Parma raccontata dai grandi della letteratura. Nouvelle Flâneries, il progetto di Ettore Favini

Frammenti delle frasi di Goya, Dickens, Casanova, Louis David e altri sono affisse sui muri storici della città, come un racconto corale. Il progetto nasce in preparazione all’evento di Parma Capitale della Cultura 2020.

Ettore Favini, Nouvelles Flâneries, cemento, tecnica della scagliola carpigiana, plexiglass, Parma, 2018/19. Photo Ettore Favini
Ettore Favini, Nouvelles Flâneries, cemento, tecnica della scagliola carpigiana, plexiglass, Parma, 2018/19. Photo Ettore Favini

Parma, un viale e il riso di mia madre. Su questa breve apparizione il crepuscolo di un’epoca felice, che rode e stinge l’oro dell’Appennino” (Pier Paolo Pasolini): così recita l’incisione di una delle otto lastre in cemento affisse il 29 settembre sui muri di Parma, che rimarranno permanenti raccontando diverse visioni della città attraverso le voci dei maestri della letteratura. Si intitola Nouvelle Flâneries ed è la tappa finale del progetto di Ettore Favini (Cremona, 1974) nell’ambito di Parma Capitale della Cultura 2020. Se già un anno fa l’artista aveva occupato dieci luoghi del centro storico, ora torna con nuove installazioni sulle facciate di altrettanti edifici storici del centro, tra cui il Complesso Monumentale delle Pilotta, ognuna delle quali riporta un frammento di un “collettivo storytelling” su Parma. Centrale è la tematica del flâneur, colui che girovaga senza meta nel panorama urbano, mentre le frasi sono prese in prestito da Charles Dickens, Francesco Goya, Giacomo Casanova, Osbert Sitwell, Princesse de Gonzague, Guido Piovene, Jacques Louis David e Carlo Cantimori. “L’opera Nouvelles Flâneries è stata pensata come omaggio alla città e agli abitanti dei palazzi che hanno partecipato al progetto, sottolineando ancora una volta l’idea di “dono”, spesso presente nel modus operandi dell’artista”, spiegano gli organizzatori, “accompagnerà il progetto una mappa che permetterà ai turisti, ai viaggiatori di passaggio o ai cittadini di poter sperimentare un nuovo modo di fruire la città, con le sue strade e le sue piazze, attraverso un racconto corale diffuso nel tempo e nello spazio”. La mappa delle opere è scaricabile dal sito dell’associazione culturale Others.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.