Un art hotel sotto la Galleria Vittorio Emanuele a Milano: le 89 camere d’artista di Galleria Vik

Ogni stanza è totalmente diversa dall’altra: il luxury hotel ospita nei suoi spazi progetti di importanti artisti contemporanei italiani e internazionali. Aperti al pubblico il bar ristorante e la Galleria 210.

Galleria Vik, Milano. Camera 208 Mario Schifano
Galleria Vik, Milano. Camera 208 Mario Schifano

Le mostre di Fondazione Prada – Osservatorio, i progetti site specific sulle lunette di Carlo Cracco e ora anche un hotel arredato totalmente da artisti contemporanei: la Galleria Vittorio Emanuele di Milano racchiude in pochi metri spazi e progetti di pregio dedicati a creatività e talenti internazionali. L’ultima ad aprire è Galleria Vik, che prende il posto di Townhouse Galleria, l’ex hotel 7 stelle extralusso di Milano. La struttura è stata totalmente rimessa a nuovo da Alexander e Carrie Vik, proprietari di una catena di alberghi in Uruguay e collezionisti di base tra New York e Montecarlo, dando vita a un hotel – questa volta con “sole” 5 stelle – di cinque piani e 89 stanze, totalmente decorato e arredato da opere e progetti di artisti contemporanei.

Galleria Vik, Milano. Camera 208 Mario Schifano
Galleria Vik, Milano. Camera 208 Mario Schifano

GLI ARTISTI DI GALLERIA VIK A MILANO

La lista degli artisti è lunga e attraversa tutte le tendenze dell’arte italiana di oggi: da esponenti della pittura milanese come Aldo Damioli, Alessandro Papetti, Marco Petrus, Giovanni Frangi, Alessandro Busci, Agostino Arrivabene, Andrea Zucchi, a protagonisti del nuovo astrattismo, come Marco Casentini, Matteo Negri, Carla Mura; scultori, come Pino Deodato, Adriano Pompa e Paolo Cassarà e artisti che utilizzano il mezzo fotografico, come Matteo Basilé o Antonio Guccione. Tutti compresi tra i 30 e i 60 anni circa (anche se non mancano alcune eccezioni, come Mario Schifano, Pino Pinelli o Fernando De Filippi), tutti con la propria notorietà e un proprio mercato anche se non ancora storicizzati: questi sono i criteri di selezione degli artisti voluti dai coniugi Vik, i quali prediligono l’approccio a una ricerca ancora aperta. Non mancano comunque presenze importanti della scena artistica internazionale, come il cinese Liu Bolin, il fotografo e pittore Julian Lennon (figlio di John Lennon), il fotografo polacco Szymon Brodziak o la coppia di artisti russi Dubossarsky & Vinogradov, per citarne alcuni.

Galleria Vik, Milano. Camera 401
Galleria Vik, Milano. Camera 401

LE CAMERE DI GALLERIA VIK A MILANO

Ognuno di loro ha lavorato su una camera con un progetto appositamente pensato per l’occasione, agendo in libertà e spesso con interventi site specific: c’è chi ha deciso di riempire lo spazio con le proprie opere pittoriche, fotografiche o scultoree, ma anche chi ha voluto agire direttamente sulla struttura, realizzando un’opera site specific sulla carta da parati o sulle pareti (come nel caso di Claudio Monnini, Moises Santos, gli street artists Rendo e Willow, Elena Trailina e Marta Mezinska). La prima pittura murale che si incontra alla Galleria Vik, però, è quella di Alex Folla, che sovrasta l’intera area della hall, con una composizione di iconografie antiche e moderne in cui guerre di titani, eroi, elefanti e misteriose creature antropomorfe si intrecciano tra loro. “Ogni stanza è un progetto site specific studiato appositamente da ogni artista per gli ambienti dell’hotel: il nome dell’artista, dipinto a mano sulle porte assieme al numero di stanza, ricorda al visitatore che la permanenza alla Galleria Vik Milano si presenta come una vera e propria esperienza immersiva per il cliente, assumendo l’aspetto di una ricognizione tra le diverse tendenze presenti sulla scena italiana”, spiegano gli organizzatori.

Galleria Vik, Milano. Camera 407 Felipe Cardena
Galleria Vik, Milano. Camera 407 Felipe Cardena

GALLERIA 210 ALL’INTERNO DI GALLERIA VIK A MILANO

Galleria Vik non è solo un ambiente esclusivo riservato agli ospiti dell’hotel, poiché presenta al suo interno anche spazi dedicati ai visitatori. Per questo, nella camera 210, nasce Galleria 210, in cui si svolgerà un’attività espositiva offrendo una nuova mostra ogni mese. Fino al 15 novembre 2020, lo spazio ospita Women in Pop di Tomoko Nagao (Nagoya, Giappone, 1976), considerata tra le più interessanti esponenti del new pop nipponico. Visitabile è anche Vikissimo, bar ristorante che si estende per tutto il primo piano dell’hotel con un bell’affaccio sulla Galleria raccogliendo una selezione di opere di oltre 50 artisti, che verranno cambiate con cadenza regolare. In queste aree riservate al pubblico sarà possibile sostare per un caffè, per lo smartworking, per visitare le mostre e ricevere informazioni, contribuendo a creare una vita culturale nel primo “hotel d’artista” di Milano.

-Giulia Ronchi

Per info galleria: [email protected]
https://it.galleriavikmilano.com/ 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.