Calatrava fa il miracolo nella Chiesa di San Gennaro a Napoli

Apre al pubblico dopo 50 anni la Chiesa di San Gennaro al Real Bosco di Capodimonte, grazie ad un intervento artistico dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Con il plauso del Ministro Dario Franceschini

Foto di Amedeo Benestante

Nuove luci e nuovi allestimenti per la Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco di Capodimonte a Napoli, gioiello barocco costruito nel 1745 dall’architetto e scenografo Ferdinando Sanfelice per volere di Carlo di Borbone. Dopo oltre 50 anni la chiesa riapre oggi al pubblico in occasione dell’intervento artistico realizzato dall’architetto di fama mondiale Santiago Calatrava (Benimámet, 1951), con il sostegno della Regione Campania.

All’evento inaugurale ha partecipato anche il Ministro della Cultura Dario Franceschini che ha dichiarato: “Il restauro della Chiesa di San Gennaro è un esperimento straordinario che mescola in modo inedito arte contemporanea e barocco. Per molto tempo abbiamo ritenuto che non fosse possibile inserire arte contemporanea nel patrimonio culturale storico italiano. Ringrazio l’architetto Calatrava per questo bellissimo dono e la qualità delle opere – ha concluso Franceschini – che hanno reso più ricco e più bello il nostro Paese. Questa esperienza dovrà indicarci la strada”.

L’intervento dell’architetto spagnolo consiste in un’opera globale che rilegge completamente lo spazio della cappella settecentesca, dalle vetrate al soffitto, fino alle nicchie con disegni e installazioni in porcellana ispirate ai valori del Real Bosco di Capodimonte. I manufatti sono stati realizzati sotto la direzione di Calatrava, che ha scelto personalmente le maestranze locali. L’intero progetto sulla Chiesa, ogni singolo disegno e manufatto sono stati donati da Santiago Calatrava al Museo e Real Bosco di Capodimonte e andranno ad arricchire le sue collezioni.

Ad accompagnare i visitatori ci sarà anche la melodia tipica dell’organo e delle campane restaurati anch’essi per l’occasione, in un inno alla bellezza dell’artigianato tradizionale locale.

“La luce di Napoli è riunita in una moderna installazione all’interno di un ambiente settecentesco. Il vocabolario contemporaneo è incorporato in un contesto storico che ne esalta il significato. Le pareti e il soffitto sono stati dipinti con un intenso blu oltremare per evidenziare gli elementi strutturali e ornamentali della cappella e conferirle un maggiore senso di profondità. L’installazione consente la creazione di un concetto globale in cui diverse arti (porcellana, tessitura, smaltatura, pittura) convergono in un’opera autonoma che parla dal passato al presente verso il futuro”: così l’architetto ha presentato il suo lavoro che si inserisce nella grande mostra “Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli” in corso fino al 22 agosto 2021. L’esposizione è curata dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava, moglie dell’artista, e sostenuta dalla Regione Campania grazie ai fondi europei POC Programma Operativo Complementare 2014-2020, organizzata dalla Scabec, società regionale dei beni culturali, e realizzata in collaborazione con lo Studio Calatrava e lo Studio Avino.

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AutoreSantiago Calatrava
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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.