Il Primo Maggio dell’arte. Il progetto di Museo Novecento su Artribune con le opere di 15 artisti

Dopo le celebrazioni del 25 Aprile, il Museo Novecento di Firenze lancia un progetto dedicato al Primo Maggio con i manifesti di 15 artisti. Con l’obiettivo di realizzare una mostra o una pubblicazione a pandemia conclusa

Andrea Francolino
Andrea Francolino "Work - 45.484246, 9.185420 - 2 ‎/ 2 / ‎2020 - ‏‎08:30:09", 2020 polvere di terra su crepa Courtesy l'artista

Dopo le celebrazioni del 25 Aprile scorso, giornata commemorativa della Liberazione d’Italia dalla dittatura fascista, il Museo Novecento celebra il Primo Maggio, festa del lavoro con le opere di Emanuele Becheri, Paolo Canevari, Andrea Francolino, Silvia Giambrone, Lori Lako, Sandro Lombardi – Federico Tiezzi, Marco Mazzoni, Marzia Migliora, Paolo Parisi, Luca Pignatelli, David Reimondo, Massimo Sestini, Fabio Viale, Luca Vitone. In accordo con l’Assessorato ai diritti e alle pari opportunità del Comune di Firenze guidato da Sara Funaro, abbiamo pensato a come far ‘manifestare‘ l’arte contemporanea durante questa festa nel ruolo che le è proprio, volendo condividere con tutte le lavoratrici e i lavoratori la difesa dei diritti e della sicurezza.

MANIFESTI DEL PRIMO MAGGIO COME MONUMENTI PUBBLICI

Si tratta di ‘monumenti pubblici’ che prendono il posto di quelli di vecchia data, una risposta attuale alla crisi di quel dispositivo simbolico in uso per secoli e utile a comunicare, esibire, valori condivisi nelle società attraverso apparati figurativi e scultorei potenziati di retorica e di elementi persuasivi. Occupando le nuove piazze, le immagini, opere, proposte dai singoli artisti riposizionano l’arte in una centralità senza centro su dimensioni della comunicazione sociale parallele. Queste opere portano con se pensieri e sentimenti di questo tempo aggiungendo altro al tema principale che è quello del lavoro. Si aprono orizzonti di senso non previsti, inediti, soggettivi eppure comunitari. Quando lanciamo nell’etere queste opere non sappiamo quanto lontano arriveranno e per quanto tempo segneranno l’esperienza altrui.

MANIFESTI INDELEBILI D’ARTISTA

Sono manifesti indelebili che rivendicano il ruolo dell’arte non solo come volano di economie di consumo e di profitto, quanto piuttosto economie dell’anima e dello spirito. Parlano dell’impensabile e dell’utopia, lo fanno assumendosi il rischio dai affondare nella realtà, di andare a fondo per rivoltare il linguaggio e illuminare l’insensato sperpero di umanità e natura. Liberiamo il lavoro dal potere e dal suo linguaggio. Grazie agli artisti che hanno dato il loro contributo.

Sergio Risaliti

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Sergio Risaliti
Sergio Risaliti (1962), si è laureato a Firenze in Storia dell’arte moderna e contemporanea. Dal 2018 è direttore artistico del Museo Novecento di Firenze. E’ storico e critico d’arte, ideatore e curatore di mostre e di eventi interdisciplinari, scrittore e giornalista. Al suo attivo ha l’ideazione e curatela di un centinaio di mostre in spazi pubblici e privati. Nel 1991-92, si è perfezionato al Corso Europeo per Curatori d’Arte Contemporanea al Magasin di Grenoble. Ha fondato e diretto fino al 2002 il Palazzo delle Papesse di Siena. Ha riallestito il MARCA, Museo d'Arte Contemporanea della Provincia di Catanzaro nel 2008. È stato membro del comitato scientifico del Frac Rhône-Alpes e della Galleria d’Arte Moderna di Bologna. E’ membro onorario dell’Accademia delle Arti del Disegno. Collabora con il Corriere Fiorentino e con Il Venerdì - La Repubblica. Con Stefania Ricci ha ideato e curato Ispirazioni e visioni (2011), Marilyn (2012), Il Calzolaio prodigioso (2013), Equilibrium (2014) al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze. In occasione di Florens 2012 ha ideato l’accostamento dei Crocifissi di Donatello, Brunelleschi e Michelangelo nel Battistero di Firenze e ha curato l’installazione della Croce di Mimmo Paladino in piazza Santa Croce. Con Cristina Acidini ( ideatrice) ed Elena Capretti ha curato la mostra Michelangelo Buonarroti. Incontrare un artista universale, presso i Musei Capitolini di Roma. Ha ideato e curato l’esposizione dei Tre profeti di Donatello nel Battistero di Firenze, (maggio-dicembre 2014). E’ stato direttore artistico del primo Festival dei bambini. Nuovi mondi, organizzato a Firenze, nel 2014. Nel 2015 ha curato la mostra Jeff Koons. In Florence ( Piazza Signoria e Palazzo Vecchio, Firenze), Alighiero Boetti. Mappe ( Salone dei Cinquecento. Palazzo Vecchio, Firenze) e la mostra antologica di Alighiero Boetti presso la Galleria Stein di Milano (con Francesca Franco). Ha ideato e curato per la Galleria Tornabuoni di Firenze e Londra la mostra Il dado è tratto. Arte italiana oltre la tradizione. E’ direttore artistico dei progetti espositivi al Forte Belvedere di Firenze dal 2014 e del festival fiorentino F-light dal 2015. Tra le altre pubblicazioni ha ideato e curato nel 2000 Espresso, un censimento dell'arte giovane italiana ( Electa), e nel 2001 un'ampia ricognizione sulla Toscana contemporanea ( Maschietto editore). Nel 1996 ha curato la Verità, libro d'artista di Giulio Paolini ( Einaudi), e nel 2010 sempre di Giulio Paolini Dall'Atlante al vuoto ( ELecta). Nel 2009 ha curato il Catalogo Generale della grafica di Fausto Melotti. Con Francesco Vossilla ha pubblicato per Bompiani, La Pietà Vaticana e più recentemente Gustav Klimt con Giovanni Iovane, sempre con Bompiani.