A maggio, da Loom Gallery si organizza una partita di calcio post mostra

Nella seconda mostra di Jonathan Monk alla galleria milanese, l’artista porta dei lavori a parete ispirati a Donald Judd. Il giorno seguente, si scende in campo: tra partita di calcio e happening, vedremo sfidarsi artisti, galleristi e curatori tra loro.

untitled (Milanese Soft DJ) I-D © 2020 Jonathan Monk Studio
untitled (Milanese Soft DJ) I-D © 2020 Jonathan Monk Studio

Untitled (Milanese Soft DJ) sarà il secondo appuntamento di Jonathan Monk (Leicester, 1969), che torna nella galleria milanese con una personale fortemente collegata al lavoro di un protagonista del minimalismo anni Sessanta. Quel “DJ” del titolo, infatti, non sta per “disk jockey”, bensì per Donald Judd. I rimandi delle sue opere si vedono in quelle di Monk, che ha creato per l’occasione una serie di lavori a parete, colorati e su misura. Ciò che ha particolarmente attratto l’attenzione dell’artista inglese, inoltre, è il cambiamento del lavoro di Judd, che è passato dalla seconda alla terza dimensione, impiegando materiali industriali e delegando la produzione; alla fine degli anni Ottanta, invece, il suo lavoro ha preso colori vivaci, sostituendo quelle che prima erano creazioni impersonali e fredde. Aspetto ripreso in Untitled (Milanese Soft DJ) ed esposto alla galleria milanese.

untitled (Milanese Soft DJ) I-D © 2020 Jonathan Monk Studio
untitled (Milanese Soft DJ) I-D © 2020 Jonathan Monk Studio

LA PARTITA DI CALCIO DI LOOM GALLERY

Se da una parte la Loom Gallery riesce a portare un artista di rilievo internazionale nella sua vetrina allestendo una mostra “canonica”, dall’altra parte si concederà uno strappo alla regola, organizzando qualcosa che non rientra nella prassi del mondo dell’arte: una partita di pallone. Un ritrovo tra amici, in qualche modo; un momento da documentare minuziosamente. Come in un happening, con tanti riferimenti alla mostra in galleria, la partita che seguirà all’inaugurazione avrà un titolo, UNTITLED (MILANESE SOFT MATCH), un fotografo e reporter, Tano D’Amico, e delle magliette prodotte ad hoc dall’artista Gabriele De Santis. Inoltre, le due squadre saranno il Team Donald Judd e il Team Claes Oldenburg. “L’idea della partita nasce da un’esigenza: dopo tre cene con collezionisti prima dell’opening c’era bisogno di un po’ di moto” racconta ad Artribune un divertito gallerista Nicola Mafessoni. “A Jonathan piace giocare, a me pure. Gabriele (De Santis) avrebbe giocato volentieri se avessimo giocato noi. E se giocava Gabriele anche Nicola Martini sarebbe stato dei nostri. E via così. Poi c’era il problema delle maglie, degli schemi in campo, di chi scattava fotografie, e a quel punto di chi avrebbe raccontato la partita in una bella pubblicazione. Insomma è nata della necessità e dal caso, come direbbe qualcuno…”. Ecco quindi la lista dei partecipanti: Nicola Mafessoni (gallerista), Jonathan Monk (artista), Andrea Zani (direttore di galleria), Gabriele De Santis (artista), Santo Tolone (artista), Andrea Rossetti (fotografo), Lupo Borgonovo (artista), Stefano Raimondi (curatore), Marco Scotti (curatore), Luca Cerizza (curatore), Giulio Rampoldi (artista), Nico Vascellari (artista), Nicola Martini (artista),  Paolo Tonini (editore/studio bibliografico) e Antonio Grulli (curatore). Mentre la mostra si svolgerà il 21 maggio 2020 – salvo ulteriori modifiche al calendario – la data della partita deve ancora essere fissata. Ma vi aggiorneremo appena avremo informazioni certe. 

-Giulia Ronchi

Jonathan Monk, UNTITLED (MILANESE SOFT DJ)
Dal 21 maggio 2020
Loom Gallery
Via Marsala, 7 Milano
https://www.loomgallery.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.