Il Bangkok Art and Culture Centre ospita la più grande mostra a tema LGBT dell’Asia

Più di 50 artisti – molti di questi presentati a Biennali e anche in grandi musei del mondo occidentale – riuniti per manifestare la cultura di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer: temi ancora molto dibattuti nel continente asiatico. Le immagini della mostra.

Sunil Gupta The New Pre-Raphaelites #5 Collection of Sunpride Foundation Image courtesy of artist
Sunil Gupta The New Pre-Raphaelites #5 Collection of Sunpride Foundation Image courtesy of artist

SPECTROSYNTHESIS II– Exposure of Tolerance: LGBTQ in Southeast Asia è la più grande mostra a tema gender mai realizzata nel continente asiatico. La cultura e la storia di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer vengono raccontate da oltre 50 artisti provenienti da Sud-Est asiatico, India e Cina. La mostra, organizzata da Sunpride Foundation e accolta al Bangkok Art and Culture Centre, è alla sua seconda tappa (la prima nel 2017, al Taipei Museum of Contemporary Art in Taiwan). Presenti tra gli artisti anche nomi noti nel panorama occidentale: come Danh Vō (nel 2018 il Guggenheim di New York gli aveva dedicato un’ampia personale) con We The People, una rivisitazione della Statua della Libertà, oppure il compianto Ren Hang con i suoi distintivi scatti erotici. “In SPECTROSYNTHESIS II il dialogo artistico è incentrato sulla tolleranza e sull’accettazione delle diversità sessuali e di genere. Il confronto va oltre la comunità LGBTQ”, spiega il curatore Chatvichai Promadhattavedi, “riguarda la libertà che l’arte offre: l’espressione delle lotte individuali per il riconoscimento e la normalizzazione di genere, le battaglie combattute per i diritti umani e il rispetto reciproco tra esseri umani”. La mostra si pone, infatti, in un contesto non facile per la promozione dei diritti LGBT: in India l’omosessualità è stata depenalizzata da poco, mentre la stessa Thailandia – meta tristemente nota per il turismo sessuale di ogni genere – non tollera effusioni pubbliche e non approva matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ecco allora la sfida di SPECTROSYNTHESIS II contro il sentire comune più reazionario: tentare di farsi strada in mezzo a una fitta nebbia di pregiudizi per ripartire da una società meno violenta e discriminatoria, più aperta all’espressione individuale e delle diversità. Più equa.

-Giulia Ronchi

SPECTROSYNTHESIS II– Exposure of Tolerance: LGBTQ in Southeast Asia
Fino al 1° marzo 2020
Bangkok Art and Culture Centre (BACC)
939 Rama 1 Road, Wangmai, Pathumwan
Bangkok, Thailand
https://en.bacc.or.th/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.