Carta e arte. A Fabriano inaugura Zona Conce, nuovo polo per la cultura del fare

Questa nuova realtà legata al mondo della carta sorge negli spazi delle antiche concerie ed è frutto di un piano di rilancio del territorio che passa attraverso la valorizzazione della tradizione. In chiave contemporanea.

A Fabriano inaugura Zona Conce, nuovo polo per la cultura del fare
A Fabriano inaugura Zona Conce, nuovo polo per la cultura del fare

Uno spazio di cultura e di incontro che decide di aprire e di aprirsi alla popolazione è sempre una buona notizia, e lo è a maggior ragione se ha lo scopo di celebrare e conservare il genius loci e di valorizzare un patrimonio territoriale radicato e bisognoso di riscoperta. Chiunque si occupi di arte, ad alti livelli o anche solo a scopo educativo, non può non associare il nome di Fabriano a quello della carta, a cui va aggiunto, per chi ha più dimestichezza con le tecniche e la storia, quello della filigrana. Zona Conce, progetto concepito dalla locale Fondazione CR e Carifac’Arte, ripartito in tre ambiti distinti ma complementari tra loro (Fare Zona, Fare Arte, Fare Carta) nasce con l’ambizione di stimolare dibattito e ricerca e di fungere da catalizzatore di premesse già in essere, coniugando l’heritage di un territorio attualmente in fase di ripensamento, superato un passato recente di forte industrializzazione, con un futuro rivolto al recupero ed alla valorizzazione delle eccellenze e del know-how artigianale in vista di uno sviluppo in chiave contemporanea.  

ZONA CONCE, IL NUOVO POLO DI FABRIANO

I due edifici in cui si articola lo spazio sono frutto della ristrutturazione delle antiche concerie che sorgono lungo il fiume Giano e della rigenerazione urbana di una frazione del centro storico, quella del lungofiume, che ha recentemente trovato una nuova vocazione estetica ed aggregativa: le due antiche officine sono ampie, luminose e peculiari, recano nella loro storia l’operosità manuale e per questo se ne fanno simbolo, diventando contenitore di interazioni. Trova così casa il nuovo museo Mannucci – Ruggeri, con la dislocazione negli ambienti delle opere dei due autori del Novecento Quirino Ruggeri (Fabriano 1883 – Roma 1955) ed Edgardo Mannucci (Fabriano 1904 – Arcevia 1986 maestro della scultura informale in ferro, noto per gli stilemi dalla forma radiante che suggeriscono energia e movimento), accanto a spazi deputati all’artigianato e ai mestieri e alla produzione e indagine artistica.

L’INAUGURAZIONE DI ZONA CONCE A FABRIANO

L’evento di inaugurazione si è svolto nell’arco della giornata di sabato 3 luglio, tra esperienze di folk art legate alla tradizione delle infiorate ed alla carta fatta a mano, laboratori e conversazioni in presenza e in streaming: Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli, ha curato l’opera muraria dello street artist Tellas realizzata per l’occasione, il laboratorio Folding Comet di Leonardo Petrucci, e un talk sul futuro della filigrana assieme a Matteo Fato, Ettore Favini, Pietro Ruffo, Sissi e lo stesso Petrucci. Il festival Nottenera ha contribuito con un videomapping di Mirco Rinaldi a cura di PepeLab, mentre altri dibattiti hanno indagato le prospettive e le opportunità del territorio, dell’impatto della nuova struttura su di esso, dei nuovi scenari e dei nuovi orizzonti che rappresentano potenzialità per ripartire dalla cultura: un passo concreto, che guarda opportunamente a ciò che viene chiamato “forma del fare”.

– Valeria Carnevali

www.zonaconce.it

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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.