Tra mito e arte contemporanea. La performance di Mircea Cantor al Teatro Greco di Siracusa

Fino al 30 agosto l’INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico propone un programma di eventi che coniugano cultura classica e contemporaneità, in alternativa alle celebri rappresentazioni classiche rinviate al 2021 a causa della pandemia. Tra i protagonisti è anche l’artista Mircea Cantor

Mircea Cantor al Teatro Greco di Siracusa
Mircea Cantor al Teatro Greco di Siracusa

Si intitola Per voci sole il programma promosso dall’INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico, ente che organizza le celebri rappresentazioni classiche nei suggestivi spazi del Teatro Greco di Siracusa, quest’anno però rinviate a causa della pandemia. In alternativa alle tragedie e alla commedia (Le Baccanti, Ifigenia in Tauride e Le Nuvole) che saranno messe in scena nel 2021, INDA ha quindi deciso di proporre un progetto alternativo e in linea con il particolare periodo storico che stiamo attraversando: dallo scorso 10 luglio e fino al 30 agosto, l’Istituto propone un percorso “per voci sole”, all’insegna dell’incontro tra miti classici e musica moderna, affidandosi ad artisti del panorama contemporaneo, tra cui Nicola Piovani, Tosca, Massimo Popolizio, Laura Morante, Luigi Lo Cascio, Lunetta Savino, Isabella Ragonese, Teho Teardo, Lella Costa, Rita Marcotulli, G.U.P. Alcaro, Rodrigo D’Erasmo, Roberto Angelini.

Mircea Cantor, photo by © Gabriela Vanga 2012
Mircea Cantor, photo by © Gabriela Vanga 2012

INDA 2020. TRA LE “VOCI SOLE” ANCHE MIRCEA CANTOR 

Tra i protagonisti di INDA Per voci sole è anche Mircea Cantor (Oradea, Romania, 1977), artista vincitore nel 2011 del Prix Marcel Duchamp e con una ricerca che spazia dalla fotografia alla scultura, passando da video, disegno e installazione.  Nel 2017 Cantor ha debuttato con la scenografia per la produzione del Piccolo Principe a cura di Alexandru Dabij al Teatrul de Comedie di Bucarest. The Sound of my Body is the Memory of my Presence è il titolo della performance che Cantor ha pensato per il Teatro Greco di Siracusa e che andrà in scena il prossimo 30 agosto: l’opera vedrà il coinvolgimento gli allievi dell’Accademia del Dramma Antico in una sorta di rituale a forte impatto simbolico per celebrare il ritorno alla vita.

Mircea Cantor, The Sound of my Body is the Memory of my Presence
Mircea Cantor, The Sound of my Body is the Memory of my Presence

LA PERFORMANCE DI MIRCEA CANTOR AL TEATRO GRECO DI SIRACUSA

“Oggi più che mai, in un momento così delicato e imprevedibile, tendiamo a guardare al passato e a come l’umanità abbia affrontato le catastrofi”, spiega Mircea Cantor. “Tendiamo a capire come sia possibile sopravvivere, nonostante si affrontino periodi bui; come l’essere umano resista, si adatti e lotti per la propria sopravvivenza. E più si riflette su questo aspetto, più diventa chiaro che il punto di partenza della rinascita da tempi bui e complicati sia proprio l’essere umano, la sua volontà di tornare a fiorire. E questa rinascita, nel corso del tempo, è stata possibile soprattutto grazie all’arte, a musica, il teatro, le arti visuali, il cinema, la poesia. Per questa ragione quando penso a una performance, una delle condizioni indispensabili sono il corpo e la presenza dell’essere umano. È così che ho iniziato a riflettere sull’idea di suono e in particolare sulla voce umana… La mia riflessione mi ha portato a voler associare questo “strumento”, la voce, a qualcosa che potesse far risuonare questo strumento e le idee attorno ad esso. Ed è per questa ragione che i miei pensieri e le mie riflessioni mi hanno condotto all’immagine di una campana, una grande e sovradimensionata campana. Questo oggetto bello, misterioso e al tempo stesso semplice è onnipresente, fin dall’antichità, in tante culture, e assume tanti e diversi significati per innumerevoli culture”. Di INDA Per voci sole e della performance di Cantor abbiamo parlato con Marina Valensise, Consigliere Delegato della Fondazione INDA.

