Il fianco scoperto dell’immagine. Flavio Favelli a Roma

Flavio Favelli è allo Zoo Zone Art Forum di Roma con “Brides de Gala”, un congegno perfetto che parte dall’intramontabile foulard Hermès.

Il progetto speciale organizzato da Flavio Favelli (Firenze, 1967) negli spazi di Zoo Zone a Roma è come un collage spaziale e temporale che smonta e poi assembla un unico oggetto secondo la logica linguistica del rivestimento, inteso dall’artista da una angolazione metodologica che decostruisce l’immagine presa in esame per concepire un congegno visivo teso a nobilitare, cancellare, deformare, imbrogliare, spogliare, rinnovare, rimaneggiare lo statuto iconografico preesistente, donandogli una nuova densità.

LA MOSTRA DI FAVELLI A ROMA

Favelli morde il fianco scoperto dell’immagine, in questo caso un disegno Hermès nato nel 1957 dalla collaborazione tra Robert Dumas e Hugo Grygkar (si dice che Grygkar, dopo aver disposto due lussuose cinghie per terra, abbia dato vita a una composizione perfettamente essenziale, in linea con la maison parigina), per dar luogo a quattro tele quadrate su cui sono esercitate tutta una serie di pressioni del pensiero. Quasi a rispecchiare nelle misure (90×90 cm) l’intramontabile foulard che tutti conoscono come il “carré 90”, Favelli adotta oggi il formato quadrangolare non solo nelle quattro tele disposte a parete secondo un’altezza liturgica e barocca, ma anche nell’unico elemento che si avvita esattamente al centro della galleria: un tappeto in feltro che sembra giocare con lo schema del pavimento, alterandolo però cromaticamente e disegnando un punto di vista privilegiato (forse il punto di vista stellato del foulard da pestare e dissacrare), una morbida centralità.

Antonello Tolve

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AutoreFlavio Favelli
Spazio espositivoZOO ZONE ART FORUM
IndirizzoVia del Viminale 39 00184 - Roma - Lazio
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.