La storia di Palazzo Grassi raccontata attraverso le sue mostre. Due giornate di studi a Venezia

Seconda edizione delle giornate di studi che raccontano la storia della prestigiosa sede espositiva veneziana appartenuta alla famiglia Marinotti, alla FIAT e oggi a monsieur François Pinault

Palazzo Grassi a Venezia
Palazzo Grassi a Venezia

Pochi casi, come quello di Palazzo Grassi a Venezia, permettono di penetrare in maniera trasversale tra le pieghe della storia dell’arte, del costume e dell’imprenditoria dell’Italia (ma anche del mondo ormai), con protagonisti dai background ed obiettivi sempre diversi, seppur accomunati dalla stessa visione: la sensibilità per le arti e la cultura, resa tangibile attraverso ambiziosi e complessi programmi espositivi. La storia delle gestioni che si sono susseguite nel corso dei decenni nella prestigiosa sede espositiva veneziana – attualmente di proprietà dell’imprenditore e collezionista francese François Pinault – e le mostre organizzate al suo interno dagli anni Sessanta agli Ottanta è il tema portante di Palazzo Grassi e la storia delle sue mostre – Una linea eccentrica dell’arte italiana, due giorni di studi che si terrà al Teatrino di Palazzo Grassi i prossimi 24 e 25 ottobre, a cura di Stefano Collicelli Cagol.

Karel Appel, Paolo Marinotti e di spalle Pierre Alechinsky a Palazzo Grassi, 1969
Karel Appel, Paolo Marinotti e di spalle Pierre Alechinsky a Palazzo Grassi, 1969

LA STORIA DI PALAZZO. L’ERA MARINOTTI 

Il convegno si pone in perfetta continuità temporale e tematica con la prima edizione tenutasi lo scorso anno: in quella occasione, venne raccontata la storia di Palazzo Grassi negli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, contraddistinti dalla proprietà della famiglia Marinotti. Nel 1951 Franco Marinotti, proprietario della SNIA Viscosa e fondatore della cittadina di Tor Viscosa, acquisisce Palazzo Grassi, aprendo al suo interno il Centro Internazionale delle Arti e del Costume, di cui sarà segretario generale il figlio Paolo. “La famiglia Marinotti renderanno il Centro uno spazio d’avanguardia che seguirà la ricerca di nuove tendenze in ambito artistico e culturale e la ricerca di materiali e tecniche, concretizzandosi poi in esposizioni che vedono protagonisti il costume e la moda”, spiega ad Artribune Mauro Baronchelli, direttore operativo di Palazzo Grassi. Dal 1959 al 1961 Paolo Marinotti si apre all’arte contemporanea, con la serie di tre mostre Ciclo della Vitalità, per poi proseguire fino al 1967, anno della mostra Campo Vitale, che “osava” mettere in dialogo l’Informale europeo con la Pop art americana. Gli anni Settanta poi saranno contraddistinti da mostre dedicate ad artisti della scena italiana dell’epoca, Enrico Baj, Emilio Scanavino, Rodolfo Aricò, la monografica di Michelangelo Pistoletto curata da Germano Celant nel 1976, e infine le esposizioni di Vincenzo Agnetti e Filippo De Pisis. Il Centro Internazionale delle Arti e del Costume terminerà la sua attività nel 1978. I Marinotti metteranno in vendita Palazzo Grassi, che sarà acquistato, nel 1983, dal gruppo FIAT, affidandone i lavori di ristrutturazione a Gae Aulenti e dando vita a una nuova era di mostre d’arte contemporanea e non solo.

Il cortile interno di Palazzo Grassi con le opere di Etienne-Martin e Roël D’Haese in occasione di Campo Vitale, Palazzo Grassi, 1969
Il cortile interno di Palazzo Grassi con le opere di Etienne-Martin e Roël D’Haese in occasione di Campo Vitale, Palazzo Grassi, 1969

PALAZZO GRASSI E L’ERA FIAT E PINAULT

Palazzo Grassi è l’unica esperienza italiana che vede – nonostante le diverse gestioni, ognuna delle quali con visioni e obiettivi sempre diversi – lo sviluppo di progetti culturali ed espositivi mirati alla ricerca, all’avanguardia e alla definizione di tendenze”, continua Baronchelli. “La gestione FIAT, dal 1985 al 2004, si è contraddistinta per le grandi mostre internazionali, coinvolgendo i migliori musei al mondo per i prestiti, come quelle sulle civiltà, sul Futurismo, Jean Tinguely, Andy Warhol, Marcel Duchamp, Balthus, Salvador Dalí. Il terzo capitolo della storia di Palazzo Grassi vede protagonista François Pinault, che ha acquistato il palazzo nel 2005 facendone un centro votato espressamente al contemporaneo: i primi anni si sono susseguite mostre di opere della sua collezione, per poi passare alle grandi monografiche di Rudolf Stingel, Irving Penn, Martial Raysse, Sigmar Polke, Damien Hirst, Albert Oehlen, Luc Tuymans”. Il fondo dell’era FIAT lo scorso anno è stato donato all’Archivio della Biennale di Venezia, per renderlo fruibile a ricercatori e studiosi. 

IL CONVEGNO A PALAZZO GRASSI 

Oggetto delle giornate di studio sarà nello specifico il periodo di tempo compreso tra gli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, analizzando il rapporto del Centro Internazionale delle Arti e del Costume con la moda fino alle ultime mostre d’arte contemporanea. “La prima giornata è dedicata alla moda, con interventi di Elisabetta Da Lio e Maria Luisa Frisa e un intervento performativo di Luca Scarlini, ci spiega il curatore del convegno Stefano Collicelli Cagol. “Le due giornate di studio puntano a voler leggere la storia di Palazzo Grassi come elemento ‘eccentrico’ rispetto al panorama istituzionale di quegli anni e alla cultura espositiva in Italia, sviluppando una serie di riflessioni sull’intero sistema dell’arte nazionale”. La seconda giornata di studi invece tratterà il periodo in cui il Centro si voterà all’arte contemporanea, sperimentando tendenze e dando spazio agli artisti italiani. Al dibattito dal titolo Arte a Palazzo Grassi e dintorni tra anni ’60 e ’80 parteciperanno Stefano Chiodi, Stefano Collicelli Cagol, Laura Conte, Vittoria Martini, Paola Nicolin, Elisa Prete e Francesco Ventrella. “Questi interventi”, conclude Collicelli Cagol, “racconteranno una fase particolare della storia di Palazzo Grassi, e sarà un’opportunità per fare luce su aspetti ancora poco studiati e fare emergere nuove domande”.

– Desirée Maida

Venezia // dal 24 al 25 ottobre 2019
Palazzo Grassi e la storia delle sue mostre – Una linea eccentrica dell’arte italiana
Teatrino di Palazzo Grassi
Sam Marco 3260 – accanto a Palazzo Grassi
www.palazzograssi.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.