Gerhard Richter dona le sue opere per il nuovo museo di Berlino progettato da Herzog & de Meuron

Il celebre artista tedesco, che poche settimane fa si è detto non interessato all’apertura di un museo a suo nome a Colonia, donerà un gruppo di opere alla Nationalgalerie20, che aprirà a Berlino nel 2020 su progetto di Herzog & de Meuron. Il nuovo museo avrà una sala dedicata proprio a lui

Gerhard Richter
Gerhard Richter

Di Gerhard Richter (Dresda, 1932) abbiamo già parlato un paio di settimane fa: la città di Colonia, dove il pittore vive dal 1983, vorrebbe aprire un museo a suo nome, ma lui ha gentilmente declinato l’offerta rispondendo “non ne ho bisogno”. L’artista – tra i più noti e quotati al mondo ed esponente, nella seconda metà del Novecento, della Nuova Pittura in Germania – ha inoltre dichiarato che le sue opere sono esposte nei più importanti musei internazionali, motivo per cui l’idea di un museo a lui esclusivamente dedicato (almeno per il momento) non sarebbe di suo interesse. A pochi giorni dall’ennesimo “rifiuto” di Richter a Colonia, arriva una notizia che probabilmente farà ancora di più scemare le speranze dell’amministrazione della città: Richter infatti avrebbe accettato di donare parte delle sue opere per una sala a lui dedicata alla Nationalgalerie20, nuovo museo d’arte del XX secolo progettato da Herzog & de Meuron che inaugurerà a Berlino nel 2020.

GERHARD RICHTER E IL NUOVO MUSEO D’ARTE DEL XX SECOLO DI BERLINO

A dare la notizia attraverso una nota stampa è il Ministro della Cultura tedesco Monika Grütters, che nei giorni scorsi è andata a trovare Richter nel suo studio a Colonia per discutere della sua donazione al nuovo museo di Berlino. “Questo è un grande voto di fiducia di Gerhard Richter e un grande onore per la Nationalgalerie, che vorrebbe arricchire il nuovo museo con il lavoro di questo importante artista”, ha dichiarato il Ministro. Stando a quanto riporta il giornale tedesco Der Tagesspiegel, nella sala dedicata a Richter dovrebbero essere esposte opere che riassumano tutti i periodi creativi dell’artista, rappresentando così una sorta di “piccola” retrospettiva permanente. Ancora però non si sa nulla su quali e quante opere Richter deciderà di donare al museo berlinese. Non è la prima volta, comunque, che a Richter vengono dedicate sale di istituzioni museali: ben due infatti sono a suo nome all’Albertinum di Dresda, città natale dell’artista.

LA NATIONALGALERIE20 DI BERLINO PROGETTATA DA HERZOG & DE MEURON 

La Nationalgalerie20 sorgerà a Potsdamer Platz, vicino alla mitica Neue Nationalgalerie di Ludwig Mies van der Rohe, che attualmente è in fase di restauro. Il Kulturforum berlinese – ovvero il distretto culturale della capitale tedesca in cui si trovano, tra gli altri, la Berlin Philharmonie, la Chiesa di San Matteo e la Staatsbibliothek zu Berlin, si arricchisce quindi di un nuovo spazio museale, che nasce dall’esigenza di esporre, in un unico distretto museale, l’estesa collezione d’arte del XX secolo che per il momento è disseminata tra diverse istituzioni tedesche. Se la Neue Nationalgalerie di Ludwig Mies van der Rohe custodisce al suo interno opere d’arte della prima metà del Novecento, la Nationalgalerie20 ospiterà invece opere della seconda metà del XX secolo e oltre, comprendendo artisti come Ernst Ludwig Kirchner, Pablo Picasso, Max Beckmann, Anselm Kiefer, Joseph Beuys, Andy Warhol e Andreas Gursky. Per legare concettualmente e strutturalmente i due musei, creando quindi un percorso di visita senza interruzioni, i due edifici verranno collegati attraverso un tunnel sotterraneo. Il nuovo museo progettato da Herzog & de Meuron s’inserirà e troverà continuità stilistica all’interno del Kulturforum: per fare un esempio, sulla facciata nord dell’edificio (di fronte alla Neue Nationalgalerie) verranno realizzate delle particolari finestre che “incorniceranno” la vista dell’edificio di van der Rohe. “Il nostro concetto di pianificazione urbana per il Kulturforum è un concetto di densità, non di vuoto”, ha dichiarato Jacques Herzog. “Organizza un’interazione di edifici messi in relazione precisa tra loro. E avvia anche l’interazione tra le istituzioni culturali che si trovano in quegli edifici”.

– Desirée Maida

www.nationalgalerie20.de

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.