Arte e follia amorosa. La mostra virtuale curata da Piotr Uklanski

Piotr Uklanski ha raccolto l’invito di Massimo De Carlo e si è trasformato nel curatore della mostra online dedicata alle relazioni amorose, interpretate dagli artisti attraverso il ritratto.

La follia amorosa è un tema molto trattato fra arte, cinema e letteratura, ma forse è la prima volta che assurge al ruolo di protagonista di una interessante mostra visibile fino al 17 dicembre nel VSpace, lo spazio virtuale della galleria Massimo De Carlo.
In queste settimane di chiusura forzata, il gallerista ha chiesto ad alcuni suoi artisti di curare una mostra virtuale, e Piotr Uklanski ha accettato la sfida con grande intelligenza, progettando una collettiva dedicata al tema delle coppie nella storia dell’arte moderna, dai preraffaelliti ai giorni nostri.

LA MOSTRA CURATA DA PIOTR UKLANSKI

How They Met Themselves: Folie à deux riunisce le opere di diciannove artisti, e prende le mosse dall’omonimo disegno di Dante Gabriel Rossetti del 1864, che ritrae l’artista e la sua modella Lizzie Sidall e introduce il tema della rassegna relativo alle coppie creative.
Sia in camera da letto che in studio, mettere da parte l’armatura del patriarcato ci costringe a guardare di nuovo ai fatti biografici e ai contributi artistici e culturali intrecciati di ogni individuo e di una coppia”, sottolinea Uklanski, che propone il confronto tra le opere di Man Ray (Solarized Portrait of Lee Miller, 1929 circa) e Lee Miller (Man Ray Shaving, 1929 circa) sul territorio della fotografia ma anche del tumultuoso rapporto tra Frida Kahlo e suo marito Diego Rivera (Diego and Frida 1929-1944 (I) or Double Portrait of Diego and I, 1944).

How They Met Themselves. Folie à deux, a cura di Piotr Uklanski. Exhibition view at Massimo De Carlo VSpace, 2020
How They Met Themselves. Folie à deux, a cura di Piotr Uklanski. Exhibition view at Massimo De Carlo VSpace, 2020

ARTE E RELAZIONI AMOROSE

Con una magistrale scelta di opere “impossibili” Uklanski ha deciso di raccontare le complesse, e spesso contradditorie, relazioni tra gli esseri umani attraverso una narrazione legata al tema del ritratto dipinto o fotografato, dove sovente nel volto del soggetto protagonista si evince il livello di tensione emotiva, come nel caso di Lover (1981), ritratto segreto della sua musa Helga eseguito da Andrew Wyeth o nell’intenso scatto fotografico di Nan Goldin della fidanzata Siobhan Lidell, Siobhan nude at the A-House, Provincetown (1990). Per non parlare del capolavoro di Francis Bacon Two Studies for a Portrait of George Dyer (1968), o dei visi attoniti, simili agli antichi ritratti del Fayyum, protagonisti dell’opera di Leonor Fini Autoportrait avec Kot et Sergio (1955).

IL COINVOLGIMENTO DI UKLANSKI

Last but not least, da segnalare il coinvolgimento diretto di Uklanski nella mostra, prima con il suo ritratto sdraiato dipinto da una giovane Elizabeth Peyton (Piotr, 1996) e poi, in maniera ancora più dissacrante, attraverso il suo nuovo dipinto Untitled (Alison), (2020), che raffigura il fondoschiena di sua moglie Alison Gingeras accostato al dipinto feticista di Félix Vallotton Etude de fesse (1884). “Folie à deux si ispira alle complessità e alle intensità psicologiche che animarono le coppie raccolte nella mostra che vollero immortalare il loro intenso legame su tela, su carta o pellicola come parte della loro pratica artistica”, conclude il curatore di questa rassegna, ottimo esempio di una scrittura espositiva che ha trovato nella modalità virtuale un efficace e puntuale espediente realizzativo.

Ludovico Pratesi

https://www.massimodecarlo.com/vspace/login/11/how-they-met-themselves:-foli
e-a-deux/

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AutorePiotr Uklański
Spazio espositivoMASSIMO DE CARLO
IndirizzoPiazza Belgioioso 2, 20121 - Milano - Lombardia
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