Patrimonio e arte contemporanea in Occitania: 14 artisti per 15 siti storici in Francia

Ottava edizione di IN SITU Patrimoine et art contemporain, manifestazione estiva che mette in dialogo i patrimoni culturali della regione sud della Francia con le opere di artisti emergenti o già affermati

Da otto edizioni, ogni estate nel sud della Francia, c’è un festival che mira a valorizzare i patrimoni culturali della regione Occitania, mettendoli in relazione a una o più installazioni create da artisti emergenti o già affermati. Si tratta della manifestazione estiva dell’associazione culturale Le Passe Muraille con base a Montpellier, IN SITU Patrimoine et art contemporain, che attraverso delle grandi opere, spesso spettacolari, effimere e adattate allo spirito del luogo, cerca di instaurare un dialogo tra patrimonio architettonico e arte contemporanea. Quest’anno la rassegna – in corso fino al 29 settembre 2019 – ha coinvolto 15 siti storici della regione meridionale della Francia, invitando 14 artisti a realizzare un lavoro site-specific, tra cui l’italiano Matteo Nasini: l’opera immancabile di questa edizione (l’anno scorso era quella di Felice Varini a Carcassonne) è rappresentata dall’installazione luminosa di Miguel Chevalier per la cattedrale di Rodez, dove sarà proiettata sulla sua facciata dall’8 al 18 agosto. Ecco i progetti nel dettaglio.

 – Claudia Giraud

 https://patrimoineetartcontemporain.com

1. BASSERODE – GROTTE DU MAS-D’AZIL

Basserode, Pollen, 2019, aluminium, pierres calcaires, grès, silex 80 x 170 x 80 cm @ Basserode

Intitolato Pollen, il progetto dell’artista francese Basserode (Nice, 1958) per la grotta di Mas-d’Azil consiste in una scultura che collega l’antico antro, famoso per i suoi resti preistorici, all’universo.

 

2. LIONEL SABATTÉ – GROTTE DE BÉDEILHAC

Lionel Sabatté, Les larmes de l’éléphant, 2019, ciment, ferraille et fibres végétales 6 sculptures de 3 m @ Luc Jennepin

Per la grotta di Bédeilhac – sito geologico impressionante per la vastità delle sue gallerie -, Lionel Sabatté (Toulouse, 1975) trasforma gli uomini e gli animali che abitavano questi luoghi nella preistoria in un paesaggio scultoreo su scala monumentale.

3. UGO SCHIAVI – PALAIS DES ARCHEVÊQUES

Ugo Schiavi, Nuit Blanche 2018 Courtesy Double V Gallery @ Willam Gaye

Nella corte d’onore del Palazzo degli Arcivescovi di Narbonne, Ugo Schiavi (Neuilly-sur-Seine, 1987) propone una “riproduzione” della testa di leone presentata a Parigi per la Nuit Blanche. Si tratta di una sorta di ricerca archeologica che trova il suo significato in una città come Narbonne la cui storia è espressa attraverso i magnifici resti romani, di cui spesso ci sono solo frammenti: a ciascuno il compito di ricostituire la totalità.

4. MATTEO NASINI – ABBAYE DE FONTFROIDE

Matteo Nasini La Verna, 2019, Coproduction MracIN SITU Patrimoine et art contemporain @ Luc Jennepin

In dialogo con le opere di Emmanuelle Luciani e Charlotte Cosson e in coproduzione con il Mrac – Museo Regionale di Arte Contemporanea Occitania a Sérignan, Matteo Nasini (Roma, 1976) riveste le cappelle collaterali della sontuosa chiesa abbaziale del complesso monastico con Il Giardino Perduto, un’opera composta da diverse colonne avvolte da tessuto. Nell’abbazia è anche presentato un arazzo, La Verna, come rappresentazione dell’esperienza francescana della visione dell’angelo Serafino.

5. ABDELKADER BENCHAMMA – ABBAYE DE LAGRASSE

Abdelkader Benchamma Symétries et soupirs, 2019, encre, 3.30 x 10 m @ Luc Jennepin

Abdelkader Benchamma (Mazamet, Tarn 1975) presenta un grande murale di quasi 40 mq di fronte al camino rinascimentale della sala cerimoniale dell’Abbazia di Lagrasse che, situata nel massiccio del Corbières nella valle dell’Orbieu, è considerata uno degli insediamenti benedettini più importanti della regione dell’Aude.

6.  MIGUEL CHEVALIER – CATHÉDRALE NOTRE-DAME DE RODEZ

Miguel Chevalier – Digital Supernova ©Miguel Chevalier

Digital Supernova di Miguel Chevalier  (Città del Messico, 22 aprile 1959) – uno dei pionieri dell’arte virtuale e digitale – è un’installazione di realtà virtuale generativa proiettata sulle volte della navata, del transetto, della croce del transetto e del coro della cattedrale di Notre-Dame di Rodez: 35 diverse cornici di luce colorata sotto forma di reti sinuose si sviluppano una dopo l’altra, sovrapposte a sorprendenti mappe del cielo immaginarie e supernova, esplosioni luminose di stelle imponenti.