Marina Valensise - Ph. credit Raffaella Trematore
Marina Valensise – Ph. credit Raffaella Trematore

L’edizione 2020 di INDA è stata rivisitata rispetto ai programmi iniziali a causa della pandemia. Avreste dovuto mettere in scena Le Baccanti, Ifigenia in Tauride e Le Nuvole, poi però avete rivisitato la vostra programmazione. Adesso però state proponendo un progetto “per voci sole”.

L’idea di rimodulare la stagione è stata la conseguenza del Covid-19. Ci siamo trovati a dover rispettare le nuove norme del governo nate dall’emergenza sanitaria. Il distanziamento tra gli spettatori e il divieto di assembramento non consentivano di attrezzare la cavea del Teatro Greco che ha una capienza di 5000 spettatori. Pertanto, abbiamo deciso di rinviare al 2021 i tre spettacoli in programma quest’anno, e cioè Le Baccanti e Ifigenia in Tauride di Euripide, con la regia di Carlos Padrissa e di Jacopo Gassmann, e Le Nuvole di Aristofane con la regia di Antonio Calenda. A fronte di una riduzione di oltre il 90 per cento del pubblico, e di conseguenza una notevole diminuzione dei ricavi, gli investimenti in programma si sarebbero rivelati troppo onerosi. Così, abbiamo ideato una stagione speciale, “INDA 2020 Per voci sole”, che vede in scena un numero limitati di spettacoli con un ribaltamento di prospettiva, la platea al posto del palcoscenico, e di fronte la cavea nuda del Teatro Greco, scolpita nella roccia del colle Temenite.

Come mai questa idea e come questo progetto si propone di leggere l’attuale momento storico?

Il Cda ha accolto all’unanimità la mia proposta di reclutare artisti popolari, che non si fossero mai esibiti nel Teatro Greco, e al fine di raggiungere un vasto pubblico da remoto  ha accolto la scelta di affidare loro testi di autori del Novecento dedicati alle figure e ai miti del teatro classico, facendoli accompagnare dalla musica dal vivo di compositori contemporanei,  per trasmettere gli spettacoli in remoto a partire  dal nostro sito, www.indafondazione.org. Così, grazie all’accordo speciale con Tim, nostro partner digitale, che ha fornito la connessione e lo streaming sia per le dirette sia per le differite, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, per la prima volta in cent’anni di storia, ha aperto   il Teatro Greco a una platea planetaria, portando i suoi spettacoli nelle case degli spettatori del mondo intero. 

Tra le “voci sole” di questa edizione è anche quella di Mircea Cantor, con una performance che coinvolgerà gli allievi dell’Accademia del Dramma Antico concepita come un rituale per il ritorno alla vita.

Dopo l’inaugurazione con L’Isola della luce, riedizione del dramma in musica di Nicola Piovani dedicata alla nascita di Apollo a Delos, la gemella di Siracusa, abbiamo voluto concludere la stagione con l’opera di un altro artista contemporaneo di sicuro talento come il rumeno Mircea Cantor, Premio Duchamp 2011. E perciò l’abbiamo invitato a concepire una performance site specific, The Sound of my Body is the Memory of my Presence (Il suono del mio corpo è la memoria della mia presenza), ideata apposta per il Teatro Greco e prodotta dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico, per rappresentare il ritorno alla vita dopo la pandemia.

Cosa può dirci circa la performance e il significato dell’opera di Cantor?

Mircea Cantor, che è  una delle voci più autonome e poetiche nel panorama artistico internazionale, ha risposto al nostro invito con un lavoro inedito, realizzato grazie alla collaborazione delle maestranze dell’INDA e soprattutto grazie al coinvolgimento   dei docenti e degli allievi dell’Accademia d’arte del dramma antico che prenderanno parte, la sera del 30 agosto, a questo rituale a forte impatto simbolico destinato a essere trasmesso in streaming sia in diretta sia in differita fino al 6 settembre. È un modo nuovo per tornare all’antico e assolvere alla missione originaria dell’Istituto del Dramma Antico, nato all’inizio del XX secolo per volontà di un gruppo di mecenati siracusani riuniti intorno alla figura del conte  Mario Tommaso Gargallo  e animato da un progetto visionario, dove la rinascita delle rappresentazioni classiche e del teatro antico era a servizio dell’arte e della cultura contemporanea. 

– Desirée Maida 
Siracusa // 30 agosto 2020
Mircea Cantor – The Sound of my Body is the Memory of my Presence
INDA 2020 Per voci sole
Teatro Greco
www.indafondazione.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.