Arte contemporanea in azienda. SCIC – Fendi cucine parte con Paolo Gonzato

L’azienda propone nella sede milanese un progetto con tre artisti contemporanei di buon livello. Si parte con Paolo Gonzato e poi ci saranno Alessandro Roma e Silvia Camporesi. Ne abbiamo parlato con la curatrice Irene Biolchini e con Emanuele Sassi Zanichelli di Scic

SCIC Italia - Flagship Milan
SCIC Italia - Flagship Milan

Il concept è chiaro: coinvolgere una serie di giovani artisti italiani, invitati a un dialogo fecondo con l’eccellenza del design nazionale e internazionale, per favorire allestimenti destinati a un confronto tra l’ambiente domestico e i linguaggi dell’arte contemporanea.
SCIC – Fendi Cucine in via Durini a Milano, in un luogo speciale, l’ex sede di Franco Maria Ricci, con la curatela di Irene Biolchini, propone nei suoi spazi interventi site specific, e periodicamente un’opera entra a far parte della collezione dell’azienda.

Paolo Gonzato, Out of Stock, opera acquisita da Scic
Paolo Gonzato, Out of Stock, opera acquisita da Scic

GLI ARTISTI

Si è partiti lo scorso 24 settembre con Paolo Gonzato, che ha proposto l’opera Out of Stock, assemblaggio in cui l’artista milanese propone un suo personale intervento dedicato alla dialettica della forma plastica e al rapporto tra modularità ed espressione.
E gli appuntamenti da Scic proseguono anche nei prossimi tempi: in agenda per il primo ottobre, Alessandro Roma, mentre nel gennaio 2020 sarà la volta di Silvia Camporesi.
“Quando ho iniziato a pensare ad un ciclo di interventi all’interno di questo spazio mi è sembrato molto naturale pensare a degli interventi site specific, in cui un gruppo di artisti italiani potesse dialogare con la storia antica e recente del luogo”, racconta la curatrice.

ARTE CONTEMPORANEA IN AZIENDA

Per Emanuele Sassi Zanichelli di SCIC Flagship Store, “la collaborazione nasce dal principio che la cultura deve essere il motore trainante dello sviluppo di prodotto ed essendo noi un’azienda che lavora molto sull’attenzione per il cliente e lo sviluppo per noi era importante combinare questi elementi. Il nostro è uno showroom che cerca di creare una relazione con il cliente e con il progettista: per noi non è uno spazio di vendita, ma un luogo in cui ci si scambiano idee. Caratterizzare lo spazio con prodotti, oggetto d’arte ed eventi voleva essere un modo per immaginare un luogo fisico che andasse oltre il classico orario di apertura, aprendosi all’incontro e allo scambio di idee”.
Il progetto si preannuncia pluriennale, con un ulteriore step: “ogni anno l’insieme delle opere acquisite darà vita ad una pubblicazione che potrà incontrare più mondi e più lingue, crescendo con loro”, aggiunge Sassi Zanichelli.

-Lorenzo Madaro

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro (1986) è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e collabora con Robinson e Artribune. Tra le mostre recenti curate, "Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro" (Galleria Fabbri, Milano, 2019); "‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana" (Castello di Otranto, 2018); "To Keep At Bay" (Galleria Bianconi, Milano 2018); "Spazi igroscopici" (Galleria Bianconi, Milano 2017); "Mario Schifano e la Pop Art italiana" (Castello Carlo V, Lecce, 2017); "Edoardo De Candia Amo Odio Oro" (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); "Natalino Tondo Spazio N Dimensionale" (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); "Andy Warhol e Maria Mulas" (Castello Carlo V, Lecce 2016). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce.