L’animalier di Zhanna Kadyrova. In Toscana

Dopo la Biennale di Venezia curata da Ralph Rugoff, Zhanna Kadyrova raggiunge Villa Pacchiani, a Santa Croce sull’Arno, dove espone parte della sua ricerca sul legame tra uomo e animali.

Zhanna Kadyrova (Brovary, 1981) la ricordiamo nell’ambito della 58esima edizione della Biennale di Venezia, all’interno della mostra curata da Ralph Rugoff. Anche in questa mostra l’artista si serve di materiali attraverso i quali affronta dinamiche storiche e sociali. Se alla Biennale si è trattato di piastrelle di edifici abbandonati, ora ciò che viene riutilizzato è la pelle. Un materiale prezioso, parte integrante dell’identità del territorio toscano. Zhanna Kadyrova ha iniziato così la sua ricerca partendo da un’indagine sui processi di lavorazione, arrivando a sviluppare un ragionamento sulle evoluzioni di un pensiero ecologico e sociale.

ARTE, IMPRESA, TERRITORIO

La mostra fa parte del progetto Arte – Impresa – Territorio, in corso da diversi anni, che ha portato a Santa Croce artisti di fama internazionale, come Nari Ward o Moataz Nasr. Il progetto prevede che ogni anno un artista sia invitato a lavorare in stretto contatto con un’azienda del territorio. Quest’anno il partner del progetto è Alpa S.p.A., un’azienda chimica che opera nel settore conciario da oltre sessant’anni. Le realtà della conceria sono complesse e spesso a noi sconosciute. Le pelli prodotte sono risultato di un’operazione di recupero in quanto la pelle, lo scarto del processo di macellazione, viene trasformato in un prodotto prezioso. Questo è un aspetto interessante: produrre l’oggetto del desiderio partendo da un “rifiuto”, come ha sottolineato l’amministratore delegato di Alpa, Gloria Gualtieri.

Zhanna Kadyrova Animalier per Arte impresa territorio. Exhibition view at Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno 2019. Photo OKNO Studio

Zhanna Kadyrova Animalier per Arte impresa territorio. Exhibition view at Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno 2019. Photo OKNO Studio

LA MOSTRA

Nessun animale è stato maltrattato durante la produzione della mostra”. È questo che leggiamo ancor prima di iniziare il percorso espositivo. Da subito veniamo a contatto con materiali e forme a noi familiari come alberi, piante, immagini di animali e la pelle, appunto.
Nella prima stanza troviamo alberi con foglie vere alternate a foglie di pelle, disposte anche per terra, attorno alla pianta. Emerge, da subito, il contatto tra la forma animale, diventata ormai oggetto privo di vita, e la forma vegetale; un processo quasi di animalizzazione di forme vegetali. Veri e propri ambienti naturali, ricorrenti anche nelle fotografie esposte con immagini di animali (oche, galline, cavalli…) che indossano costumi. Animali travestiti da animali. Reinventare attraverso l’artificio il mondo naturale. È ​questo che Zhanna Kadyrova evidenzia, riproducendo, con una spiccata sensibilità pittorica, i manti di alcune specie non più cacciabili come quello del leopardo o del ghepardo. E ritorna sempre la volontà di proporre la natura in una forma diversa, ma con un visibile segno dell’intervento artificiale.
La Kadyrova propone una realtà naturale-animale umanizzata, in una chiave per certi aspetti anche ironica. Si sviluppa un ragionamento sulla continua necessità dell’uomo e sul nostro compito di reinventare e ripensare materiali in via di progressivo esaurimento, eppure continuamente richiesti. “Questa mostra è una favola che gioca su tantissimi paradossi e l’arte ha questa capacità: di poter essere paradossale, di poter sollecitare dei cortocircuiti imprevisti. Ma è anche qualcosa che può stare su un livello storico e sociale, e che traduce in modo non didascalico ciò che l’artista ha vissuto in quest’esperienza, spiega la curatrice Ilaria Mariotti.
Un video conclude il percorso espositivo, proiettando immagini di animali travestiti con i costumi progettati dall’artista ed evocando l’incontro con l’uomo e l’urbano. Riassume il processo di ricerca che ha svolto l’artista partendo da un’idea pulita tradotta in un linguaggio unico.

Marlene L. Müller

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati