Inaugura in Turchia la 16esima edizione della Biennale di Istanbul. Sedi e programma

Il “Settimo Continente” è il tema della kermesse appena inaugurata a Istanbul, che quest’anno chiede a 56 artisti internazionali di riflettere sull’emergenza ambientale globale

Andrea Zittel, Personal Plots, 2019 Concrete block, plaster, paint and gravel 1610.4 × 1099.8 × 45.7 cm Courtesy the artist and Regen Projects. Commissioned by the 16th Istanbul Biennial. Ph. Onur Dogman
Andrea Zittel, Personal Plots, 2019 Concrete block, plaster, paint and gravel 1610.4 × 1099.8 × 45.7 cm Courtesy the artist and Regen Projects. Commissioned by the 16th Istanbul Biennial. Ph. Onur Dogman

The Seventh Continent è il titolo della 16esima Biennale di Istanbul, aperta al pubblico lo scorso 14 settembre e in programma fino al 10 novembre 2019. Curata dallo scrittore, critico d’arte e curatore francese Nicolas Bourriaud, la manifestazione quest’anno conta sulla partecipazione di 56 artisti per un totale di 220 opere esposte, che guideranno il pubblico nel nuovo territorio del “Settimo Continente”, ovvero l’immensa isola formatasi dall’accumulo di detriti di plastica che si trova sull’Oceano Pacifico.

Hale Tenger, Appearance, 2019 Mixed media and sound installation, black obsidian mirrors, iron, epoxy resin based paint, water, audio spotlight speaker Dimensions variable Courtesy the artist and Galeri Nev Istanbul. Commissioned by the 16th Istanbul Biennial. Produced with the support of SAHA– Supporting Contemporary Art from Turkey.Ph. Sahir Ugur Eren
Hale Tenger, Appearance, 2019 Mixed media and sound installation, black obsidian mirrors, iron, epoxy resin based paint, water, audio spotlight speaker Dimensions variable Courtesy the artist and Galeri Nev Istanbul. Commissioned by the 16th Istanbul Biennial. Produced with the support of SAHA– Supporting Contemporary Art from Turkey.Ph. Sahir Ugur Eren

BIENNALE DI ISTANBUL 2019 NEL SEGNO DELL’ANTROPOCENE

Verte quindi sui temi dell’emergenza ambientale la Biennale di Istanbul 2019, la cui mostra documenta così il paesaggio contemporaneo, cercando di capire in che misura l’Antropocene abbia modificato le nostre modalità di percezione e il modo in cui gli artisti producono forme e sviluppano nuovi significati. “Il Settimo Continente è il nome del nuovo mondo in cui entriamo, dove le foreste pluviali stanno bruciando e le molecole di plastica saturano gli oceani”, spiega Nicolas Bourriaud. “Gli artisti che ho invitato esplorano questo territorio in cui umani e non umani, macchine, rifiuti, animali e alberi si uniscono per produrre nuove forme. Lavorano come antropologi, in un certo senso. Istanbul, dove idee e persone si sono trasformate nel corso dei secoli e in cui l’ambiente è diventato un problema importante, è la cornice perfetta per questa opera del capitalocene”.

Monster Chetwynd, The Gorgon’s Playground, 2019 Sculptural installation 282 × 600 × 345 cm Courtesy the artist and Sadie Coles HQ, London. Commissioned by the 16th Istanbul Biennial. Produced and presented with the support of Koç Holding. Ph. Sahir Ugur Eren
Monster Chetwynd, The Gorgon’s Playground, 2019 Sculptural installation 282 × 600 × 345 cm Courtesy the artist and Sadie Coles HQ, London. Commissioned by the 16th Istanbul Biennial. Produced and presented with the support of Koç Holding. Ph. Sahir Ugur Eren

BIENNALE DI ISTANBUL 2019. LE SEDI E LE MOSTRE

Situato sul lungomare del quartiere Tophane nel centro di Istanbul, Antrepo 5 è un ex magazzino con una superficie di 17.700 metri quadrati. Negli ultimi otto anni l’edificio è stato trasformato in un museo per la collezione di dipinti e sculture del Mimar Sinan Fine Arts University Istanbul Museum of Painting and Sculpture, che dovrebbe inaugurare nel 2020. L’edificio in stile neoclassico del Museo Pera, nel cuore della città, è la seconda sede della Biennale. Il Pera è stato trasformato in un museo antropologico per mondi paralleli, un luogo per l’archeologia immaginaria, dove gli artisti reinventano il passato. Il percorso culmina a Büyükada, nell’arcipelago delle Isole Principi nel Mar di Marmara. I luoghi interessati alla Biennale sono l’edificio che l’Anadolu Club; l’ex palazzo Sopronius (chiamato anche Taş Mektep), un tempo residenza estiva del patriarca Sopronius III di Costantinopoli e successivamente utilizzato come scuola elementare e secondaria dal 1922 al 1979; la residenza privata di fine ottocento Mizzi Mansion, progettata dall’architetto italiano Raimondo d’Aronco; Hacopulo Mansion, antico palazzo in legno utilizzato come edificio della prefettura dal 1929; e infine la piazza del molo che ospita un’opera d’arte pubblica temporanea. La Biennale ha inoltre commissionato all’artista Monster Chetwynd la realizzazione di un’opera d’arte permanente, il Gorgon’s Head Playground: si tratta di un parco giochi per bambini, situato nel parco Maçka Sanat, uno degli spazi verdi pubblici di Istanbul. Il parco ideato da Monster Chetwynd si ispira alle teste di Medusa che sono state scoperte nella Cisterna Basilica di Istanbul.

– Desirée Maida 

Istanbul // fino al 10 novembre 2019

Biennale di Istanbul

Sedi varie

www.bienal.iksv.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.