Morto a Napoli il pittore Armando De Stefano. Aveva 94 anni

Docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli dal 1950 al 1992, De Stefano ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma. Qui ripercorriamo vita e carriera

Armando De Stefano
Armando De Stefano

È morto a Napoli a 94 anni Armando De Stefano, pittore figurativo che nel 1947, insieme ad altri pittori napoletani, ha dato vita al Gruppo Sud, per poi aderire al movimento realista italiano insieme a Guttuso, Zigaina, Vespignani, Francese e Attardi. Tra il 2011 e il 2012 il Museo Madre di Napoli gli aveva dedicato una retrospettiva, L’urlo del Sud, come ricorda anche la neopresidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Angela Tecce: “la sua morte lascia un vuoto che non potrà essere colmato. La cultura e la storia di questa città, così come il mondo dell’arte napoletana, sono in debito per quanto il maestro ha saputo dare e insegnare: di questo saranno grate e non dimenticheranno”.

VITA E ARTE DI ARMANDO DE STEFANO

Nato a Napoli nel 1926, Armando De Stefano a 15 anni si iscrive all’Accademia di Belle Arti, dove avrà come maestro l’artista Emilio Notte. In oltre 60 anni di carriera, la ricerca di Armando De Stefano tocca il neorealismo del Dopoguerra e la pittura realistico-sociale, fino a giungere tra la seconda metà degli anni Cinquanta ai primi anni Sessanta a esiti che lo inseriscono nell’ambito dell’espressionismo materico, aprendosi così a un linguaggio che fonde insieme figurazione e astrazione. Nel 1962 torna nuovamente alla figurazione, con una serie di opere ispirate ai grandi cicli pittorici a tema storico e sociale, dall’Inquisizione a Masaniello, dalla Rivoluzione napoletana del ’99 al Profeta. Dal 1950 al 1992 ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Napoli; dal 1950 al 1956 ha partecipato alla Biennale di Venezia, e nel 1961 è tra gli artisti del Padiglione Italiano. Nel 1951, nel 1955, nel 1960 e nel 1986 partecipa inoltre alla Quadriennale d’Arte di Roma. Nel 1994 De Stefano è chiamato a decorare il soffitto del Rettorato dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, ritraendo il sovrano che dà il nome all’università partenopea. Le opere di Armando De Stefano si trovano al Museo di Capodimonte a Napoli, al Museo di Chieti, al Museo in Palazzo dove, nel 1994, decora il soffitto del Rettorato dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, ritraendo il sovrano che dà il nome all’università partenopea d’Avalos a Vasto, al Museo Puskin di Mosca, nella collezione Ernst Kahn a New York, alla fondazione Marschall Field di Chicago e nella collezione del Museo di Durazzo in Albania.

IL RICORDO DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI

“Con Armando De Stefano non scompare soltanto un amico dell’Accademia e mio personale, ma un Maestro indiscusso ed attento, a cui l’Accademia dedicherà, non appena sarà superato questo tempo di forzate lontananze, un omaggio che ne ricordi il grande insegnamento”, ha dichiarato il presidente dell’Accademia prof. Giulio Baffi. “L’Accademia di Belle Arti di Napoli tutta”, aggiunge il Direttore dell’Accademia Renato Lori, “esprime cordoglio per la grave perdita avvenuta oggi del Prof. Armando De Stefano, figura centrale nello scenario internazionale della pittura e Maestro indimenticato di questa Accademia, dove si era egli stesso formato alla scuola di Emilio Notte. Dopo essere stato nel secondo dopoguerra tra i fondatori del Gruppo Sud, tra la seconda metà degli anni cinquanta e i primissimi anni ’60 orienta la sua ricerca verso una pittura materica, per poi ritornare ad una figurazione dall’accentuata dimensione teatrale e ricca di riferimenti alla storia della pittura napoletana. Tra i suoi cicli pittorici più celebri si ricorda quello dedicato alla rivoluzione napoletana del 1799”. 

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.