Corpo plurale, corpo insensato. A Bergamo

Palazzo della Ragione, Bergamo – fino al 6 gennaio 2020. L’indagine sul corpo è antica quanto l’umanità e con l’umanità è cambiata, evolvendosi in un sistema di percezioni complesse. Sul tema indaga una raffinata selezione di opere contemporanee, creando un dialogo senza tempo.

Thomas Schütte, Untitled (figure), 1995. Collezione privata, Bergamo
Thomas Schütte, Untitled (figure), 1995. Collezione privata, Bergamo

Il Palazzo della Ragione, nel cuore di Città Alta, è costituito da affreschi e solide pietre. Conserva in sé la bellezza di una resistenza lunga centinaia di anni. In questa cornice preziosa, carica di storia, prende vita la mostra Il corpo insensato, a cura di Stefano Raimondi e organizzata da The Blank Contemporary Art. Le pareti della Sala delle Capriate entrano in dialogo con le opere di alcuni fra i più importanti artisti contemporanei: parlano del corpo, della sua essenza e del suo cambiamento nella percezione collettiva.
Il corpo, involucro del sentire umano, è legato all’arte da nodi atavici e, insieme a essa, è stato carnefice e vittima di un’evoluzione materiale e spirituale attraverso lo scorrere del tempo. Questo cambiamento non permette di considerare il corpo come uno, come singolarità perfetta: i corpi sono tanti e diversi, il corpo è plurale. Così appaiono le rappresentazioni femminili di Vanessa Beecroft, i molteplici sguardi verso ere successive di Mariella Bettineschi e le espressioni mutevoli nei lavori di Mimmo Jodice. Il movimento delle opere di Eva Marisaldi parte da figure invisibili, riconoscibile e vicina è la potenza catturata in un volto da Bill Viola.

Vanessa Beecroft, vb.b.010, ed.3, 2015. Courtesy Galleria Massimo Minini, Brescia. Photo credit Andrea Gilberti & Alberto Petrò
Vanessa Beecroft, vb.b.010, ed.3, 2015. Courtesy Galleria Massimo Minini, Brescia. Photo credit Andrea Gilberti & Alberto Petrò

CONTRADDIZIONI E SIGNIFICATI

La vasta pluralità delle forme assunte dal corpo contiene il germe della contraddizione: il corpo è, dunque, insensato. È l’esito estremo delle battaglie che l’umanità ha combattuto, non sempre armata della forza necessaria a conservare il significato dell’esistenza. Sono la ricerca ostinata di un senso o l’arrendevolezza consapevole di fronte alla mancanza di esso gli elementi fondanti i lavori di gran parte degli artisti invitati.
Il dialogo intenso e articolato, che nasce dall’accostamento di opere fortemente eterogenee, non segue una logica narrativa sequenziale. Questa peculiarità rispecchia la mancanza di sezioni all’interno del percorso espositivo ed è destabilizzante soltanto a una prima analisi: in verità, la contaminazione tra pensieri diversi è sia rappresentativa della filosofia alla base dell’allestimento, sia generatrice di un’idea di corpo nuova, ancora una volta.

Linda Taietti

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Spazio espositivoPALAZZO DELLA RAGIONE
IndirizzoPiazza Vecchia - Bergamo - Lombardia
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Linda Taietti
Nata nel 1991, vive a Bergamo e Milano, dove studia Lettere moderne alla Statale, dopo una laurea triennale in Filologia romanza. Oscillando fra il richiamo del passato e l’interesse per la contemporaneità, legge e scrive. Predilige in particolar modo la poesia e la ricerca della traccia continua che attraversa l’arte in ogni sua forma.