Dissotterrare l’eco del tempo. Lihi Turjeman a Torino

Quartz Studio a Torino ospita “Unearth”, la prima personale italiana di Lihi Turjeman curata da Noam Segal.

Ancora una volta Quartz Studio accoglie un progetto profondo e complesso, finalizzato a una ricerca oltre il tempo, a uno scavo ideale per dissotterrare una storia di tutti, una storia di “comunità”. Lihi Turjeman (Tel Aviv, 1985) presenta una rilettura del rapporto umano con la storia, l’archeologia, il restauro e i manufatti storici.

L’OCCHIO ARCHEOLOGICO DI LIHI TURJEMAN

Il documento archeologico recuperato mediante lo scavo fornisce informazioni indispensabili per lo studio del passato: i dati e i reperti sono interpretati, determinati nella loro concretezza storica. Lihi Turjeman non solo li indaga in maniera viscerale, li percepisce come esperienza viva, canale aperto tra passato e presente, uno spazio dove c’è un fluire di conoscenze e possibilità, dove l’uomo si ritrova e tende a espandere la propria essenza. Il passato non si chiude in un cerchio, ma nella circolarità della sua forma ideale tende all’infinito, per determinarsi nuovamente in un presente attivo e in un futuro rinnovato.

Lihi Turjeman, Idol, 2020. Installation view at Quartz Studio, Torino 2021. Courtesy l'artista & Quartz Studio, Torino. Photo Beppe Giardino
Lihi Turjeman, Idol, 2020. Installation view at Quartz Studio, Torino 2021. Courtesy l’artista & Quartz Studio, Torino. Photo Beppe Giardino

LA MOSTRA DI TURJEMAN A TORINO

Per la mostra site specific da Quartz Studio, Turjeman elabora un’opera atta a osservare con fare critico, dall’alto dell’esperienza passata, la società presente e la sua cultura. Varcando la soglia si innesca un faccia a faccia con la propria identità storica negli occhi profondi e infiniti di una presenza assorta, pensante, Idol (2020), che, nella sua dimensione astrale, conferma allo spettatore l’esistere su diversi piani: come uomo agente, come coscienza capace di espandersi, come essere storico. La figura trae ispirazione da una statuetta di 4000 anni fa, posta su un contenitore di terracotta ritrovato in Israele/Palestina. La statuetta rinvenuta nella tomba di un guerriero cananeo è stata al tempo guida per il defunto nell’aldilà; oggi, nella sua reinterpretazione, guida lo spettatore alla lettura di un nuovo progetto.
La figura accoglie e conduce all’osservazione laterale dello spazio, dove sono disposti due altri lavori, Waiting List (2020) e Holding Pattern (2020), ampi, carichi, dove una cascata di anfore, ri(s)copre l’uomo con uno sguardo diverso, lontano dai confini limitanti della conoscenza come esclusivo sapere scientifico. Anfore gonfie, grembo materno, dalle quali si accede a una profonda lettura del sé nella calma delle tonde, perfette, sfere che la concretizzano.

Lihi Turjeman, Waiting List, 2020. Installation view at Quartz Studio, Torino 2021. Courtesy l'artista & Quartz Studio, Torino. Photo Beppe Giardino
Lihi Turjeman, Waiting List, 2020. Installation view at Quartz Studio, Torino 2021. Courtesy l’artista & Quartz Studio, Torino. Photo Beppe Giardino

DALLA GEOPOLITICA A UNA SINTESI LINEARE

Unearth è un percorso di crescita, un progetto di scoperta; dalla geopolitica, lo spirito di Turjeman si sposta in avanti, pronto ad affrontare, in grossi e coraggiosi formati, il dettaglio di una radice umana ancora da mettere in luce, un momento mai (ri)visitato prima. Le linee che raccolgono lo sguardo si fanno moto e volume, costruiscono l’oggetto e lo disperdono, al tempo stesso, nell’infinito vuoto interno.Il movimento delle anfore in caduta non segue un’unica direzione ma la “massa” si muove quasi in circolo, in un discorso che deve ancora completarsi.

‒ Grazia Nuzzi

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Grazia Nuzzi
Nasce a Formia (LT) il 17 novembre 1977, si laurea alla facoltà di Lettere e Filosofia in Conservazione dei Beni Culturali, con indirizzo storico artistico presso la II Università degli Studi di Napoli, nel 2005. Nel 2006 è socio fondatore della cooperativa di servizi culturali “Lilladis” a.r.l, dove ha inizio il suo percorso lavorativo come storico, curatore e critico d’arte. Dal 2008 al 2010 è educatore museale presso il Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone (CE). È docente di Letteratura italiana e Storia, critico d’arte e autore (dal 2006 ad oggi), si muove verso il pensiero contemporaneo, nella ricerca e individuazione dei nuovi linguaggi dell’arte, sempre con occhio attento a tutto il panorama artistico storico. Dal 2014 è presidente dell’associazione culturale LIBERALART, con la quale è impegnata nella diffusione di messaggi sociali attraverso progetti didattico-artistici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado e ai giovani artisti che intendono portare agli occhi del panorama creativo il loro “disegno” espressivo e comunicativo. Accresce la sua formazione come docente attraverso percorsi di studi specialistici. Attualmente vive a Torino.