Nel 2020 alla Royal Academy di Londra grande retrospettiva per Marina Abramović

Il prossimo anno la performer serba sarà impegnata nella retrospettiva, la più grande finora mai organizzata nel Regno Unito, alla Royal Academy di Londra. Sarà riproposta anche la celebre performance “Imponderabilia”: il museo è alla ricerca di artisti che vogliano cimentarsi nel “remake” dell’opera, tra le più celebri della coppia Abramović-Ulay

Venezia75, Marina Abramovic, photo Irene Fanizza
Venezia75, Marina Abramovic, photo Irene Fanizza

È un mese di settembre intenso per Marina Abramović (Belgrado, 1946), impegnata nella retrospettiva che inaugurerà a Belgrado il prossimo 21 settembre: si tratta di The Cleaner, esposizione che ha già toccato il Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca, la Bundeskunsthalle di Bonn, Palazzo Strozzi a Firenze e il CoCA di Toruń in Polonia, e che adesso approda al Museum of Contemporary Art della capitale serba. In occasione del suo ritorno in patria, la performer ha scritto una lunga lettera indirizzata ai suoi connazionali, raccontando il suo percorso di artistico, la scelta di lasciare Belgrado e cosa rappresenti per lei tornare nella sua città natale dopo 45 anni. Nonostante l’ultima tappa di The Cleaner debba ancora inaugurare, si parla già dei prossimi impegni della regina della performance: si intitola Marina Abramović. 50 years of pioneering performance art la retrospettiva, la più grande mai realizzata nel Regno Unito, che il 26 settembre 2020 verrà inaugurata alla Royal Academy of Arts di Londra. La mostra comprenderà opere che ripercorrono i 50 anni di carriera dell’artista, insieme a nuovi lavori concepiti appositamente per la Royal Academy. Come già accaduto in The Cleaner, anche la retrospettiva inglese riproporrà, interpretata da performer guidati e istruiti dalla stessa Abramović, Imponderabilia, tra le più celebri performance di Marina realizzate insieme all’ex compagno di vita e d’arte Ulay.

Marina Abramovic e Ulay, Imponderabilia, 1977
Marina Abramovic e Ulay, Imponderabilia, 1977

LA PRIMA VOLTA DI “IMPONDERABILIA” A BOLOGNA

Nel 1977 Marina Abramović e Ulay vengono invitati a Bologna in occasione della Settimana internazionale della performance. Alla Galleria Comunale d’Arte Moderna sviluppano una tra le loro performance più note, Imponderabilia, nata dalla riflessione che “se non ci fossero artisti, non ci sarebbero musei”. Abramović e Ulay si trasformano così nella porta del museo, collocandosi nudi uno di fronte all’altra all’ingresso dell’edificio. I visitatori, per entrare, data la strettezza del varco, avrebbero dovuto muoversi di sbieco e quindi “strusciarsi” sui loro corpi, decidendo se fronteggiare l’uomo nudo o la donna nuda. La performance, che doveva durare sei ore, ne durò soltanto tre: fu interrotta dall’arrivo della polizia.

“IMPONDERABILIA” A LONDRA

Dopo la storica performance a Bologna, Imponderabilia è stata poi riproposta, interpretata da altri performer, in occasione di The Artist is Present, la grande retrospettiva che il MoMA di New York ha dedicato a Marina Abramović nel 2010. In quella occasione, così come nelle successive reinterpretazioni nell’ambito di The Cleaner, la performance ha dato vita a dibattiti anche controversi, sebbene siano passato parecchi decenni dalla versione originale. E i temi sono sempre gli stessi: le reazioni del pubblico di fronte alla nudità, il rapporto con la sessualità, il “toccare” – seppur involontariamente – i due artisti protagonisti della perfomance, nudi e impassibili sulla porta di ingresso del museo. L’anno prossimo invece toccherà ai londinesi sottoporsi alle tante implicazioni psicologiche di Imponderabilia, e non solo al pubblico: la Royal Academy infatti è alla ricerca di artisti che vogliano cimentarsi, come Marina Abramović e Ulay negli anni Settanta, nella celebre performance. Avete un anno di tempo per pensarci…

– Desirée Maida 

Londra // dal 25 settembre all’8 dicembre 2020
Marina Abramović. 50 years of pioneering performance art
Royal Academy of Arts
Burlington House, Piccadilly
www.royalacademy.org.uk

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AutoreMarina Abramovic
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.