È morta a Roma Bianca Attolico. Collezionista appassionata e animatrice culturale

Scomparsa a Roma una delle più note collezioniste italiane, animatrice di cenacoli intellettuali, mattatrice di fiere, gallerie e inaugurazioni.

È necessario e importante essere sempre informati. Leggere, vedere mostre e musei, parlare d’arte con amici e conoscenti, per il collezionista non è importante lo studio. Io ho sempre scelto giovani artisti, da loro ho le sorprese che mi incantano”. Così si raccontava Bianca Attolico ad Artribune, in un’importante intervista del 2011. Una vita passata nel milieu artistico romano e nazionale, senza ricercare una mondanità ostentata, ma camminando a fianco degli artisti, condividendo e imparando da loro. Un approccio filantropico di altri tempi, grazie al quale aveva costruito una collezione in continuo work-in-progress scaturita dalle passioni, da amicizie salde, da un vivace interesse per i giovani artisti. E da una curiosità voracissima.

FIGLIA DI TOMMASO LUCHERINI

Del resto la passione per l’arte veniva da lontano. Da Tommaso Lucherini, padre di Bianca (Bianca Lucherini da ragazza, poi Attolico dopo il matrimonio con un avvocato), grande medico che iniziò a raccogliere opere importanti specie della Scuola Romana. La passione di Tommaso fu evidentemente molto forte perché permeò molto in tutti i rami della famiglia. Tommaso ebbe tre figli: Enrico Lucherini, forse il più celebre press agent di tutti i tempi, Bianca appunto, e Mario la cui figlia Benny Lucherini è a sua volta una importante collezionista. Una dinastia di figure attente al mondo dell’arte (sono peraltro collezionisti anche Lorenzo e Elena, i figli di Bianca) che oggi perde una colonna portante.

H.H.Lim con Bianca Attolico e1321481850166 È morta a Roma Bianca Attolico. Collezionista appassionata e animatrice culturale

H.H. Lim e Bianca Attolico

LA FIGURA DI BIANCA ATTOLICO

Il primo nucleo della sua collezione fu ereditato quindi da suo padre Tommaso, che le aveva dato avvio alla fine della Guerra. Fin da adolescente, Bianca Attolico visitava con lui le gallerie, vedeva quadri e entrava in contatto con gli artisti che frequentavano abitualmente la sua casa: l’arte nella sua vita entrò in modo naturale, e lei a sua volta l’ha trasmessa a figli e nipoti, credendo fermamente nell’importanza del racconto. Pirandello, Donghi, Ziveri, Mafai, Carrà, Morandi, Campigli, i pittori dell’arte figurativa italiana della metà del ‘900: questi erano gli autori presenti nella sua collezione quando, negli anni ’60, erede di un patrimonio preziosissimo, prosegue l’ampiamento della raccolta, aprendosi ad artisti dell’avanguardia, come Kounellis, Pascali, Schifano, Fontana e Manzoni con opere spesso sensazionali, uniche. Testimone del cambiamento dei tempi e del sistema dell’arte – dominato sempre più da grandi galleristi e dal dio denaro, come ha dichiarato più volte – non ha mai perso nel tempo quella purezza di sguardo e quella totale libertà di spirito, che si riverbera ancora oggi nella sua collezione, tutta ospitata a casa in Via dei Monti Parioli a Roma, che nell’ultimo decennio si è arricchita di tante opere di artisti più giovani: da Vik Muniz a Sislej Xhafa, da Cristiano Pintaldi a Nicholas Hlobo, da Bruno Ceccobelli a Stefano Arienti, da Nunzio a Enzo Cucchi. Il suo salotto è stato per lunghi anni un luogo di riferimento per la comunità artistica romana e non solo. Capace di una trasversalità unica. Pieno in egual misura di potenti e di artisti scapestrati, di giovani e di vecchie glorie. Una ecumenicità che Bianca ricercava con cura e attenzione, maniacalmente desiderosa di apparire – come era – aggiornata e in linea con le ultime novità, i personaggi più curiosi e interessanti. Con la sua scomparsa finisce indubbiamente un’epoca e un modo specifico e peculiare di far stare insieme gli attori che compongono la grande recita del sistema dell’arte: collezionisti, galleristi, mercanti, politici, intellettuali, artisti. Lei ci riusciva, oltretutto in maniera naturale. E il tutto, seppur in forma diversa, si replicava a Spoleto buen retiro estivo. Sempre con al fianco l’inseparabile amica Carla.

Bianca Attolico con Carla ad una mostra

Bianca Attolico con Carla ad una mostra

Bianca Attolico con Davide Dormino

Bianca Attolico con Davide Dormino durante una mosta da De Crescenzo e Viesti a Roma

Bianca Attolico a Spoleto

Bianca Attolico a Spoleto

LA COLLEZIONE DI BIANCA ATTOLICO: IL LIBRO

Nel 2011 ha deciso di raccogliere il racconto della sua collezione in un libro, dal titolo Una memoria contemporanea. Dalla collezione di Bianca Attolico, edito da Trolley Books di Londra. Firmato da Ester Coen e Francesca Romana Morelli, è stato presentato al Macro nel 2011, alla presenza di Luca Cordero di Montezemolo e Lia Rumma. Autentica mattatrice in anni passati delle fiere d’arte – dove era bonariamente croce e delizia dei galleristi coi quali ingaggiava autentiche lotte sui prezzi delle opere, vantandosi in modo gigione e irresistibile degli sconti ottenuti – Bianca Attolico muore proprio alla vigilia dell’inaugurazione dell’Arte Fiera di Bologna. Una mostra che racconti la sua storia di collezionista appassionata e presenti in maniera ragionata la sua raccolta al pubblico dovrebbe essere un obbiettivo per questo 2020.

I funerali di Bianca Attolico si terranno alle 11.30 di martedì 21 gennaio 2020 nella chiesa di Sant’Eugenio in Roma, Viale delle Belle Arti 10.

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più