Stefano Raimondi nuovo direttore della fiera ArtVerona. Il debutto nel 2020

Precedentemente curatore per la GAMeC di Bergamo e attualmente direttore del network The Blank. La sua visione di ArtVerona è in continuità con l’eredità di Adriana Polveroni, di cui prende il posto. Ma con qualcosa in più. 

Stefano Raimondi ©ph.PaoloBiava
Stefano Raimondi ©ph.PaoloBiava

È giunto il momento del passaggio di testimone per la fiera veronese. La 16a edizione di ArtVerona – dal 16 al 18 ottobre 2020 – sarà guidata Stefano Raimondi, classe 1981. Il curatore prende il posto di Adriana Polveroni (si era raccontata ad Artribune in questa intervista), direttrice per tre anni a partite dal 2017. Un’eredità importante, che ha visto la manifestazione conquistare gradualmente un ruolo importante nel panorama nazionale, identificandosi per una grande attenzione al vecchio e nuovo collezionismo (per cui è stato sviluppato un apposito format, l’ArtVerona Roadshow) e un impegno a sostegno all’arte italiana – non dimentichiamo il payoff dell’ultima edizione, #BackToItaly – compresa quella emergente con le giovani gallerie. Non da ultimo, la ArtVerona delle ultime edizioni è stata capace di portare in tutta la città un circuito off fatto di mostre e eventi in connubio con attività commerciali e contesti fuori dalle dinamiche artistiche.

IL COMMENTO DI STEFANO RAIMONDI

“Partendo e tenendo ben salda la sua forte identità rivolta all’impresa culturale italiana, immagino ArtVerona in una nuova dimensione, in dialogo con il mondo e in stretta relazione col contesto in cui interagisce, capace di interrogarsi sugli argomenti centrali della nostra contemporaneità”, è il primo commento a caldo di Stefano Raimondi, che esprime fin da subito la volontà di porsi in continuità con il lavoro fatto negli anni precedenti e implementarlo. “Una rivoluzione nel segno della continuità. Una fiera attenta all’accessibilità del patrimonio artistico che presenta. Una fiera che assolva la funzione di motore artistico e sociale della comunità e della città in cui è inserita e con cui dialoga. Spinta senza timore sulla strada dell’innovazione scientifica e tecnologica, avvalendosi delle conoscenze e delle risorse delle principali aziende del territorio in cui opera. Una fiera capace di dialogare con tutti i galleristi, collezionisti, giornalisti, istituzioni e aziende, presentando una linea espositiva e curatoriale ben delineata. Una fiera aperta a tutti, attenta alla storia e con uno slancio coinvolgente verso il nuovo”, dichiara il più giovane direttore artistico nominato ad ArtVerona. E conclude, “capace di comunicare e promuovere a più livelli l’arte moderna e contemporanea. Un’istituzione familiare, emozionante, ambiziosa. Un riferimento per più generazioni e pubblici. Colma, a tutti i livelli, di qualità e ricerca, idee e progetti, obiettivi e entusiasmo. Una realtà con un’identità precisa, riconosciuta dalla comunità artistica internazionale.

CHI È STEFANO RAIMONDI

Stefano Raimondi è curatore e promotore d’arte. Dal 2010 è direttore del network culturale The Blank Contemporary Art con cui organizza annualmente il Festival d’Arte Contemporanea ArtDate portando nella cornice della piccola Bergamo Alta importanti artisti internazionali: finora Nathalie Djurberg & Hans BergEva & Franco Mattes, Jonas Mekas e Deimantas Narkevičius. È stato curatore alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dal 2011 al 2017, curando mostre personali di Rashid Johnson, Andrea Mastrovito, Ryan McGinley e Pamela Rosenkranz, per citarne alcuni. Dal 2013 al 2017 ha curato Qui. Enter Atlas – Simposio Internazionale di Curatori Emergenti. Nel 2011 ha co-ideato BACO – Base Arte Contemporanea per la quale ha curato le mostre di Francesco Arena, Riccardo Beretta, Filippo Berta, Ettore Favini, Oscar Giaconia, Daniel Knorr, Jacopo Miliani, Israel Lund, Navid Nuur, Adrian Paci, Dan Rees e Guido Van Der Werve. Ha pubblicato Nanoarte vedere l’invisibile, il primo catalogo che approfondisce i rapporti tra arte e nanotecnologie e ha collaborato con diverse riviste di settore, tra cui Artribune. Dal 2015 al 2017 è stato docente all’Accademia di Belle Arti di Verona. È membro dell’IKT – International Association of Curators of Contemporary Art.

-Giulia Ronchi

https://www.artverona.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.