La Biennale d’Arte di Lione compie trent’anni e li festeggia con due nuovi curatori

La XVI Biennale d’Arte di Lione si svolgerà da settembre 2021 a gennaio 2022 e sarà interpretata dai curatori Sam Bardaouil e Till Fellrath: chi sono e cosa c’è da aspettarsi dalla prossima edizione

Sam Bardaouil and Till Fellrath. Courtesy NPUAE. Image Mohamed Somji Seeing Things
Sam Bardaouil and Till Fellrath. Courtesy NPUAE. Image Mohamed Somji Seeing Things

La XVI Biennale d’Arte di Lione occuperà tutta la seconda metà del 2021 e sarà l’occasione per festeggiare il suo trentesimo anniversario con i nuovi curatori selezionati da Isabella Bertolotti. Creata nel 1991, questa risulta essere una delle più grandi manifestazioni di arte contemporanea a livello internazionale ed il primo grande evento a livello nazionale. Contraddistintasi per innovazione, creatività ed estetica, promuovendo sempre il dialogo e lo scambio, essa è diventata un vero e proprio polo culturale, tanto affascinante da attirare un cospicuo numero di visitatori (nella XV edizione, quasi 280.000) per lo più di fascia giovanile. Isabella Bertolotti, direttrice della Biennale di Arte Contemporanea dal 2019, specifica la sua scelta dichiarando “Da diversi anni ormai sono interessata al profondo impegno di Sam Bardaouil e Till Fellrath, con il pubblico nelle principali città del mondo, così come il posto centrale dato agli artisti nei loro progetti curatoriali. Sono impaziente di vedere lo spiegamento, sia in ciò che concernerà la Biennale che su tutto il territorio, i molteplici progetti derivanti dalle loro precedenti esperienze di collaborazione. Le loro pratiche di curatori indipendenti, non legate a un’istituzione, garantiscono una grande autonomia d’azione di cui la Biennale di Lione può beneficiare”.

BIENNALE DI LIONE 2021: SAM BARDAOUIL E TILL FELLRATH

Sam Bardaouil ha conseguito il dottorato in Storia dell’Arte e un Master in pratica teatrale, è nato e cresciuto in Libano. Till Fellrath, invece, è nato e cresciuto in Germania laureandosi in Graphic Design e un Master in economia e scienze politiche. Sono i fondatori di Art Reoriented, una piattaforma curatoriale multidisciplinare, lanciata a New York e Monaco nel 2009. Presiedono la Montblanc Cultural Foundation di Amburgo e sono curatori affiliati alla Gropius di Berlino. Indipendenti e trasversali si sono impegnati, affermandosi tra gli operatori culturali di spicco, mantenendo la loro unicità nelle pratiche curatoriali che uniscono la conoscenza del mondo moderno e le pratiche artistiche contemporanee. Diverse le mostre che portano la loro firma ad essere state elogiate dalla critica, tra cui Ways of Seeing, Surrealism in Egypt, Mona Hatoum (..); molte sono state esposte in istituzioni museali di grande prestigio, come il Centre Pompidou a Parigi, Villa Empain a Bruxelles, Kunstsammlung K20 a Dusseldorf, Museo statale di arte egizia a Monaco di Baviera, Moderna Museet di Stoccolma, Reina Sofia di Madrid, Tate Liverpool, per citarne solo alcune. Nel 2016 erano nel team di addetti curatoriali della XX Biennale di Sydney ricoprendo, poi, ruoli equivalenti sia per il padiglione libanese (2013) che per il padiglione degli Emirati Arabi (2019) durante le ultime Biennali a Venezia.

BIENNALE DI LIONE 2021: COSA ASPETTARCI?

“Siamo lieti di questo invito a curare una delle biennali d’arte contemporanea più riconosciute in tutto il mondo. Ci auguriamo di poter sviluppare il suo carattere sperimentale e proteiforme nel corso di questa XVI edizione. È una grande opportunità per riunire le varie posizioni artistiche e culturali che abbiamo incontrato durante questi anni di pratiche indipendenti nelle diverse parti del mondo, con la scena artistica francese. In occasione del trentesimo anniversario della Biennale stiamo programmando un evento ambizioso, fantasioso e significativo che testimoni audacemente i nostri tempi.” Così dichiarano i loro intenti i due nuovi volti della grande manifestazione. Cosa aspettarci? Ancora non ci è dato saperlo, ma è pur certo che il background di entrambi sicuramente non deluderà le aspettative in termini di creatività e inventiva.

-Valentina Muzi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.