7.  SANDRA LORENZI – MUSÉE DU PATRIMOINE INDUSTRIEL ET MINIER

Sandra Lorenzi Talisman #1, 2019, Badigeon de chaux, pigments, 433 x 381 cm @ Luc Jennepin

Sotto il titolo Depths, Sandra Lorenzi immagina un dittico che collega l’esterno con l’interno del museo, nato dalla volontà di un piccolo gruppo di ex minatori, produttori di acciaio e lavoratori dello zinco di gestire e salvaguardare il patrimonio industriale del bacino del Decazeville. L’artista propone un intervento direttamente sulla facciata del museo con disegni emblematici che devono essere considerati veri talismani.

8. ROLAND COGNET – BAMBOUSERAIE EN CÉVENNES

Roland Cognet Paysage et séquoia, 2019, Séquoia, acier et peinture, 420 x 250 x 145 cm © Roland Cognet

Catturando un frammento di tronco di sequoia caduto diversi anni fa dentro il bosco di bambù, Roland Cognet (Désertines, Allier, 1957) ripristina la leggenda di questa pianta gigante ed evoca gli alberi piantati da Eugene Mazel nel 1860, le cui serre, fatte costruire in questo parco nel 1856, portano il suo nome. 

9. DELPHINE RENAULT – CHÂTEAU DE BAULX

Delphine Renault ARRIÈRE PLAN, 2019, Caisson lumineux inox 120 x 165 cm, impression, néons, Entreprise Signarama @ Luc Jennepin

Progettato appositamente per il castello di Baulx, l’intervento di Delphine Renault (Paris, 1984) è composto da due diversi momenti: da un lato l’illuminazione interna della casa del castello che dà sulla strada principale in direzione sud, dall’altro la creazione di un’insegna luminosa installata sull’edificio principale che rappresenta il Castello di Roc de Tras (traduzione: la roccia dietro il castello), visto dal castello.

10. SOFIE MULLER – SAINT-GUILHEM-LE-DÉSERT

Sofie Muller Mère et enfant, albâtre blanc, 2018, 36 x 32 x 30 cm @ Luc Jennepin

Nel Museo Lapidario dell’Abbazia di Gellone, Sofie Muller (Sint-Niklaas, 1974) presenta una serie di sculture di alabastro ispirate alla Regola di San Benedetto.

 

11. ÉRIC MICHEL – LA LIVINIÈRE

Eric Michel Le Clocher de Lumière, sculpture lumineuse programmation projecteurs LEDsRGBW boucle de 10 mn @ Eric Michel

Invitato nel contesto dell’ottava edizione di In Situ per vestire di luce il campanile della chiesa di Saint-Etienne de La Livinière in occasione della celebrazione dei vent’anni dell’annata omonima di vino, Eric Michel (Aix-en-Provence, 1962) ha scelto cinque colori per decorare questa architettura romanica che rappresenta un’attrazione per i turisti durante il soggiorno nella regione dell’Occitania. Quest’opera immateriale fa emergere nell’oscurità una successione di dipinti luminosi, che rivelano simultaneamente l’interno e l’esterno del campanile.

 

12. VICTORIA KLOTZ – SALONS DU COLLÈGE-SÉMINAIRE DU PUY/ TERRASSES DU PUY

Victoria Klotz Sans titre, 2011, Mousse polyuréthane, 160 x 110 x 110 cm @ Luc Jennepin

La proposta di Victoria Klotz consiste in un percorso che collega due siti, Les Terrasses du Puy e le sale dipinte del College du Puy. Il tutto all’insegna di tre figure di animali per evocare le nozioni di violenza e sacro.

 

13. ART ORIENTÉ OBJET – LE CHÂTEAU FORT – MUSÉE PYRÉNÉEN DE LOURDES

Art Orienté Objet Andachtsraum, l’aigle et le brochet, 2019, néon bleu, 500 cm x 80 cm @ Luc Jennepin

La proposta del duo Art Orienté Objet (Marion Laval-Jeantet e Benoît Mangin) per il castello-museo dei Pirenei di Lourdes è un’estensione della dimensione naturalistica e animale delle sue collezioni. Si tratta di un dittico fatto di un’installazione scultorea posta nella vecchia polveriera sotto il castello, aperta appositamente per l’occasione, e di un grande disegno realizzato al neon nel sotterraneo.

 

14. MIRCEA CANTOR – FORTERESSE DE SALSES

Mircea Cantor Aquila non capit muscas, 2018, HD vidéo couleur, 3’40” © Mircea Cantor Courtesy VNH Gallery, Paris

Il tema del territorio è al centro del recente film di Mircea Cantor (Oradea, Transylvanie, 1977) che raffigura un’aquila che intercetta un drone. L’istinto del rapace gli ordina di dare la caccia a questo oggetto estraneo senza indovinare la vera natura di questo “nemico”. Proposto nella fortezza di Salses, il video solleva tanto la questione della difesa del territorio quanto quella dell’interazione dell’animale con l’uomo in un legame di subordinazione ancestrale e complessa.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).