ARTbite, il nuovo progetto di Nicoletta Rusconi che incentiva il collezionismo su Instagram

Si tratta di un nuovo profilo Instagram in cui vengono presentate agli utenti opere di artisti affermati ed emergenti a prezzi contenuti. Attraverso il social network è possibile procedere all’acquisto diretto dell’opera, sperimentando così nuove forme di collezionismo e di mercato

Riccardo Beretta A Tiny Screen, 2016
Riccardo Beretta A Tiny Screen, 2016

“Piccoli lavori di grandi artisti a piccoli prezzi” è il motto di ARTbite, nuovo progetto digitale dedicato all’arte contemporanea ideato da Nicoletta Rusconi Art Projects che trova la sua piattaforma ideale su Instagram, coinvolgendo gli utenti in nuove e sperimentali forme di collezionismo. Di ARTbite abbiamo parlato con Nicoletta Rusconi, da decenni attiva come figura di riferimento nell’ambito milanese come art dealer, gallerista, PR e promotrice di artisti attraverso partnership con fondazioni, musei e fondazioni o, per dirla con le sue parole, “promuovendo gli artisti coniugando arte e impresa”, e oggi impegnata in questo nuovo progetto che coniuga mercato dell’arte e social network.

Innanzitutto cosa è ARTbite? Come nasce l’idea del progetto?
ARTbite è un profilo Instagram che renderà possibile l’acquisto di opere di artisti, dai grandi maestri ai giovani emergenti, in modo semplice, immediato e a prezzi contenuti. L’idea è nata circa un anno fa perché avevo ricevuto richieste sulle opere tra quelle che posto sul mio account Instagram personale, @artistmia, e mi è capitato di portare a termine alcune trattative di lavori importanti. Il progetto è nato tutto da lì.

ARTbite si presenta come una nuova piattaforma per i collezionisti, utilizzando Instagram come strumento di comunicazione e vetrina. Come mai la scelta di utilizzare un social network? In che modo i canali social hanno influenzato e reinterpretato (o possono influenzare e reinterpretare) il collezionismo e il mercato dell’arte? Quali sono, da questo punto di vista, i punti di forza di questo strumento?
Io penso che non si possa trascurare qualcosa che sta “dilagando” e che si sta imponendo come uno dei maggiori canali di comunicazione in tutti i settori. Noi proporremo opere esclusivamente nel range dai 300 ai 3.000 euro, di artisti conosciuti e con un curriculum verificabile; il cliente sarà quindi guidato all’acquisto e sceglierà all’interno di una selezione proposta da professionisti del mondo dell’arte. Per me questo è il futuro o, quanto meno, qualcosa che non possiamo ignorare. La cosa straordinaria dei social, Instagram in particolare, è che ti permettono di vedere quasi in diretta una mostra inaugurata a New York, seguire un’asta a Londra o leggere un articolo di un giornale. Per me è diventato uno strumento di ricerca e approfondimento fondamentale.

Che tipo di opere proporrete su ARTbite? Chi saranno gli artisti coinvolti?
Non essendo una galleria e non avendo una linea o una programmazione da sostenere, ARTbite vuole mettere il focus sull’oggetto. Gli oggetti saranno tra i più vari, gioielli, studi preparatori, maquette, opere di piccole dimensioni di artisti già affermati e nel sistema dell’arte. ARTbite, inoltre, vuole anche essere uno spunto per le aziende: ci piacerebbe stimolare i brand a sviluppare prodotti in serie limitate realizzati da artisti.

Come funziona ARTbite? In che modo l’utente può acquistare un’opera attraverso il profilo Instagram?
L’utente ci contatterà direttamente su Instagram o email e potrà ottenere qualsiasi informazione extra sul lavoro. Una volta confermato l’ordine, l’oggetto selezionato gli verrà spedito direttamente dallo studio dell’artista.

Organizzerete attività collaterali (reali o virtuali) legate ad ARTbite?
Un progetto che mi sta molto a cuore è l’istituzione di un “Premio ARTbite” che andrà all’artista che avrà più successo sulla piattaforma. Il Premio consisterà in fondi per realizzare una pubblicazione o un libro d’artista.

– Desirée Maida

ARTbite su Instagram:

@artbite_project

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.