Tate Modern Turns 20. Le installazioni di Kusama e Bourgeois per celebrare il museo londinese

L’11 maggio 2020 ricorrono i 20 anni dall’apertura della Tate Modern: per l’occasione, saranno in mostra le “Infinity Room” di Yayoi Kusama, ma anche il gigantesco ragno “Maman” di Louise Bourgeois. Ma ci saranno anche tanti performer e percorsi sulla storia del museo, con documenti presi dagli archivi.

Yayoi Kusama Chandelier of Grief 2016 Courtesy Ota Fine Arts and Victoria Miro © YAYOI KUSAMA
Yayoi Kusama Chandelier of Grief 2016 Courtesy Ota Fine Arts and Victoria Miro © YAYOI KUSAMA

Vent’anni e non sentirli. La Tate Modern di Londra raggiunge quest’anno un anniversario molto importante e intende celebrarlo attraverso i suoi artisti migliori, siano essi storicizzati o più giovani. Il giorno del “compleanno” è fissato per l’11 maggio 2020, data ufficiale in cui questo tempio del contemporaneo aprì i suoi battenti, per la prima volta, vent’anni fa. Per l’occasione, il pubblico avrà la rara possibilità di entrare in una delle più grandi installazioni mai realizzate da Yayoi Kusama, ovvero Infinity Mirrored Room – Filled with the Brilliance of Life, già alla Tate Modern nel 2012 in occasione della sua retrospettiva. Accanto, sarà esposto Chandelier of Grief, un altro ambiente composto da lampadari di cristallo rotanti, che crea l’illusione di un ambiente sconfinato. Nella Turbine Hall, invece, sarà collocato Maman, il gigantesco ragno di Louise Bourgeois che fu il primissimo lavoro che i visitatori incontrarono quando la Tate Modern aprì nel 2000.

Installation view of Infinity Mirrored Room – Filled with the Brilliance of Life 2011/2017 at Tate Modern © Yayoi Kusama Photo courtesy of Tate Photography
Installation view of Infinity Mirrored Room – Filled with the Brilliance of Life 2011/2017 at Tate Modern
© Yayoi Kusama
Photo courtesy of Tate Photography

 I VENT’ANNI DELLA TATE MODERN

Grandi autori della storia dell’arte degli ultimi decenni, ma non solo. La Tate Modern rende omaggio ad artisti anche di altre generazioni, attraverso accostamenti inediti. Come Our Labyrinth di Lee Mingwei, che si svolgerà accanto al ragno della Bourgeois: una performance incentrata su una ballerina che spazza silenziosamente i granelli lungo un percorso tortuoso, facendo eco ai temi della domesticità, della fragilità. Altre tre opere performative si svolgeranno durante il giorno: A Life (Black & White) di Nedko Solakov, che vede due operai dipingere le pareti in bianco e nero a turno in un ciclo infinito, Balance of Power di Allora & Calzadilla, che coinvolge tre praticanti di yoga con uniformi militari e Xifópagas Capilares entre Nós di Tunga, che presenta una coppia di gemelli collegati dai capelli intrecciati. Grande attenzione sarà puntata sul racconto della storia della Tate Modern, dalla sua nascita ad oggi: una mostra racchiuderà film, immagini, oggetti e registrazioni presi direttamente dall’archivio del museo. Ci sarà anche la possibilità di ascoltare gratuitamente brevi narrazioni da parte dello staff museale e vedere proiettata al Cinema Starr una selezione di cortometraggi che comprendono interviste agli artisti, visite in studio e documentari sul “making of” delle mostre.

– Giulia Ronchi

Tate Modern turns 20
11 maggio 2020
Tate Modern
Bankside, London SE1 9TG
https://www.tate.org.uk/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.