Il mio cuore è vuoto come uno specchio, a Odessa in Ucraina l’installazione di Gian Maria Tosatti

L’artista italiano, da anni impegnato in un’indagine sul concetto di democrazia attraverso l’osservazione di diverse città del mondo, ha aggiunto una tappa al suo progetto con una nuova installazione appena inaugurata a Odessa, sul lago salato di Kuyalnyk

Gian Maria Tosatti, Моє серце пусте, як дзеркало - одеський епізод (Il mio cuore è vuoto come uno specchio – Episodio di Odessa), a cura di Kateryna Filyuk e Alessandra Troncone, un progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (2019)
Gian Maria Tosatti, Моє серце пусте, як дзеркало - одеський епізод (Il mio cuore è vuoto come uno specchio – Episodio di Odessa), a cura di Kateryna Filyuk e Alessandra Troncone, un progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (2019)

È Odessa in Ucraina la nuova tappa di cui si compone Il mio cuore è vuoto come uno specchio, progetto che da anni impegna l’artista Gian Maria Tosatti (Roma, 1980) in un viaggio che lo ha portato, finora, a toccare le città Catania, Riga e Cape Town, in una ricerca e un peregrinare votato a indagare “quali sono i punti critici che stiamo vivendo in questo momento contraddistinto dalla crisi della democrazia occidentale nata nell’Atene di Pericle e che da sempre è stata il faro dell’evoluzione della nostra civiltà”, spiega Tosatti ad Artribune. Realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (7. Edizione, 2019), programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Il mio cuore è vuoto come uno specchio – Episodio di Odessa è un’installazione che Tosatti ha realizzato sul lago di Kuyalnyk dopo un periodo di residenza trascorso in Ucraina, paese che ha fortemente risentito del passato sovietico e del disastro nucleare di Chernobyl, avvenuto nel 1986.

Gian Maria Tosatti, Моє серце пусте, як дзеркало - одеський епізод (Il mio cuore è vuoto come uno specchio – Episodio di Odessa), a cura di Kateryna Filyuk e Alessandra Troncone, un progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (2019)
Gian Maria Tosatti, Моє серце пусте, як дзеркало – одеський епізод (Il mio cuore è vuoto come uno specchio – Episodio di Odessa), a cura di Kateryna Filyuk e Alessandra Troncone, un progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (2019)

GIAN MARIA TOSATTI IN UCRAINA. L’EPISODIO DI ODESSA

Il mio cuore è vuoto come uno specchio – Episodio di Odessa (presentato da The Blank Contemporary Art di Bergamo e Izolyatsia Platform for Cultural Initiatives di Kiev e a cura di Kateryna Filyuk e Alessandra Troncone) è una sorta di ritratto-metafora della civiltà del presente, ma anche una profezia di ciò che potrebbe essere il mondo dopo l’estinzione umana. “L’installazione consiste principalmente nella scelta del luogo”, ci racconta Tosatti, “un lago salato (prima faceva parte del Mar Nero) alle cui spalle è un borgo sovietico in rovina ma non abbandonato: una chiara metafora di ciò che siamo, una civiltà che vive nelle sue città e nei propri orizzonti culturali oramai in rovina. Data la grande concentrazione di sale, il lago è bianchissimo, così come il cielo, praticamente non si distingue e non esiste l’orizzonte. Potrebbe sembrare l’immagine della fine del mondo”.

L’OPERA DI TOSATTI SUL LAGO DI SALE A ODESSA

In questo scenario da “fine del mondo”, l’umanità è ricordata dalla presenza degli otto grandi lampioni stradali che fanno parte dell’installazione di Tosatti: “l’uomo è evocato attraverso l’elettricità, che è una sua invenzione”, continua l’artista. “Camminando attraverso i campi alla periferia della città, si ha la sensazione di non essere in un altrove, ma in ‘altroquando’. E il lago Kuyalnyk sembra un luogo dove il tempo – la più importante invenzione dell’uomo – non ha più senso. In questo momento incerto, ogni giorno e ovunque nel mondo stiamo affrontando lo stesso senso di precarietà che qui a Odessa è stabile e perpetuo”. L’Episodio di Odessa è una delle due parti del progetto Dittico del Trauma, a sua volta una delle sezioni di cui si compone Il mio cuore è vuoto come uno specchio. L’intervento che completa il dittico è l’Episodio di Istanbul, a cura di Devrim Kadirbeyoglu e Antonello Tolve e che sarà presentato a maggio 2021.

– Desirée Maida

Odessa – Ucraina
Gian Maria Tosatti – Il mio cuore è vuoto come uno specchio – Episodio di Odessa
Lago di Kuyalnyk
myheartisavoid.com

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AutoreGian Maria Tosatti
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.