LaGuida, il festival itinerante di cheFare sui centri culturali italiani. La prima tappa è online

L’agenzia per la trasformazione culturale organizza un festival itinerante in 10 tappe che toccherà tutta l’Italia, alla scoperta dei suoi nuovi centri culturali. A causa della pandemia, la prima tappa si svolgerà online e interesserà Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

Immagine via www.che fare.com
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“Stiamo vivendo in un momento di profonda incertezza. In tutta Italia migliaia di comunità e organizzazioni stanno rispondendo attraverso azioni culturali collaborative. Abbiamo bisogno di nuove esperienze, competenze e prospettive per ripensare il significato della partecipazione”. Con queste parole cheFare– agenzia per la trasformazione culturale fondata nel 2014 da Tiziano Bonini, Marianna De Martin, Francesco Franceschi, Giacomo Giossi, Marco Liberatore, Bertram Niessen e Valeria Verdolini – presenta laGuida, festival itinerante dei nuovi centri culturali la cui prima tappa si svolgerà online dal 22 giugno all’1 luglio, coinvolgendo le realtà del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta invitate a riflettere sul tema della Partecipazione.

LAGUIDA, IL FESTIVAL DI CHEFARE DEDICATO AI NUOVI CENTRI CULTURALI

Al centro del festival laGuida sono dunque i nuovi centri culturali, “makerspace, biblioteche sperimentali, luoghi rigenerati, community hub e residenze d’artista: sono presidi fondamentali della sperimentazione dei linguaggi, delle passioni civili e dell’attivismo di base”, spiega sul sito di cheFare Bertram Niessen. “I nuovi centri culturali sono il luogo di incontro di reti, comunità e organizzazioni nate in risposta alla crisi economica del 2008. Portano avanti pratiche culturali collaborative basate sulla partecipazione e sull’attivismo, nelle città e nelle campagne, al Sud come al Nord, costruendo spazi di confronto”. Lo scorso febbraio cheFare ha lanciato laCallto Action, mappatura nazionale ancora in corso alla quale finora hanno risposto 410 nuovi centri culturali, 145 organizzazioni che operano al loro interno e i loro tanti frequentatori: ciò che è emerso è un quadro complesso e diversificato, da approfondire attraverso il festival laGuida.

IL FESTIVAL LAGUIDA DI CHEFARE. LA PRIMA TAPPA

Il festival itinerante che toccherà tutta l’Italia è suddiviso in 10 tappe, in ognuna delle quali verrà affrontato un tema diverso. Nella prima tappa pensata per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (dal 22 giugno all’1 luglio) si parlerà di Partecipazione, con una programmazione online – rivisitata a causa della pandemia – che prevede incontri a cui partecipare in streaming. Il 22 giugno si svolgerà la videoconferenza “Lezioni sulla Partecipazione dalle Aree Interne” con Filippo Tantillo, ricercatore INAPP, già coordinatore scientifico della Strategia Nazionale Aree Interne, e il laboratorio a porte chiuse “Pratiche di cultura collaborativa per costruire un nuovo significato di partecipazione” con Bertram Niessen. Il 23 giugno sarà la volta di un nuovo laboratorio, “Relazione e conflitto: il ruolo del lavoratore culturale per allargare la partecipazione”, con Giacomo Giossie Matteo Brambilla, rispettivamente responsabile editoriale e consulente progettuale di cheFare. Questa prima parte della prima tappa de laGuida– il “Camp” – si svolgerà quindi in streaming, in attesa del secondo momento, la “Piazza”, in programma a ottobre e, si auspica, dal vivo: “sarà allora”, spiega Niessen, “che costruiremo un tavolo di confronto tra i nuovi centri culturali, le reti che li attraversano, i lavoratori e i pubblici che li animano e chi si occupa invece di politiche, di finanziamenti, di costruzione del dibattito culturale e politico”.

– Desirée Maida

www.che-fare.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.