema cooperativo, con l’impegno di raggiungere la piena emancipazione della donna. Tantissime importanti personalità furono attratte da queste idee controcorrente ed entrarono a far parte di questa comunità, tra cui Hermann Hesse, D.H. Lawrence, Isadora Duncan, Hugo Ball, Hans Arp, Hans Richter, Alexej von Jawlensky, Arthur Segal e El Lissitzky. Ora, alcune di queste idee sono state rinnovate, superate o persino rivoluzionate, proprio per questo, la mostra Songs to the sunsguarda al passato non con nostalgia ma in modo attivo, puntando a creare un cantiere preliminare dove discutere sulle preoccupazioni attuali e trovare forme espressive più contemporanee.

L’INAUGURAZIONE DI SONGS TO THE SUNS A MONTE VERITÀ

Ad aprire la serata inaugurale saranno le performance di Izidora L. LETHE e Paul Maheke, focalizzate sul corpo, oltre a un talk con gli interventi di Minna SalamiChrista Baumberger e Sophie Doutreligne, che rifletteranno sul Dadaismo e sull’eredità lasciata da Monte Verità, rileggendo il tutto in chiave femminile. Si concluderà con un DJ set e una cena su prenotazione. Per LETHEil corpo coincide con è il luogo dove si preserva la conoscenza. A Casa dei Russi espone dei disegni da intendere come notazioni di corporeità e parametri per un intervento coreografato. Paul Maheke si focalizza invece sulla costruzione sociale della fisicità, guardando in particolare alle forze invisibili che plasmano corpo e identità. Il corpo non è più relegato all’espletamento di una funzione estetica, ma può ergersi e dichiararsi fonte esperienziale e strumento liberatorio. Nello “spazio piscina”, Mahekepresenterà un’installazione di tessuto, sul quale sono stampati lacerti di testo: la sera dell’inaugurazione quest’installazione si attiverà grazie alla danza dell’artista, sulle note della colonna sonora composta dal fratello Simon. Fuori campo la voce di Maheke declamerà frasi su vulnerabilità e incarnazione.

— Giorgia Basili

Songs to the suns,
dal 14 agosto al 2 ottobre 2021
Monte Verità
Canton Ticino, Svizzera
https://www.monteverita.org/it

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.