Nivola, Arte Povera e non solo. I prossimi progetti di Magazzino Italian Art a New York

Nei prossimi mesi, il museo newyorchese dall’anima italiana dedicherà una grande retrospettiva a Costantino Nivola e promuoverà una serie di conferenze sulla “rilettura” dell’Arte Povera

Magazzino Italian Art
Magazzino Italian Art

Dopo la chiusura imposta dalle norme per contrastare la diffusione da Covid-19, Magazzino Italian Art si proietta verso la stagione primaverile annunciando mostre e programma di eventi che si avvicenderanno dei prossimi mesi. Magazzino Italian Art è un importante spazio espositivo dedicato all’arte italiana nato nel 2017 a un’oretta di treno da New York, lungo le sponde dell’Hudson, dalla volontà di Giorgio Spanu e Nancy Olnick, la cui collezione vanta oltre 500 opere di arte italiana del secondo Novecento. Al centro della ricerca del Museo sono l’Arte Povera e le correnti artistiche della seconda metà del Novecento, con conferenze e incontri in live streaming che da marzo a maggio ne analizzeranno temi e protagonisti. Inaugurerà invece l’8 maggio Nivola: Sandscapes, mostra dedicata allo scultore, muralista e designer italiano Costantino Nivola. “Rinnovati dalle sfide dell’anno passato, siamo orgogliosi di ricominciare con una programmazione che riflette il nostro impegno nell’esplorazione dei concetti di diversità, inclusione e del valore della collaborazione”, spiega Vittorio Calabrese, direttore di Magazzino Italian Art. “Attraverso i cicli di conferenze e la monografica su Nivola, miriamo ad amplificare voci e figure fuori dalle narrative tradizionali dell’arte. La nostra programmazione per quest’anno rappresenta un passo deciso verso una prospettiva più ampia e l’analisi di temi meno conosciuti dell’arte e della cultura italiana dal secondo Dopoguerra ad oggi”. 

MAGAZZINO ITALIAN ART. LA MOSTRA SU COSTANTINO NIVOLA 

La mostra Nivola: Sandscapes si focalizza sull’originale processo di scultura sviluppato dall’artista, il sandcasting, metodo che consente di creare sculture in cemento da matrici di sabbia. Nato in Sardegna, Costantino Nivola (1911 – 1988) esordisce come graphic designer a Milano. Nel 1938, dopo l’introduzione delle leggi razziali, è costretto a fuggire dall’Italia con la moglie Ruth Guggenheim, un’ebrea tedesca. La coppia arriva a New York City nel 1939, integrandosi presto nel vivace ambiente artistico della città: Jackson Pollock, Lee Krasner e Franz Kline sono tra i loro amici più intimi. La coppia si stabilirà infine a Springs, nella parte est di Long Island, che divenne luogo d’ispirazione per Nivola. Con una selezione di circa 50 opere dai primi anni Cinquanta agli anni Settanta, tra cui rilievi in sabbia, sculture e maquette raramente o mai esposte prima delle sue più importanti commissioni architettoniche, la mostra (curata da Teresa Kittler, Scholar-in-Residence 2020-21 presso Magazzino, con Chiara Mannarino, organizzata in collaborazione con la Fondazione Nivola e il patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Washington D.C.) esamina il processo artistico, le influenze e l’impatto che Nivola ha avuto sull’architettura moderna e sul design urbano. 

IL PROGRAMMA “PENSIERO PLURALE” E IL CICLO DI CONFERENZE DI MAGAZZINO ITALIAN ART 

Il programma pluriennale Pensiero Plurale promosso da Magazzino Italian Art mira a esplorare la diversità culturale e sociale nelle arti attraverso una prospettiva multidisciplinare. Nell’ambito della rassegna, il prossimo 16 febbraio in live-streaming si terrà una conversazione con il film-maker e attivista Fred Kuwornu attorno al tema BLAQ•IT: rappresentare la Blackness in Italia: una riflessione sul tema della diversità e delle rappresentazioni identitarie attraverso la sua produzione cinematografica. Dal 20 marzo all’1 maggio si terrà invece una serie di conferenze su Arte Povera: Arte della collaborazione, in cui ci si interrogherà sulla possibilità di pensare “in modo differente il movimento dell’Arte Povera, dominato da presenze maschili, esaminando quelle che furono le collaborazioni, i dialoghi e i sodalizi intimi e creativi con persone prossime ai protagonisti del movimento”. Le conferenze prenderanno in esame alcuni casi specifici, tra cui la coppia Mario e Marisa Merz, alcuni scambi più informali come quelli tra Alighiero Boetti e Anne-Marie Sauzeau Boetti e l’amicizia di lunga data tra Luciano Fabro e la critica d’arte Carla Lonzi. 

– Desirée Maida 

www.magazzino.art

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.