(Trat)tenere il tempo. Letizia Cariello in mostra a Bologna

Guarda alla Terra e al cielo la poetica di Letizia Cariello, protagonista della personale alla Galleria Studio G7 di Bologna.

Per la sua prima personale alla Galleria Studio G7 a Bologna, Letizia Cariello (Copparo, 1965) costruisce una capsula dimensionale capace di trasportare il visitatore in uno spazio sospeso tra terrestre e celeste. Da un lato i fili tracciati sul muro, come accade in molte sue installazioni, parlano di una congiunzione astrale, quella tra Giove e Saturno in particolare, e letteralmente “legano insieme” dei punti (lucenti chiodi con testa quadrata) a formare un disegno a rilievo. Dall’altro lato i Volumi, o meglio, le sette opere in sequenza denominate Fuso Orario che danno il titolo alla mostra. Sono piramidi lignee rovesciate che ostendono dischi di marmo sui quali il passare del tempo è fissato in forma di calendario privato: lettere e numeri per i giorni, asterischi per la pause. Svariati inizi e finali aperti, come un in ciclo continuo, si ripetono e si riavvolgono. Una ruota che gira.

Claudio Musso

Evento correlato
Nome eventoLetizia Cariello - Fuso Orario
Vernissage10/04/2021
Duratadal 10/04/2021 al 18/06/2021
AutoreLetizia Cariello
CuratoreLeonardo Regano
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA STUDIO G7
IndirizzoVia Val D'aposa 4a - Bologna - Emilia-Romagna
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).