Muore a 78 anni Keith Sonnier, il poeta delle luci al neon e tra gli esponenti del Minimalismo

L’artista nato nel 1941 in Louisiana è morto a Southampton, New York dopo una lunga malattia. Sonnier è stato tra i primi artisti a sperimentare, alla fine degli anni Sessanta, l’utilizzo delle luci al neon nella scultura

Keith Sonnier. Light Works, 1968 to 2017. Exhibition view at Galleria Fumagalli, Milano 2018. Photo Antonio Maniscalco. Courtesy Galleria Fumagalli
Keith Sonnier. Light Works, 1968 to 2017. Exhibition view at Galleria Fumagalli, Milano 2018. Photo Antonio Maniscalco. Courtesy Galleria Fumagalli

È morto lo scorso 18 luglio a Southampton, New York Keith Sonnier, tra i principali esponenti del Minimalismo insieme a Richard Serra e Bruce Nauman, e tra i primi a sperimentare l’utilizzo delle luci al neon nella scultura degli anni Settanta. Sonnier è scomparso a 78 anni dopo una lunga malattia.

Keith Sonnier, Florentine Neon#1, 1983
Keith Sonnier, Florentine Neon#1, 1983

LA VITA E L’ARTE DI KEITH SONNIER

Nato a Mamou, nel 1941, Sonnier nel 1963 consegue la laurea alla University of Southwestern Louisiana a Lafayette nel 1963, per poi conseguire il Master of Fine Arts alla Rutgers University nel 1966. La sua ricerca artistica si caratterizza, sin dai primi momenti della sua carriera, per l’utilizzo di materiali insoliti per l’epoca, tra cui fili di ferro e tubi al neon. Questi ultimi, in particolare, diventano a partire dal 1968 gli elementi che caratterizzeranno tutto il suo lavoro: con le luci Sonnier scolpisce forme organiche e geometriche, dando nuova definizione allo spazio e alla stessa luce. Concetto, questo, che si è poi espanso nelle grandi installazioni ambientali, come la struttura con neon gialli, rossi e blu che nel 2002 progettò per la Neue Nationalgalerie di Mies van der Rohe a Berlino, ridefinendo così le superfici dell’edificio. È opera di Sonnier inoltre una delle più grandi installazioni pubbliche della città di Los Angeles, Motordom: realizzata nel 2004, l’opera con le sue luci rosse e blu illumina la corte del Caltrans District 7 Building.

Keith Sonnier e Annamaria Maggi, Bridgehampton NY, 2018. Courtesy Galleria Fumagalli
Keith Sonnier e Annamaria Maggi, Bridgehampton NY, 2018. Courtesy Galleria Fumagalli

LE MOSTRE DI KEITH SONNIER

Nel corso della sua carriera, Sonnier ha presentato le sue opere in mostre personali e collettive internazionali, tra cui documenta 5 (1972), Keith Sonnier: Neon all’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C. (1989); Keith Sonnier: Porte Vue al Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi (1979); Projects: Keith Sonnier al Museum of Modern Art, New York (1971). In occasione della personale Keith Sonnier: Environmental Works 1968-99 tenutasi nel 2000 Kunsthaus Bregenz in Austria, Sonnier ha realizzato un’installazione al neon sulle quattro facciate dell’edificio. Le sue opere sono state esposte alla Biennale di Venezia nel 1972 e nel 1982; nel 2013 è tra gli artisti selezionati da Germano Celant per la mostra When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013, tenutasi nella sede veneziana della Fondazione Prada. Sonnier ha poi esposto alla Whitechapel Gallery a Londra; alla Hall Foundation nel Vermont, al Musée d’Art Moderne et Contemporain (MAMAC) a Nizza, al DIA/Dan Flavin Institute a Bridgehampton e al Parrish Art Museum a Water Mill a New York. Nel 2018, la Galleria Fumagalli di Milano ha dedicato all’artista una grande retrospettiva, che includeva le prime opere storiche fino alle più recenti: tra i lavori in mostra, una selezione di sculture dalle prime serie di fine anni Sessanta come Lit Circle Series (1968), Neon Wrapping Incandescent Series (1970) e Sel Series (1978-2003), fino a quelle più recenti, come Chandelier SeriesPortal Series (2015) e Floating Grid Series (2017).

– Desirée Maida

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AutoreKeith Sonnier
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.