Parla Andrea Gandini, l’artista che trasforma i tronchi mozzi di Roma in opere d’arte

Da tempo a Roma è possibile trovare in giro per la città tronchi mozzi trasformati in volti umani o animali. Sono opere di Andrea Gandini, giovane artista che dà nuova vita agli alberi morti della Capitale. Lo abbiamo intervistato

Ceppo scolpito da Andrea Gandini
Ceppo scolpito da Andrea Gandini

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, affermava il biologo e filosofo francese Lavoisier, e nonostante questa legge sia usualmente riferita alle scienze naturali, potrebbe sembrare il sottotitolo della storia che stiamo per raccontarvi. Oltre alla natura, protagonista della storia è anche Andrea Gandini (Teramo, 1997), artista di cui negli ultimi tempi si parla sempre più spesso nell’area della città di Roma (e non solo). Il motivo? Andrea trasforma i tronchi mozzi in opere d’arte, creando sculture che danno nuova forma e nuova identità ad alberi oramai privi di vita.

Ceppo scolpito da Andrea Gandini
Ceppo scolpito da Andrea Gandini

I TRONCHI D’ALBERO SCOLPITI DA ANDREA GANDINI

“Il mio percorso artistico inizia sin da giovanissimo con la passione per il disegno e modellato nei primi anni di liceo artistico”,racconta ad Artribune Andrea Gandini. “A un certo punto ho iniziato a scolpire piccoli pezzi di legno trovati in giro direttamente in garage, il mio attuale studio. Un giorno mi sono ritrovato senza legno e guardandomi intorno ho subito notato un piccolo tronco tagliato appena fuori dal box. Quello fu il primo “troncomorto”, una serie arrivata alla sessantaseiesima scultura (solamente su Roma)”. Quella di Gandini è un’attività che nasce quasi per caso, ma che è proseguita nel tempo trasformandosi in un progetto diffuso su tutto il territorio della Capitale, andando alla ricerca di tronchi mozzi e dando loro un volto, una personalità. La scultura più recente realizzata da Andrea si trova nel Parco di Villa Pamphili, ma “le mie sculture si possono trovare un po’ ovunque nella capitale, da quartieri ricchi come Prati fino a quartieri periferici come Torrevecchia e Tor Marancia”, precisa l’artista.

SCOLPIRE I TRONCHI D’ALBERO. LE RIFLESSIONI DI ANDREA GANDINI

A questo punto una domanda sorge spontanea: dietro l’azione di Gandini è un messaggio particolare legato ai temi della natura o del verde nei contesti urbani? “Dietro alle mie sculture non è alcun messaggio, perlomeno non esplicito”, ci risponde l’artista. “Nel momento in cui un passante nota un mio lavoro non può non pensare alla situazione del verde a Roma e di conseguenza alla situazione del verde da un punto di vista più globale. Quando realizzo un pezzo, mi ispiro alle forme stesse del tronco, cresciuto in un contesto cittadino e quindi pieno di pieghe e cicatrici interne dovute all’adattamento forzato a un ambiente talvolta ostile”. Sul sito di Andrea si trova una sezione particolare, Segnalami un tronco: attraverso un form, è possibile indicare e suggerire all’artista “un ceppo che pensi possa diventare una mia opera”. “Invito sempre tutti quelli che mi conoscono a segnalarmi i tronchi che vedono andando a scuola o al lavoro, fortunatamente mi arrivano decine di segnalazioni al giorno e ho la possibilità di scegliere tra di esse”, commenta l’artista. “Arrivano segnalazioni di ogni genere, ma le più divertenti sono quelle in cui il tronco si trova in una proprietà privata. A quel punto non so esattamente cosa fare!”, conclude Gandini, sorridendo.

– Desirée Maida 

www.andreagandini.art

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.