#lostandfound, arte pubblica sui navigli a Milano. Neon sui muri della Martesana a Villa Singer

La nuova installazione luminosa di Massimo Uberti nasce da un invito del noto antiquario milanese Marco Arosio alla gallerista Rossana Ciocca di ripensare gli spazi en plein air della villa liberty di famiglia

Massimo Uberti, Lost 2020, Neon 13 Cm 35x90 Courtesy @rossanaciocca Milano Fabrizio Stipari Ph
Massimo Uberti, Lost 2020, Neon 13 Cm 35x90 Courtesy @rossanaciocca Milano Fabrizio Stipari Ph

Un progetto d’arte pubblica a Milano, in una posizione insolita come la zona di intersezione fra la palazzina primonovecentesca Villa Singer, e il Naviglio Martesana, sul quale si affaccia la casa di proprietà del direttore di Cambi Casa D’Aste, Marco Arosio. Stiamo parlando di #lostandfound, la nuova installazione luminosa di Massimo Uberti (Brescia, 1966), nata da un invito del noto antiquario milanese alla gallerista Rossana Ciocca di ripensare gli spazi en plein air della villa di famiglia, voluta dal suo bisnonno Arturo Monti come luogo per la sua unica figlia pittrice dove poter lavorare all’aperto. “#lostandfound è un progetto che racconta lo spazio del dentro e del fuori”, spiega Ciocca che ha coinvolto l’artista bresciano la cui ricerca va da anni proprio in questa direzione; “il valore dello spazio è fondamentale nella relazione fra il sé e l’altro”. Per dare corpo a questo concetto, Uberti ha realizzato due opere: un neon esterno con la scritta Lost e una pietra d’oro collocata nel giardino di Villa Singer, come a rappresentare un dialogo tra l’individualità della proprietà privata rappresentata dal villino liberty e la collettività di chi si trova a passare in quella porzione di Milano. Un progetto di arte pubblica che sta funzionando, a giudicare dal forte riscontro su Instagram, utilizzando l’hashtag Naviglio Martesana. “Fino alla fine dell’estate il neon #lost di Massimo Uberti sarà visibile a tutti dal muro di Villa Singer”, conclude Ciocca, “mentre Lost and found-La pietra d’oro, nascosta en plein air, ognuno di noi dovrà cercarla nel proprio paesaggio interiore”. Ecco le immagini… 

-Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).