Chef Alfio Ghezzi apre nuovo ristorante al Mart di Rovereto. All’insegna del design italiano

Il super chef si appresta a inaugurare il suo nuovo bistrot-ristorante negli spazi della caffetteria del museo trentino, di recente rinnovata negli arredi da Mario Botta e dallo studio Baldessari e Baldessari. Per un design e una cucina votati all’italianità

Caffetteria Mart - Ph credit Mart, Jacopo Salvi
Caffetteria Mart - Ph credit Mart, Jacopo Salvi

È un omaggio al made in Italy e alla tradizione gastronomica italiana il nuovo Café & Ristorante del Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. All’interno del museo – progettato dall’archistar Mario Botta, diretto da Gianfranco Maraniello e con Vittorio Sgarbi presidente del CdA – il prossimo 22 ottobre verrà aperto al pubblico Alfio Ghezzi, progetto di ristorazione gestito dall’omonimo chef. Allievo di Gualtiero Marchesi e poi di Andrea Berton e per quasi un decennio chef della Locanda Margon, Ghezzi ci racconta la sua avventura alla ex-caffetteria del Mart, di recente rinnovata negli arredi da Botta stesso insieme allo studio Baldessari e Baldessari, un omaggio al design italiano del XX secolo.

Alfio Ghezzi al Mart di Rovereto. Ph credit Jacopo Salvi
Alfio Ghezzi al Mart di Rovereto. Ph credit Jacopo Salvi

ALFIO GHEZZI AL MART DI TRENTO E ROVERETO

“Il progetto nasce per caso, mi sono trovato al Mart per un evento e così ho visto la caffetteria, per la quale era stato indetto il bando di concessione”, spiega ad Artribune Alfio Ghezzi. “Mi sono reso conto che era un luogo straordinario e quindi ho pensato di partecipare al bando. E mi è andata bene!”. Il progetto di ristorazione dello chef è in stretta relazione con gli ambienti della caffetteria; anzi, la proposta e i servizi sono una conseguenza della natura architettonica degli spazi: “è un grande e unico ambiente, diviso attraverso delle quinte e delle strutture in ottone, quindi ho immaginato una zona caffetteria e una ristorante”, spiega Ghezzi. “Questo è il motivo che ci ha spinto a declinare la proposta con servizi diversi. Intanto ci siamo adeguati agli orari del museo. Il Mart apre la mattina e chiude nel tardo pomeriggio, quindi abbiamo suddiviso la giornata in due momenti: il primo va dalle 9 alle 19 con un servizio bistrot, e quindi con una proposta più informale e agevole, il secondo dalle 19 in poi, con un servizio di fine dining curato ed esperenziale”.

LE DUE ANIME DI ALFIO GHEZZI AL MART E IL DESIGN ITALIANO

Per la precisione, l’Alfio Ghezzi Bistrot offrirà una piccola carta, Veloce con gusto, che copre tutto l’arco della giornata, “con piatti veloci, lievitati, torte da credenza e salumi, per dare ai visitatori a qualsiasi ora del giorno la possibilità di mangiare qualcosa che si leghi al territorio e che abbia una connessione con il paesaggio”, continua lo chef. “A pranzo invece si potrà scegliere tra un menu dedicato alla tradizione trentina e un menu che celebra l’italianità. Il luogo è un omaggio al migliore design italiano, e volevamo che ci fosse una coerenza generale. L’italianità inoltre rispecchia anche il mio nuovo modo di cucinare, nato negli ultimi anni dall’esigenza di avere maggiore rispetto e sensibilità per il territorio”. Il ristorante è infatti concepito come continuazione del percorso museale, con pezzi che hanno fatto la storia del design italiano e internazionale: la lampada Luminator di Luciano Baldessari; la poltroncina Luisa (832) e il tavolo Cavalletto (883) di Franco Albini; lo sgabello Mezzadro e la poltrona San Luca di Achille Castiglioni; la sedia Seconda/602 e la poltrona Charlotte di Mario Botta; la poltroncina Silver, la poltroncina Uragano e la poltrona Louisiana di Vico Magistretti; la poltroncina Ghiaccio di Piero Lissoni.

L’ARTE E LA CUCINA SECONDO ALFIO GHEZZI

La sera invece sarà la volta di Senso Alfio Ghezzi, ristorante di fine dining nel cui menu sarà possibile trovare un piatto che “si ispira alle opere delle collezioni e delle mostre in corso, una mia interpretazione delle opere del Mart”, ci dice lo chef. Approfittiamo per chiedere a Ghezzi che tipo di connessione esiste, secondo lui, tra arte e cucina: “penso che l’attività del cuoco non sia propriamente un’attività che si avvicina a quella di un artista. Credo che l’artista abbia una particolare relazione con il creato, credo sia più spirituale; invece penso che il cuoco somigli di più a un maestro artigiano, a qualcuno che possieda la capacità di trasformare i prodotti attraverso le sue mani e la ripetizione del gesto. L’elemento che cucina e arte possono avere in comune è, invece, il fatto che si può rimanere colpiti da un piatto allo stesso modo in cui si rimane colpiti da un’opera d’arte”. In che modo? “Perché in quel momento l’emozione fissa un ricordo dentro di noi”, risponde Ghezzi. “Succede con le opere d’arte ma potrebbe accadere anche gustando un piatto. Non è semplice creare piatti che rimangano impressi nella memoria, ma è anche il sogno del cuoco lasciare una traccia di sé nei commensali”.

– Desirée Maida 

Rovereto (TN) // dal 22 ottobre 2019
Alfio Ghezzi
Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini, 43
www.mart.trento.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.