That’s Contemporary sviluppa Art Resistance Kit. Con tantissimi contributi del mondo dell’arte

Come sopravvivere alla quarantena? Ci vorrebbe un kit di sopravvivenza, ma interiore e culturale, diverso per ciascuno di noi. Così, i contributi di artisti, curatori e intellettuali sono visibili sul canale Instagram @thatscontemporary.

Art Resistance Kit | Rui Wu | Interazione Credits: Rui Wu e THAT’S CONTEMPORARY
Art Resistance Kit | Rui Wu | Interazione Credits: Rui Wu e THAT’S CONTEMPORARY

Cosa ci fornisce nutrimento? Cura? Riparo? Protezione? Come riusciamo a definire la nostra posizione nello spazio? Come interagiamo con l’altro?”. Sono le domande da cui è partito Gianluca Gramolazzi, della organizzazione non-profit That’s Contemporary, nel momento in cui le misure restrittive hanno comportato dei cambiamenti drastici sulla vita lavorativa e privata di ognuno. Una tale inversione di rotta da non poter più immaginare di tornare alla normalità così come la si era lasciata. Le conseguenze di questo fenomeno agiscono a più livelli sulla mente e sulla psicologia dell’individuo: ci vuole uno strumento che possa aiutare a mantenere un’integrità, a creare una forma di resistenza. Nasce all’interno di questa situazione Art Resistance Kit, un “pacchetto” contenente tutto lo stretto necessario per affrontarla. E, visto che stiamo parlando di una sfera interiore e culturale, ognuno può comporre il proprio, facendo emergere al tempo stesso gli elementi più caratterizzanti ed essenziali della propria identità.

Art Resistance Kit |Patrick Tuttofuoco | Protezione Credits: Patrick Tuttofuoco e THAT’S CONTEMPORARY
Art Resistance Kit |Patrick Tuttofuoco | Protezione
Credits: Patrick Tuttofuoco e THAT’S CONTEMPORARY

ART RESISTANCE KIT. IL PROGETTO DI THAT’S CONTEMPORARY

Il punto di partenza per lo sviluppo di Art Resistance Kit è stato ‘Do It’, la mostra di Hans Ulrich Obrist in cui diversi artisti fornivano istruzioni che di volta in volta venivano interpretate e applicate dal pubblico”, ci spiega Gianluca Gramolazzi, che ha sviluppato e promosso il progetto attraverso la piattaforma di That’s Contemporary,assieme a Martina Grendene e Giulia Restifo. “Similmente, abbiamo chiesto a diversi protagonisti del mondo dell’arte di fornirci dei kit di resistenza (metaforica), interpretando sei categorie di bisogni indispensabili: nutrimento, riparo (nel senso di rifugio), cura, posizione/orientamento (posizione del corpo nello spazio), protezione (nel senso di preservazione del proprio corpo) e interazione (con l’altro). Queste categorie sono state dedotte dal set di strumenti contenuti in un kit di sopravvivenza standard”. 

Art Resistance Kit, Copertina Jacopo Benassi
Art Resistance Kit, Copertina Jacopo Benassi

ART RESISTANCE KIT.  I CONTRIBUTI DEL MONDO DELL’ARTE

Sono numerosissimi gli aderenti al progetto, ognuno con il proprio contributo, ognuno con la propria raffigurazione dei bisogni esistenziali che possano rispondere a un momento del genere. Tutti i contributi sono pubblicati sul canale Instagram @thatscontemporary: ci sono, ad esempio, gli artisti Nico Angiuli, Andrea Barbagallo, Jacopo Benassi, Andrea Cancellieri, Nina Carini, Mariacristina Cavagnoli, Giorgio Cellini, Umberto Chiodi, Sabrina D’Alessandro, Graziano Folata, Annaklara Galli, Giuseppina Giordano, Nicola Gobbetto, Sophie Ko, Rada Koželj Giulia Maiorano, Rachele Maistrello, Martina Melilli, Alice Pedroletti, Patrick Tuttofuoco, Eleonora Roaro, Caterina Ruysch Voltolini, Rui Wu,  e altri dal settore della curatela e del giornalismo, come Matteo Bergamini, Irene Sofia Comi, Giacinto di Pietrantonio, Mariacristina Ferraioli, Pietro Gaglianò, Andrea Lacarpia, Matteo Lucchetti, Marco Roberto Marelli, Francesca Pirillo, Simona Squadrito, Massimiliano Tonelli e altri. “In Art Resistance Kit sono stati inclusi artisti, giornalisti, curatori e curatrici, emergenti, mid-career e affermati”, prosegue Gramolazzi. “Credo fortemente nell’inclusività e nel confronto intergenerazionale come strumento indispensabile per sviluppare una ricerca capace di evidenziare similitudini e differenze tra le persone. Lo scopo è di stimolare nel pubblico le stesse domande che abbiamo posto a coloro che hanno partecipato al nostro progetto e quindi incentivare una riflessione su ciò che è veramente importante per noi”.

-Giulia Ronchi

https://www.instagram.com/thatscontemporary/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.